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GIOVANNI PASCOLI 1855



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GIOVANNI PASCOLI 1855


  • Vive ritirato, non partecipa alla vita politica.
  • Nel 1867 viene assassinato suo padre
  • Lui diventa capo fam
  • Partecipa ad una manifestazione e viene arrestato.
  • Il carcere lo devasta psicologicamente
  • Nel 1905 a Bologna prende la cattedra di letteratura italiana
  • Pascoli scrive anche in latino
  • Pascoli è decadente, simbolista e impressionista.
  • Lui sfugge alla società xkè è male
  • Si rifugia in se stesso, nei ricordi, nella fam.





LA POETICA


  • 1897 scrive il testo saggistico “ IL FANCIULLLO” (pag 97) dove sintetizza le sue idee
  • Chi tiene vivo il fanciullo dentro di se vede la realtà in modo irrazionale, è più sensibile, vede tutto, si stupisce, s’incuriosisce.
  • La poesia ha il potere di dare alla società equilibrio che se no mancherebbe
  • Il fanciullo predilige le cose semplici, umili, piccole, quotidiane

LE OPERE PIÙ IMPORTANTI


  • MIRICE
  • All’inizio sono22 testi poetici poi arrivano fino a 156.
  • Sono divise in 15 sezioni

PERCHÉ MIRICE

Perché il nome deriva da una pianta semplice come la poesia


SUDDIVISIONE


  • Tutte le sezioni hanno un titolo
  • Viene usato un criterio misto
  • Le poesie sono introdotte da una poesia d’introduzione: “IL GIORNO DEI MORTI”

TEMI –ARGOMENTI


  • Attenzioni alle cose semplici, umili
  • Morte del padre.
  • Lutti in fam
  • Senso del funebre e senso di colpa
  • La natura
  • L’infanzia
  • Il nido
  • Il ruolo della poesia

STILE


  • È nuovo
  • Spezzetta i versi
  • Usa punteggiare frequenti
  • Usa un linguaggio pregrammaticale
  • Usa l’onomatopea (parole formate da un suono).
  • Usa il fonosimbolismo (suono puro es: din don).
  • Usa un lessico semplice tranne i nomi di piante e animali che usa nomi scientifici.

  • LAVANDARE

  • Il testo è diviso in tre

  • Si parla di un aratro abbandonato in un campo mezzo aratro e mezzo no tutto ciò dal senso d’incompletezza d’abbandono.
  • Il paesaggio è sfumato
  • Pascoli usa tanto gli oggetti e le rime interne.
  • DA RICORDARE: uso dei simboli

Visione soggettiva del paesaggio (impressionismo).



  • X AGOSTO (AG 128)

  • Pascoli non scrive dieci in lettere perché è la data della morte del padre e la “X” rappresenta una croce.
  • Il 10 agosto ci sono anche le stelle cadenti che sembra che piangono la morte del padre
  • Pascoli paragona la rondine che viene uccisa e che non può più tornare a casa come il padre.

TEMI


  • Il nido
  • La morte del padre
  • Il male

NB: il cielo è lontano xkè Pascoli non è credente.



  • L’ASSUOLO

  • L’assuolo è un uccello notturno detto KIÙ
  • IL Kiù in poesia diventa simbolo di morte e solitudine.

TEMI


  • Morte
  • Angoscia che lo accompagna
  • Natura apparentemente serena
  • Risurrezione negata

  • NOVEMBRE ( 130)


  • Si collega un po’ all’assuolo xkè il paesaggio sembra apparentemente sereno ma in realtà richiama il tema della morte
  • Apparentemente sembra estate ma non è una vera estate xkè in realtà è l’estate di San Martino

TEMI


  • La morte in contrapposizione alla vita
  • Natura apparentemente serena ma poi va sul tema della morte


  • TEMPORALE ( 130)

  • Usa degli astratti x il concreto (es: nero di pace)
  • Nel nero c’è un punto bianco che a lui ricorda un ala di un gabbiano

ALTRE RACCOLTE



  • I canti di castel vecchio 1903
  • Il gelsomino notturno
  • Poemi conviviali 1904
  • I poemetti

  • I POEMETTI



  • Si dividono in: PRIMI POEMETTI 1904

NUOVI POEMETTI 1909

Sia i temi e lo stile varia

I testi sono più lunghi, sembrano narrativi, contengono anche dialoghi

Un tema molto importante è l’esaltazione del popolo



NOVECENTO


  • All’ inizio del 900 c’è una condizione d’angoscia o male di vivere.
  • Questa situazione è determinata da dei fattori: CONDIZIONI STORICHE ( II Guerra M ).

2 TRASFORMAZIONI CULTURALI E SCIENTIFICHE

SCIENTIFICHE: La prima scoperta è la PSICOANALESI con Freud.

Scoperta fantastica xkè si scopre che l’uomo è un insieme di tanti aspetti e la nostra interiorità è divisa in 3 fattori: IO, ES, SUPERIO.

ES: parti d’impulsi, desideri, istinti irrazionali.

SUPERIO: è quella parte ke controlla il nostro ES xò ci sono xsone ke non riescono a  controllare l’ES

IO: è l’equilibrio tra i 2 aspetti xkè ci sono persone ke hanno troppo forte l’ES o il SUPERIO.

L’es viene fuori quando abbassiamo la guardia del superio.

Nelle persone normali esce attraverso i sogni, nelle persone disturbate esce con: tic, nevrosi.. ecc

Freud studia le malattie mentali scavando nell’infanzia.

PRINCIPIO DI PIACERE: è l’es, gli istinti, gli impulsi.

PREINCIPIO DI REALTA’: è il superio

FISICHE: EINSTAIN: teoria della RELATIVITà cioè tutto è relativo non si hanno più certezze assolute e la perdita delle certezze porta allo smarrimento e all’angoscia umana.

K: Teoria QUANTISTICA

I quanti sono particelle minuscole che formano l’atomo e l’energia.

I quanti si comportano in modo variabile x cui x gli studiarli bisogna fare calcoli statistici e di probabilità.

CULTURALE:

La novità è la teoria del francese H. BERGSON che studia il concetto di tempo. Fino a quel momento si è sempre pensato ke era una successione di momenti, istanti.

Bergson dice che ogni individuo ad un passato ke influenza il presente ed è proiettato sempre al futuro. Questo influenza la letteratura

Scoperta di nuovi mezzi di comunicazione, le informazioni sono alla portata di tutti.


ALTRI FATTORI KE INFLUENZANO L’ANGOSCIA DEL 900.


Prima Guerra M (colpisce anke i civili)

Reinserimento dei militari nella società

Espansione burocrazia (nasce l’impiegato)

Rapporto con le generazioni precedenti sempre più difficile.


ROMANZO


Completamente rinnovato


TEMI


Angoscia, disagio

Difficile il rapporto con il padre

La sensazione d’inettitudine dei li

Il ricordo di guerra

Sensazione di disorientamento


STRUTTURA NARRATIVA


  • L’intreccio non è più lineare
  • Ci sono molti flash back e anticipazioni

TECNICHE NARRATIVE


  • Si usa il monologo interiore cioè i pensieri vengono messi sulla carta come vengono pensati
  • In questo xiodo nasce l’opera aperta in pratica i lettori devono interpretare quello che leggono.








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