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APPARATO SCHELETRICO

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APPARATO SCHELETRICO



Alcuni organismi unicellulari sono provvisti di uno scheletro che forma un involucro esterno all'unica cellula che costituisce l'organismo (protozoi foraminiferi, radiolari).

I foraminiferi hanno un guscio di natura calcarea.

I radiolari hanno un guscio di natura silicica.

Le spugne uno scheletro che può essere costituito da elementi rigidi: le spicole, che si trovano fra le parti molli, possono avere forma allungata ad ago o a gancio, formano una specie di impalcatura scheletrica.

I celenterati (coralli) sono provvisti di uno scheletro formato da setti: strutture tubulari disposte secondo una certa simmetria, esternamente troviamo un deposito calcareo piuttosto massiccio e l'animale vive in un foro cilindrico all'interno del deposito calcareo.



Nei gasteropodi e nei bivalvi troviamo una conchiglia, articolata in due valve nei bivalvi o a spirale nei gasteropodi.

Gli artropodi sono animali invertebrati provvisti di arti e appendici (ragno, granchio). e un esoscheletro chitinoso, costituito dalla chitina, un polisaccaride di struttura, che costituisce parti dell'organismo.

Anche negli altri casi si tratta di esoscheletri ma negli artropodi forma arti e appendici.

L'esoscheletro è formato da chitina, sali di calcio e magnesio (fosfato e carbonato) e da cere che servono a renderlo idrorepellente.

Vertebrati:

ciclostomi, pesci, anfibi, rettili, mammiferi.

Si tratta di scheletro osseo nella maggior parte dei casi.

I pesci ossei hanno lo scheletro osseo, i pesci cartilaginei hanno scheletro cartilagineo (squali, razze).

Lo scheletro umano è formato da più di 200 ossa e si divide in 2 parti:

scheletro assile (formato dalle strutture disposte nell'asse): cranio, colonna vertebrale, gabbia toracica;

scheletro appendicolare: ossa degli arti, cinto scapolare, cinto pelvico.

Colonna vertebrale: deve assolvere a funzioni che implicano esigenze opposte: deve essere resistente ma anche flessibile.

La colonna non è quindi costituita da un unico pezzo osseo ma da molte parti ossee: le vertebre.

L'uomo ha 32 vertebre articolate tra loro.

Le vertebre sono costituite da un rocchetto o disco vertebrale più delle sporgenze dette apofisi (alcune non servono a niente, altre hanno funzione articolare, altre servono per sostenere le costole).

Tra le vertebre c'è un dischetto di cartilagine articolare che consente uno spostamento.

Zona cervicale (collo): 7 vertebre;

zona dorsale: 12 vertebre;

zona lombare: 5 vertebre (più resistenti);

zona sacrale: 5 vertebre (fuse insieme a formare un unico pezzo;

zona caudale: 2-3 vertebre (residuo di coda).


Gabbia toracica: 12 coppie di costole:

7 sono vere e convergono verso lo sterno che è un osso dispari;

3 dette false, partono dalla colonna vertebrale e giungono sullo sterno legandosi con ampie congiunzioni di cartilagine;

2 sono fluttuanti e non raggiungono lo sterno.

Sulla prima vertebra detta Atlante, poggia il cranio, presenta una forma anulare.

Il secondo epistofreo ha un dente che serve per formare un'articolazione con l'atlante.

Il cranio è composto da 2 porzioni:

neurocranio: avvolge e protegge l'encefalo;

scno cranio: arma la cavità boccale sopra e sotto la mandibola, dove sono inseriti i denti.

Ossa lunghe: omero, radio, ulna, femore, tibia.

Ossa corte: carpali (polso), tarsali (piede), falangi.

Articolazioni:

ginocchio: sono necessarie formazioni cartilaginee articolari, che formano una capsula che avvolge l'epifisi, per la riduzione dell'attrito e anche perché se ci fosse contatto si salderebbero insieme.

Menischi: formazione di cartilagine fibrosa, è necessario un liquido lubrificante, prodotto da una membrana sinoviale (liquido sinoviale).

Le parti ossee sono unite perché intorno all'articolazione ci sono i legamenti (connettivo denso).


Articolazioni mobili: lo spostamento angolare è molto ampio;

articolazioni semimobili: gli spostamenti sono limitati;

articolazioni immobili: suture craniche che connettono le piastre craniche.


Malattie:

osteoporosi: impoverimento del tessuto osseo, si depositano meno sali minerali, aumenta la porosità e le ossa diventano più fragili;

artrosi: logorio della cartilagine finché le ossa vengono a contatto




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