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SOLUBILITA’ ED ELETTROLITI

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SOLUBILITA’ ED ELETTROLITI


PREREQUISITI:

Dicesi SOLUZIONE un sistema fisicamente omogeneo ma chimicamente eterogeneo.

Per misurare la quantità delle particelle di soluto si utilizza un’unità di misura molto piccola chiamata ARMSTRONG (A) pari a 10-l0 m. in particolare:

da 0 a 10 A parliamo delle dimensioni delle particelle di soluto;

da 10 a 5000 A parliamo di colloidi;

oltre i 5000 A parliamo di sospensioni.




La SOLUBILITA’ di un composto in un solvente è definita, per valori fissati di pressione e temperatura, come la quantità massima di quel composto che può sciogliersi in soluzione.

Parlando in particolare di soluzioni che utilizzano l’acqua come solvente, la solubilità è influenzata da pressione e temperatura. A seconda del soluto utilizzato, si potrà sprigionare calore dalla soluzione oppure si avrà una diminuzione della temperatura. Se si utilizzano sostanze che sprigionano calore, aumentando la temperatura intralcio la solubilità. Se, invece, si utilizzano sostanze che abbassano la temperatura della soluzione, dando calore io agevolo la solubilità.


Il GALVANOMETRO è uno strumento utilizzato per misurare intensità di corrente molto piccole (in MICRO AMPERE). Esso funziona in questo modo: la corrente incognita percorre una bobina posta in un campo magnetico; per effetto combinato di campo e corrente, la bobina si sposta di un angolo proporzionale all’intensità della corrente; misurando tale spostamento ed effettuando un’opportuna taratura dello strumento, è possibile leggere direttamente l’intensità della corrente incognita. In genere, il galvanometro viene utilizzato come livellatore di corrente perché è uno strumento molto sensibile.

L’altro strumento utilizzato per la misurazione dell’intensità di corrente è l’AMPEROMETRO. Ad esso vengono aggiunte forze addizionali per permettere la misurazione di intensità maggiori.


Gli OBIETTIVI che andremo a svolgere oggi sono:

dimostrare, a seconda della soluto utilizzato, dando calore io posso ostacolare o favorire la solubilità di una soluzione.

Dimostrare come certe soluzioni conducono elettricità e altre non la conducono.


STRUMENTI UTILIZZATI:

4 becher di vetro, acqua distillata, termometro con una portata di 100oC, acido cloridrico (HCl), cloruro do calcio (ClCa), sale di ammonio per il primo esperimento.



Circuito chiuso con elettrodi, trasformatore, galvanometro, acqua distillata, cloruro di sodio (NaCl), saccarosio, acido cloridrico (HCl).


SVOLGIMENTO DELL’ESPERIMENTO:

1. Dopo aver versato nel primo becher acqua distillata e averne preso la temperatura (circa 24°C), riempire il secondo beker di acqua distillata, versare l’acido cloridrico e  il termometro nella soluzione. Notare che subito la temperatura sale a 27oC.

Riempire il terzo becher con acqua distillata e cloruro di calcio. Introdurvi di nuovo il termometro. Anche qui la temperatura sale pressoché subito a 26oC.

Riempire l’ultimo becher con acqua e gettare all’interno al sale di ammonio. Immettere ancora una volta il termometro. Questa volta la temperatura scende a 14oC.


2. Tramite il trasformatore di corrente, colleghiamo il circuito alla corrente elettrica. Utilizziamo il trasformatore poiché l’energia che ci viene data dalle comuni prese è alternata, mentre a noi ci serve energia continua. Questo circuito non è chiuso, ma finisce con due elettrodi: uno carico positivamente (catodo) e l’altro carico negativamente (anodo). All’interno del circuito è inserita una lampadina.

Inseriamo i due elettrodi all’interno di un becher con acqua distillata, chiudendo così il circuito, e ci accorgiamo che la lampadina non accende.

Stessa cosa facciamo per gli altri tre becher con all’interno, rispettivamente, cloruro di sodio, saccarosio e acido cloridrico. Nel primo e nell’ultimo becher la lampadina si accende, in quello con il saccarosio invece no.



CONCLUSIONI:

1.Abbiamo dimostrato come la temperatura può agevolare o ostacolare la solubilità di una soluzione.


2. Abbiamo potuto sperimentare come l’acqua distillata e il saccarosio non conducono l’elettricità, mentre il cloruro di sodio (sale polare, in cui avviene il fenomeno della ionizzazione) e l’acido cloridrico (composto ionico dove avviene la dissociazione) sono elettroliti. Nel caso in cui si voglia misurare l’intensità di corrente, basti inserire il galvanometro nel circuito ed effettuare le stesse operazioni.











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