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L’ETÀ DI FILIPPO II

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L’ETÀ di Filippo II

Nel 1555 Carlo V abdica e divide il suo regno tra il fratello Ferdinando e il lio Filippo II

Ferdinando viene eletto imperatore ed eredita i domini assurgici (Austria, Carinzia e Tirolo) che si aggiungono alle corone di Boemia e Ungheria che già possedeva

Filippo II eredita la Sna con le sue colonie americane, le Fiandre, i Paesi Bassi, la Franca Contea e i possedimenti italiani degli Asburgo (regno di Napoli, Sicilia, Sardegna, Ducato di Milano, Stato dei presidi cioè roccaforti in Toscana)

Nel 1559 la pace di Cateau Cambresis mise fine alla guerra tra Francia e Sna con la sconfitta della Francia e sancì la supremazia snola in Europa.

I secoli a cavallo tra 500 e 600 sono definiti il secolo d’oro della Sna: grande sviluppo culturale (Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte, e i pittori El Greco e Diego Velasquez) però decadenza politica ed economica.

Filippo II aveva ricevuto un’educazione molto religiosa. Considerava il Cattolicesimo un elemento fondamentale di aggregazione politica e sociale quindi aveva l’esigenza di difendere la Cristianità:



ü      all’interno dalla minaccia di disgregazione rappresentata dalla riforma protestante

ü      all’esterno dall’avanzata ottomana

Il sovrano poteva intervenire nella nomina dei vescovi e controllava direttamente l’attività dell’Inquisizione

La difesa dell’ortodossia sfociò nella persecuzione di coloro che seguivano altre fedi: protestanti, conversos (ebrei convertiti) e moriscos (musulmani convertiti).

Nel 1568 una ribellione dei moriscos causò prima la deportazione di essi in alcuni luoghi della Sna e poi la loro definitiva espulsione.

Il punto debole della Sna era il sistema finanziario e commerciale che causerà la decadenza economica.

Nonostante le enormi quantità di metalli preziosi importati dall’America le entrate della corona erano insufficienti a coprire le spese belliche.

Grandi quantità di manufatti e grano dovevano essere importati perché:

ü      la crescita demografica comportò un aumento della domanda

ü      le manifatture erano artigianali e senza manodopera specializzata (moriscos espulsi)

ü      inferiore qualità dei manufatti rispetto a quelli di altri paesi europei

ü      agricoltura in crisi a causa della diffusione del latifondo e povertà del suolo

Per aumentare le entrate non si ricorse a nuove tasse per evitare possibili rivolte e perché i tempi di riscossione erano troppo lunghi

Quindi vennero chiesi dei prestiti ai società finanziarie (soprattutto genovesi) in cambio di metalli preziosi, privilegi nel commercio e riscossione di alcune tasse. Questo causò l’aumento del debito pubblico

Durante il regno di Filippo II fu dichiarata bancarotta tre volte, in questo caso parte dei debiti a breve scadenza venivano trasformati in debiti a lunga scadenza mediante l’emissione di titoli garantiti dalla corona , gli juros, che davano una rendita fissa.

La Castiglia assunse un ruolo centrale nel governo della monarchia: Filippo II abbandonò Toledo e trasferì la corte a Madrid creando una nuova capitale

Accentrò su di sé le funzioni di governo anche se mantenne in vita gli ordinamenti civili e gli apparati di governo dei territori entrati a far parte del regno

I territori furono governati per mezzo di viceré o governatori facenti parte dell’alta aristocrazia casigliana. Filippo inoltre si riservò il diritto di nominare tutti i funzionari di alto e medio livello




Alla corte di Madrid vennero organizzati i Consigli, organi consultivi cui il sovrano ricorreva per occuparsi degli affari di vari stati e di settori generali della politica (consigli d’Italia, d’Aragona, di Castiglia, delle Indie e delle Finanze)

I consigli erano composti da esperti scelti tra gli esponenti della media nobiltà castigliana ad eccezione del consiglio di Stato composto esclusivamente dai più importanti consiglieri politici e militari del re (aristocratici)

Particolare rilievo assunsero i segretari di Filippo II che anche se erano di umili origini grazie alle loro capacità, all’appoggio dei cortigiani e del sovrano divennero il cuore dell’amministrazione

Filippo II non permise alla grande aristocrazia castigliana di svolgere un ruolo di primo piano nel governo e riservò ad essa solo gli uffici di viceré, ambasciatore e alti gradi militari

Problemi nell’amministrazione:

ü      lentezza perché tutte le maggiori questioni passavano dal sovrano

ü      difficoltà nelle comunicazioni tra i vari domini e la corte di Madrid

ü      eterogeneità politica, istituzionale, finanziaria, fiscale.

Il conflitto tra gli Ottomani e gli snoli fu causato da motivi politici (la supremazia) commerciali (il controllo delle rotte commerciali nel mediterraneo) religiosi (contrapposizione tra cristianesimo e islam)

ü      Nel 1565 i turchi assediarono Malta che fu soccorsa dagli snoli

ü      Nel 1570 Cipro (della repubblica di Venezia) cadde sotto Selim II 

ü      Il pontefice Pio V diede vita ad un’alleanza anti-turca, la Lega Santa, a cui aderirono Sna, Venezia, Repubblica di Genova, Ducato di Savoia, Cavalieri di Malta

ü      Nel 1571 nella battaglia di Lepanto i turchi furono sconfitti dalla Lega Santa, ma a causa dei diversi interessi dei singoli stati l’alleanza si divise e nonostante le proteste del pontefice Venezia e Filippo II stipularono una tregua con gli Ottomani

Questa battaglia fece ritornare l’idea della crociata: il sovrano del Portogallo Sebastiano I organizzò una spedizione militare contro il sultano del Marocco ma fu sconfitto e perse la vita

Ne approfittò Filippo II che era zio di Sebastiano I e nel 1580 si fece incoronare re del Portogallo con l’impegno di rispettare le leggi e gli ordinamenti locali riservando solo ai portoghesi l’accesso alle cariche di governo

 






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