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LA DIFFUSIONE DELL'ARTE RINASCIMENTALE

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LA DIFFUSIONE DELL'ARTE RINASCIMENTALE

Per tutto il 400 Firenze rappresenta il centro di diffusione del rinascimento, agli inizi del 500 si sposta a Roma, al seguito di Leone X un papa fiorentino della Famiglia De Medici. Nei primi decenni del 400, Firenze con Brunelleschi, Masaccio e Donatello è effettivamnete produttrice di nuove idee artistiche. A partire dagli anni 30 si afferma una mediazione con il gotico cortese: così si ha un momento di riflusso e tutte le nuove idee artistiche provengono dalla una realtà periferica ( cioè da artisti che vengono da fuori). Dopo il 1470, in fine, Firenze passa in secondo piano.

Nel corso del 400 sia Urbino che Roma divengono centro d'arte; Roma grazie al susseguirsi di papi che diedero un grande impulso all'abbelimento della città facendosi aiutare da grandi artisti. ( Martino V, Eugenio IV, Niccolò V e Sisto V che inaugura appunto la Cappella Sistina),

Urbino grazie agli investimenti di federico da Montefeltro, che nonostante la sua giovane età seppe trasformare una città in uno dei maggiori punti dell'umanesimo.

La corte di Federico infatti fu la sede delle più ardite sperimentazioni prospettiche centro-italiane. lavoravano artisti di grande rilievo come Piero della Francesca, Paolo uccello, Francesco Martini, Bramante, artisti fiamminghi, etc

A Roma invece lavorarono artisti come Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Beato Angelico, Botticelli etc

Fra gli artisti che lavorarono a Roma e a Urbino nel quattrocento spicca Piero della Francesca che rappresentò il Rinasciemento attraverso l'armonia e il ritmo unitario delle proprie composizioni.

Una delle sue opere più importanti è il Battesimo di Cristo, una fra le sue prime opere. La composizione si sviluppa secondo 2 assi:

- Asse verticale, che rappresenta il divino, in cui troviamo dall'alto verso il basso la colomba dello Spirito Santo, l'acqua e Cristo;

- Asse orizzontale, che rappresenta l'umano, in cui troviamo i 3 angeli (sencondo alcuni rappresentano il concilio di Firenze in cui si tentò la riconciliazione delle chiese di oriente e di occidente, secondo altri rappresentano la Santa Trinità: il primo a partire da sinistra rappresenta il Padre in qaunto è quello rafurato più ricco con il vestito rosso e il mantello blu; il secondo rappresenta lo Spirito Santo e il terzo il lio, vestito con i colori inversi a quelli del Padre. Se si guarda con attenzione la ura vediamo che l'angelo rappresentante il lio è leggermente nascosto dall'albero che rappresenta l'albero della vita (quello con il quale legno fu fatta la croce di gesù) che riporta il colore della carnagione di Gesù, questo ci fa capire che sono collegati tra loro e che quindi rappresentano la medesima cosa.

Sullo sfondo vediamo un paesaggio fiammingo, facilmente riconoscibile dall'attenzione nei dettagli. Vediamo che ci sono degli alberi tagliati, essi rappresentano S.G.Battista che con il battesimo ha tagliato il peccato.

La luce non è reale e concreta ma è divina, viene dall'alto, e riflessa nell'acqua anche dal basso dando l'impressione di aver bloccato tutto per cogliere il momento più importante.






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