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BOSNIA – ERZEGOVINA - CLIMA E PAESAGGI CLIMATICI

BOSNIA – ERZEGOVINA - CLIMA E PAESAGGI CLIMATICI
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BOSNIA – ERZEGOVINA





CLIMA E PAESAGGI CLIMATICI


Essenzialmente montuoso, il paese è attraversato da catene di media altezza, che superano raramente i 2000 m e appartengono al sistema alpino.

La parte meridionale del territorio, corrispondente all’incirca alla regione storica dell’Erzegovina, presenta tipici paesaggi carsici, con sedimenti rocciosi calcarei. Le pianure di questa zona sono soggette ad inondazioni invernali, il che condiziona il loro sfruttamento agricolo. L’Erzegovina ha un regime pluviometrico di tipo mediterraneo, con estati secche (paesaggio climatico di tipo Cf della c. di Köppen).

Al contrario dell’Erzegovina, la Bosnia centrale ha terreni più antichi e spesso impermeabili (benché esistano zone di transizione), estati segnate da frequenti temporali, montagne ricche di foreste (paesaggio climatico di tipo Csa della c. di Köppen).



POPOLAZIONE


La Bosnia-Erzegovina contava, secondo un censimento del 1991, 4.500.000 abitanti, dei quali circa il 45% residenti in città. La crescita della popolazione, superiore a quella media iugoslava, fu tanto più notevole in quanto la regione, relativamente povera, era un importante bacino, era un importante bacino di emigrazione verso la fertile Vojvodina e le zone industriali di Belgrado e Zagabria. L’emigrazione all’estero per motivi economici, sebbene considerevole, non incideva ufficialmente sulla popolazione “legale”, in quanto le autorità censivano anche questi emigrati, facendoli urare come momentaneamente assenti.

Degli abitanti censiti nel 1991, parlanti serbo-croato, il 17.3% erano croati (cattolici), il 31.3% serbi (ortodossi), il 43,7% musulmani (intesi nel significato nazionale e non religioso dato da Tito al termine), il restante da coloro che si definivano “iugoslavi”. I tre principali gruppi nazionali erano strettamente intrecciati sul territorio; nelle camne risiedevano più frequentemente serbi e croati, mentre i musulmani erano prevalentemente urbanizzati.

A partire dal 1992, la guerra e la pulizia etnica, hanno sconvolto le proporzioni e la distribuzione territoriale dei gruppi nazionali in modo probabilmente irreversibile.



STRUTTURA ECONOMICA


Prevalentemente montuosa, la Bosnia-Erzegovina ha limitate possibilità agricole. Le pianure settentrionali e le valli sono coltivate a cereali (mais e grano), generalmente in piccoli appezzamenti privati.

Consistente, invece, la pastorizia e importanti le risorse forestali, cha hanno favorito la nascita di una industria del legno.

Le ricchezze del sottosuolo, il cui sfruttamento fu avviato durante l’amministrazione austro-ungarica, hanno permesso l’insediamento dell’industria siderurgica a Zenica e della chimica di base a Tuzla.

Dal 1992 la guerra ha stravolto tutti i precedenti progressi economici: gran parte delle capacità produttive sono andate distrutte e le spartizioni territoriali hanno segnato una rottura nel quadro di realtà economiche che, per decenni, sono state strettamente complementari.



STRUTTURA SOCIALE E QUALITÀ DELLA VITA


Nell’autunno del 1994, l’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati stimava che 750.000 musulmani e croati fossero stati cacciati dai territori occupati dai serbi, mentre la Serbia ed il Montenegro, secondo fonti ufficiali, registravano 220.000 rifugiati provenienti dalla Bosnia, per la maggior parte di nazionalità serba.

La guerra ha profondamente sconvolto la struttura sociale del paese, gettando una largo strato della popolazione nella miseria, spezzando inoltre la rete stradaria bosniaca, la cui ricomposizione non è ancora ultimata. È tornato alto il tasso di disoccupazione, specialmente quella giovanile, mentre sono regredite le condizioni sanitarie nella maggior parte del paese. 






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