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SURREALISMO (1924)

SURREALISMO (1924)


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SURREALISMO (1924)

Ultima avanguardia, vede pubblicati due manifesti a Parigi. Il primo è del 1924, il secondo del 1929. il teorico è un poeta, Andrè Bretón, letterato interessato alla psicanalisi di Freud, che inserirà nelle sue opere. Freud non si interessò mai alla sua arte, in quanto aveva una diversa concezione dei problemi mentali: per il filosofo erano malattie per cui bisognava cercare una cura, mentre per il poeta erano caratteristica degli spiriti liberi, che come tali non erano pazzi.

Bretón è alla continua ricerca della libertà, tema fondamentale della corrente surrealista. In quella società opprimente che crea problemi all’uomo, lo spirito libero deve avere la possibilità di esprimersi e di far uscire tutto quello che ha dentro, per cui la psicanalisi è vista come un atto di liberazione. La voglia di libertà non consiste nella possibilità di rappresentare la realtà, bensì ciò che si pensa e si sogna.

La dimensione onirica caratterizza il Surrealismo, secondo cui esprimendo nella dimensione pittorica quello che si ha dentro, che si sogna, ci si può liberare.

L’automatismo, ovvero l’atto di dipingere senza pensare, è necessario per esprimere il sogno e la voglia di libertà. La ragione viene messa da parte e l’artista deve avere uno spirito irrazionale che dipinge immediatamente ciò che ha sognato, ciò che è parte del suo subconscio.

Nel 1929, quando si avvicina al socialismo marxista, Bretón propone il secondo manifesto surrealista, mostrando anche una visione sociale, che peró non diverrá tema delle opere. Impone di aderire al movimento comunista e fornisce forti indizi teorici, senza soffermarsi sulle regole urative.




Quasi tutti i dadaisti hanno aderito al Surrealismo, probabilmente perché si riconoscevano nella ricerca della libertà, che anche loro portavano avanti per mezzo della libertà espressiva, e nell’importanza data all’irrazionalità.

Ha una durata superiore a quella delle altre correnti avanguardiste (dura, infatti, per circa vent’anni).

La prima mostra si tiene a Parigi nel 1925 e vi partecipano Arp, Ernst, Miró, Klee, Picasso, De Chirico e Duchamp.

Il pittore non deve curarsi di quello che fa, rappresenta fedelmente il sogno fatto e poi lo cura nei colori.

All’interno del Surrealismo si riconoscono due anime: quella urativa (di Ernst, Magritte e Dalí) e quella non urativa (di Miró).

Due pratiche sono comuni tra i surrealisti: il frottage, inventata da Ernst, che consiste nel sovrapporre il foglio ad un oggetto e far rilevare la superficie, e la serie dei “cadaveri squisiti”, secondo cui il foglio veniva fatto passare di mano per più artisti che disegnavano varie forme e, alla fine, ottenevano l’opera.

Come i dadaisti, lavorano molto anche nel campo della scultura (soprattutto Dalí) e creano una serie di oggetti che corrispondono ai ready-made dadaisti. Sostanzialmente, consistono nella voglia di dissacrare l’arte e di sottolineare l’irriverenza nei confronti dei temi proposti.








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