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La politica estera di Bismarck

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La politica estera di Bismarck


La politica estera di Bismarck fu caratterizzata dal tentativo di mantenere lo status quo degli assetti europei, finalizzato prima di tutto a salvaguardare l'unità tedesca di fronte alle rivendicazioni territoriali e alle smanie espansionistiche degli altri paesi europei.

Quindi, in tal senso, il cancelliere tedesco si adoperò per mantenere la pace, assumendo così il ruolo di diplomatico e di mediatore

In particolare Bismarck cercò di tenere sotto controllo la Francia che, dopo la sua guerra con la Germania, nel 1870, e la sua sconfitta con la conseguente perdita di Alsazia e Lorena, aveva sempre coltivato il desiderio di una riconquista di questi territori (tendenze revansciste).

Allo stato attuale delle cose, l'unica potenza in grado di fronteggiare la Prussia, fatta eccezione per la Francia, era l'Inghilterra, che però non costituiva una minaccia, essendo più interessata alla politica coloniale, che a quella continentale; la Russia, invece, disponeva di un esercito troppo poco cospicuo; e infine l'Austria, era indebolita dalla frammentazione etnica, e non si sarebbe schierata contro la Germania, dalla quale proveniva l'aiuto nella questione balcanica.

Bismarck  ritenne quindi necessario concentrarsi sulla Francia: egli decise pertanto di adottare la politica dell'"isolamento": si trattava di riuscire a stabilire linee diplomatiche con le altre potenze europee, in modo da impedire alla Francia di creare alleanze, diventando troppo potente; riuscendo a isolare la Francia, da sola, questa non avrebbe sicuramente costituito un problema per la Prussia.



Bismarck cercò di mettere la Francia in condizione di rispettare il Trattato di Francoforte, e quindi di richiamare a nuova vita l'alleanza tra le corti monarchiche del Nord (Austria Prussia e Russia), opponendosi ad ogni restaurazione borbonica in Francia.

L'"alleanza dei 3 imperatori", costituita da una serie di convenzioni stipulate fra il 1872 e 73, entrò in crisi dopo un primo allentamento nel 1875, con la guerra Russo-Turca e il Congresso di Berlino (1877-8): l'Austria-Ungheria e la Russia stavano infatti vivendo una situazione di tensione che sarebbe potuta sfociare in una guerra, a causa dell'interesse di entrambe nella questione balcanica; in questo contesto, le vittorie russe nella guerra contro i turchi, avevano suscitato nell'Austria non poca preoccupazione.

Bismarck quindi comprese che con tali premesse, l'alleanza Prussia-Austria-Russia non era più fattibile. Decise allora di ricorrere, nel 1879 a una diretta e precisa alleanza con l'Austria-Ungheria, che però non incontrò il favore dell'imperatore Guglielmo I, il quale invece avrebbe preferito un'alleanza con la Russia.

La nuova alleanza non era però volta ad assecondare le intenzioni antirusse dell'Austria nella politica balcanica: Bismarck si auspicava piuttosto un riavvicinamento russo, provocato dal timore dell'isolamento diplomatico.

Le aspettative di Bismarck trovarono riscontro nel trattato del giugno 1881, quando la Russia stipulò con Austria e Germania una nuova alleanza (Trattato dei 3 imperatori) che prevedeva la neutralità della Russia in un'eventuale scontro franco-tedesco, anche nel caso fosse stata proprio la Germania a dichiarare guerra.

Questa alleanza aveva validità di 3 anni, e Bismarck riuscì a rinnovarla per ben 2 volte; nel 1887, però, lo zar si rifiutò di rinnovarla nuovamente, a causa dell'inasprimento dei rapporti austro-russi, data la diminuzione dell'influenza russa (a favore dell'Austria) nella zona dei Balcani.

In quello stesso periodo, Bismarck  aveva intanto stipulato un'altra alleanza, questa volta con l'Italia e con l'Austria.

L'Italia cercava infatti alleati contro la Francia, con la quale aveva combattuto e perso una guerra per  le colonie; e questa motivazione la condusse persino a superare le ostilità con l'Austria, stringendo con essa, insieme alla Germania, un'alleanza: la Triplice Alleanza del 20 maggio 1882, successivamente rinnovata nel 1887.

Sempre di quell'anno è inoltre l'accordo anglo-italiano nella questione delle colonie dell'Africa settentrionale: indirettamente quibdi, la Germania si lega all'Inghilterra.

La Francia sembra quindi completamente isolata diplomaticamente: Bismarck però non si accontenta, e va nuovamente alla ricerca di un accordo con la Russia.

Questa riassicurazione avvenne nel 1887, ma la questione bulgara ritornò a pesare sull'alleanza appena pochi mesi più tardi; Bismarck minacciò quindi la Russia sul piano finanziario, facendo anche intravedere la possibilità di una guerra, e questo servì a placare le agitazioni.

Nel 1889, quando la Russia sarebbe ormai pronta per un altro patto di rassicurazione con la Germania, questo venne impedito dal nuovo imperatore Guglielmo II, il quale era fermamente convinto della necessità di una guerra contro la Russia.




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