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USUFRUTTO



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USUFRUTTO


E’ un diritto reale di godimento su cosa altrui ed è regolato dall’articolo 979 c.c.

Il termine usufrutto deriva dal latino che significa GODERE dei frutti di una cosa per l’uso della cosa stessa e consiste in quel diritto mediante il quale una persona usa una cosa appartenente ad un’altra persona affinché possa goderne in pieno di tutti i frutti che questa cosa da con il divieto assoluto di cambiare la destinazione del bene e di restituirlo alla scadenza cosi come gli era stato consegnato salvo il normale consumo per l’utilizzo.

L’usufrutto è un DIRITTO LIMITATO per queste ragioni:

L’usufruttuario può soltanto godere dei frutti che la cosa produce senza poter o dover modificare la destinazione

L’usufruttuario non può cambiare la destinazione economica del bene

Il diritto di usufrutto è limitato nel tempo in quanto, se non c’è una scadenza sul contratto, l’usufrutto termina con la morte dell’’usufruttuario se questi è una persona fisica; se invece è una persona giuridica, l’usufrutto non può avere una durata maggiore di 30 anni. L’usufrutto può essere ceduto dall’usufruttuario momentaneamente ad un’altra persona cioè essere SUB-USUFRUTTO.  Però davanti al nudo proprietario ne è responsabile solo l’usufruttuario principale.



Esiste un’altra forma di usufrutto chiamato QUASI-USUFRUTTO e ciò si verifica quando l’oggetto dell’usufrutto non è un bene immobile o mobile ma un bene consumabile o un bene fungibile come denaro, beni del tesoro, azioni e titoli in genere.




L’usufrutto si crea per contratto o per testamento e l’usufruttuario ha l’obbligo di sopportare tutte le spese ordinarie inerenti al godimento del bene mentre le spese straordinarie spettano al nudo proprietario.

L’usufruttuario ha il DIRITTO-DOVERE di fare l’inventario  prima di accettare l’usufrutto: questo per evitare che alla scadenza del contratto, il nudo proprietario non accampi diritti che non esistano per l’usufruttuario, che dovrà riconsegnare tutti i beni, nessuno escluso, al nudo proprietario.

L’usufrutto si estingue:

Per scadenza del termine se sul contratto c’è una scadenza

Per la morte dell’usufruttuario se non c’è una scadenza

Per le persone giuridiche la scadenza massima è di 30 anni proprio perché la persona giuridica, non essendo persona fisica, non può morire

Per confusione o consolidazione (quando cioè il titolare del diritto diventa anche il proprietario del bene)

Per prescrizione ventennale

Per rinuncia dell’usufruttuario

Per distruzione del bene









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