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UNA TESI INTERPRETATIVA DELL'INIZIO DELLA GUERRA FREDDA

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Una tesi interpretativa dell'inizio della guerra fredda

Il discorso di Churchill a Fulton, alla presenza di Truman, viene ormai considerato dagli storici come la piattaforma programmatica ed ideologica di quella che sarà chiamata la GUERRA FREDDA e quindi data simbolica del suo inizio.

' Con questo discorso -dice G.Boffa- Churchill chiudeva la fase delle coalizioni antifasciste  e tracciava lo schema di un nuovo schieramento mondiale in cui l’URSS non è più alleato ma avversario da combattere”[1].

Ma piuttosto che ricercare un preciso momento storico al quale ricollegare l’entrata nella guerra fredda dell’alleanza antifascista e antinazista, è più utile individuare e comprendere le cause di questo lungo periodo della storia del Novecento.

Considerata l’estrema debolezza economica e la grande miseria dell’URSS postbellica rispetto agli USA, che disponevano anche di una bomba atomica (l’URSS avrà la sua bomba atomica solo nel ’45), tanto che piuttosto “ ..di due superpotenze alla fine della guerra ve ne era una sola: gli Stati Uniti..” , cosa di cui i dirigenti americani erano consapevoli, come si evince dai dispacci dell’ambasciatore Harriman: la prevalente responsabilità della politica che porterà allo stato di tensione deve essere attribuita agli Stati Uniti perché “..una nazione che dispone di una grande supremazia …non può pretendere di essere costretta a seguire una determinata politica”. “Gli altri , compresi i sovietici, potevano solo condizionarne gli sviluppi”.

Anche questi ultimi ebbero delle responsabilità, minori e subordinate, delle occasioni perdute soprattutto a causa dei passi falsi di Stalin come ad esempio nel caso delle rivendicazioni nei confronti dell’Iran e della Turchia, completamente infondate e quindi destinate a fallire.

Gli USA si trovarono impreparati a fronteggiare i cambiamenti rivoluzionari che la guerra aveva provocato nel mondo e furono sordi alle richieste che si levavano dall’uno e dall’altro continente.

“Non soltanto ci fu scarsa propensione a prestare orecchio alle rivendicazioni sovietiche..” ma vi fu anche il “..rifiuto di riconoscere quanto di autoctono vi fosse nelle trasformazioni che si andavano operando nell'Europa orientale, in Jugoslavia, in Grecia..” ed anche nella Cina postbellica dove i capi della rivoluzione cercarono un accordo con i dirigenti americani, non con Stalin, senza ottenere i risultati sperati.

Quella che poi sarebbe stata chiamata “Guerra Fredda” faceva così i suoi primi passi.



-          [1] “Storia dell’Unione Sovietica”, di G. Boffa; Mondadori Editore.

                                                      






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