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La Riforma Protestante e lo scisma anglicano

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La Riforma Protestante e lo scisma anglicano

La mondanizzazione della Chiesa

La Chiesa, lungo tutto l'arco del medioevo, si è presentata come maestra di verità che indicava ai fedeli un'altra realtà eterna e immutabile diversa da quella materiale.

Nel contempo però la chiesa era una realtà politica, un vero e proprio Stato e come tale era governato. Nei secoli quindi, quello pontificio, è diventato uno Stato prigioniero di necessità politico economiche, perdendo quindi di vista le ragioni fondamentali per cui esisteva.

Nel 1500 la Chiesa si presenta troppo simile ai costumi alle esigenze ai vizi della nobiltà del tempo, troppo indulgente nei confronti delle classi sociali dominanti in modo da perdere il prestigio per esercitare il proprio magistero della fede, apparendo più come un'autorità arbitraria e che pretende di imporsi senza avere l'autorevolezza morale.

La corruzione della Chiesa tocca dei picchi molto alti nel 1500.

Alessandro VI, Giulio II e Leone X sono immersi nella dimensione temporale e mondana.

Si occupano della Chiesa come Stato, cercano di rafforzare lo Stato Pontificio e sembrano trascurare il compito di pastori della cristianità.

Assegnano ai familiari rendite e incarichi, amano il potere, la ricchezza, il fasto.

Esercitano un mecenatismo a cui dobbiamo lo splendore della Roma papale ma che non è ispirato alla semplicità evangelica.

Si comportano come tutti i sovrani del tempo.

Il cattivo esempio che viene dall'alto viene poi largamente seguito da altri tanto che i cardinali, vescovi e anche semplici preti trovano del tutto normale occuparsi di affari, avere moglie o amanti, partecipare a imprese militari e approfittare della propria missione per procurarsi ricchezze.

E diffuso il costume di accumulare benefici, più Vescovati dei quale non si possono poi occupare. Neppure i preti risiedono nelle loro sedi, si fanno spesso sostituire da subalterni.

All'interno della Chiesa però cè ancora chi crede nella necessità di un riscatto morale.

Si sta però diffondendo in Europa l'idea che la Chiesa sia una specie di sanguisuga che pretende da tutti paesi il versamento di contributi e usa il denaro per procurare una vita comoda e lussuosa a una minoranza di sacerdoti.

Grazie questo si diffonde una richiesta di una profonda riforma della Chiesa che la purifichi nel capo e nel corpo, dal Papa all'ultimo prete.

Erasmo da Rotterdam

Il primo movimento culturale fu senza dubbio quello sviluppato dal prete umanista Erasmo da Rotterdam che nel suo elogio della pazzia condannava le pratiche esteriori e polemizzava contro l'uso della mondanità di Papi e di Preti, esaltando l'importanza della carità e della fede.

Erasmo esprimeva l'esigenza di un cristianesimo non inquinato da credenze vuote o false in cui la Chiesa delle origini prevalesse sui riti senza ispirazione.

Erasmo denunciava le degenerazioni ma si arrestava davanti all'istituzione.

La vendita di indulgenze

La situazione degenerò a causa della vendita delle indulgenze promossa nel 1515 da Leone X.

La vendita delle indulgenze è la remissione totale o parziale delle pene da scontare in purgatorio per peccati già cancellati dalla confessione. Il fedele può invocare l'indulgenza per se stesso o per le anime dei defunti. La riscossione dell'obolo fu affidata a una banca.






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