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I RISULTATI E I COSTI DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

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I RISULTATI E I COSTI DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Gli anni successivi al congresso di Vienna, hanno scatenato l’Inghilterra a una grande ondata di entusiasmo speculativo, che induceva chiunque a investire un minimo di capitale per poi raccoglierne i frutti, ma che durerà poco, perché la capacità di speculazione degli altri paesi si dimostrava inferiore, anche se Say, sosteneva che non era l’Inghilterra a produrre troppo, ma gli altri paesi a produrre troppo poco, perché poveri. Questo portava:

diminuivano le esportazioni, i profitti, i salari e aumentava la disoccupazione.

ristagna il settore commerciale, industriale, agricolo (nascono problemi).

Mentre in guerra il prezzo del grano era aumentato notevolmente, successivamente continua scendere.

L’arresto della speculazione provocò la RICONVERSIONE.



La violenta caduta dei prezzi del grano tra 1812 –1814 aveva indotto l’ala conservatrice (i grandi proprietari terrieri) a far votare dal Parlamento, una legge protettiva:

CORN LAW , in base alla quale, se il prezzo scendeva al di sotto di 80 scellini il quarter scattava il divieto di importazione.

Alla crisi degli sbocchi si accomnò una crisi monetaria e la conseguente riduzione della circolazione produsse un ulteriore riduzione dei prezzi.

1822 viene posta in essere una nuova legge un po’ più elastica che sancì l’adozione della scala mobile, ossia l’adozione di dazi protettivi a mano a mano che il prezzo scendeva sottogli 85 scellini, prezzo ritenuto remunerativo.

1838 si giunge alla costituzione dell’ANTI_CORN_LAW_LEAGUE, presieduta dagli industriali cotonieri: Riccardo Cobden e John Bright, che chiese la formale abolizione delle leggi sul grano, perché sosteneva, queste facessero aumentare il prezzo del pane; anche se in fondo c’erano ben altri interessi. La necessità di ampliare il mercato spiegava, la vera ragione era la necessità di tenere bassi i salari, onde spuntare prezzi più competitivi.


Dapprima il Parlamento, dominato dagli interessi terrieri non gli diede ascolto, ma i cattivi raccolti del1844 e 11845, nonché la carestia della patata in Irlanda, nel biennio successivo, convinsero anche i più accaniti conservatori, a schierarsi a favore dell’abrogazione delle leggi sul grano.

L’abrogazione del CORN LAW significava anche la spinta a nuovi miglioramenti dell’agricoltura, che si era adeguata nella serra calda della protezione


Adesso l’economia non aveva più base agricola, ma industriale. La percentuale della popolazione inglese delle città era superiore a quelle delle camne.


Fra il 1850-l870, l’economia inglese tocca il suo apice

apertura del canale di Suez,

rivoluzione dei trasporti

ecc.. ecc . fino ad arrivare a declinare perché dopo rallenterà il suo sviluppo.





Nel 1873 si svilupperà la fase di RIBASSO dei prezzi, perché comincia a declinare:

nascono problemi in campo agricolo (entrano in crisi i prodotti cerealicoli)

anche i trasporti

tutto questo spinge ad una politica doganale che si spinge a una visione migliore, anche perché se i prezzi diminuiscono della produzione, diminuiscono anche i salari, ma questi si scontrerebbero con i sindacati; dall’altra come conseguenza diminuisce il profitto dell’imprenditore, ma così diminuirebbero anche gli investimenti, dunque la crescita sarà lenta.


Quali sono i vantaggi di un paese rimasto arretrato?

-paesi come la Germania e Stati Uniti godono dei vantaggi dell’arretratezza, perché basta che essi imitano il modello di altri paesi già industrializzati come L’Inghilterra (anche con i suoi sprechi di soldi e sbagli ecc..) adottando solo le tecniche più favorevoli, già sperimentate da altri, e si ritroveranno a crescere molto rapidamente.


La prosperità vittoriana

Viene rappresentata quando Tra il 1850-l870 l’Inghilterra raggiunge il suo apice di prosperità. Da qui in poi, iniziò un declino relativo, ma non assoluto, nel senso che la crescita non si interruppe, ma c’ erano degli altri stati che manifestavano una crescita superiore ad essa, tanto da ridurre progressivamente il divario tra “il leader” l’Inghilterra, fino ad arrivare a superarla; e il superamento dell’economia inglese sarà supportato ad opera degli Stati Uniti d’America, che prendono conoscenza di leader, solo dopo il secondo conflitto mondiale.




Gli elementi di debolezza riguardante questo declino si riferiscono:

sia al fronte esterno

sia al fronte interno


FRONTE ESTERNO

Cominciano a manifestarsi, gli sviluppi economici di paesi come la Germania o gli Stati Uniti paesi che sono statini grado di imitare efficacemente il modello inglese, sfruttando i vantaggi dell’arretratezza e utilizzando solo le innovazioni più convenienti ed efficienti, più sviluppate, riuscendo a crescere rapidamente e a colmare il divario che c’era con l’Inghilterra. (fase discendente – 2° ciclo di Kondrat’ev)

Effetti della cosiddetta Rivoluzione dei trasporti che riducendo tempi e costi del trasporto stesso, renderà più disponibile sui mercati europei, produzioni agricole provenienti anche dalla Russia e Stati Uniti, provocando una CRISI AGRARIA che indurrà molti paesi europei sulla difensiva, i quali adotteranno verso una politica più protezionistica rispetto al passato.


FRONTE INTERNO

è evidente come il ribasso dei prezzi si scontri in Inghilterra,con una realtà in cui i sindacati (che avevano una gran forza), opponendosi alla riduzione dei salari, costrinsero gli imprenditori a veder diminuirei loro profitti, e di conseguenza ridurre anche gli investimenti.

L’Inghilterra perde mercati di sbocco: sia perché alcuni paesi con cui commerciavano con l’Inghilterra, iniziarono a far nascere una propria industria, e quindi fare a meno delle esportazioni inglesi; sia perché si incominciano ad ampliare le vie doganali.


Come reagisce l’Inghilterra?

- attraverso la coltivazione del proprio Impero Coloniale, andando a cercare coloniche, potevano fungere sia da mercati di sbocco, che da ottimi serbatoi di materie prime, basandosi su una politica coloniale.



L’Inghilterra nel corso verso l’Industrializzazione ha avuto VANTAGGI e SVANTAGGI


SVANTAGGI:

la colonia benché serve come mercato di sbocco, non può opporsi al volere della madre patria, perché in quanto colonia, lo sviluppo economico serve al paese dominante e non al colonizzatore.

La gran Bretagna, mettendo a porre in esse per prima delle innovazioni, ha avuto alcuni svantaggi, perché queste non furono fin da subito efficienti; quindi dovevano essere opportunamente adeguate al paese, comportando un dispendio di tempo e denaro per adeguare le innovazioni alle strutture ecc..come i primi binari, i primi treni che successivamente dovranno essere sostituiti con mezzi sempre più efficienti, il che non si potrà verificare in un solo momento, ma nel corso del tempo, lentamente. A differenza di altri paesi (che godevano dei vantaggi dell’arretratezza) che, sulla base di modelli già sperimentati da altri, come l’Inghilterra, muoveranno i primi passi verso lo sviluppo, ossia l’industrializzazione, adottando fin dall’inizio solo le tecniche migliori, ossia quelle che si sono rivelate più efficaci ed efficienti  

VANTAGGI:

per mantenere l’Impero coloniale bisogna disperdere una natura amministrativa, militare ecc.. a questo punto Se i VANTAGGI > degli SVANTAGGI, conviene a ciascun paese colonizzatore, mantenere questo impero; ma quando gli SVANTAGGI > dei VANTAGGI non conviene più.


L’Inghilterra in effetti a partire dagli anni 70-80, ha degli Svantaggi > dei Vantaggi, ma continua a tenere la propria presenza nelle colonie perché considera anche i costi e ricavi individuali e globali: se i ricavi di un oligarchia sono > dei costi questa oligarchia manterrà le colonie; se invece i ricavi cominciano a scendere al di sotto dei costi (e quindi, quello che conviene per pochi, non conviene per il sistema generale) non manterrà le colonie. [questo un atto di debolezza dell’Inghilterra].


Questa fase progressiva di ribasso si concluderà nel 1895, con il terzo ciclo di Kondrat’ev, che prevede un aumento dei prezzi e quindi, l’avvio a una nuova fase di crescita, anche se non tutti i settori sperimentano la crescita, infatti:

1)il settore agricolo, manifesta una situazione stazionaria;

2) il saggio di crescita del settore industriale, sono buoni, ma non come quelli avuti durante la prosperità dell’età vittoriana;



3) le cose andavano meglio, per quanto riguarda il settore commerciale e finanziario; tanto è vero che allo scoppio del 1° conflitto mondiale, l’Inghilterra:

mantiene la propria Leadershipe economica,

continua ad essere l’unica potenza commerciale e finanziaria (come Londra)

ha l’impero coloniale più vasto

ha una flotta più ampia

manifestando il proprio grado di competitività raggiunto con gli Stati Uniti d’America


 


PERCHE’ SCOPPIA LA GUERRA?

il dissenso tra Francia e Germania (per quanto riguarda il possesso dell’Alsazia e Lorena)

Resistenze italiane all’espansionismo industriale tedesco

Il vero motivo è che la guerra viene ancora considerata come uno strumento per rafforzare, un egemonia, e per acquisirei territori al vincitore a scapito dei perdenti.

La Serbia si allea con al Russia- la Francia, l’Inghilterra e Stati Uniti

L’Austria con la Germania e Italia.



Alla fine della guerra, nel 1925 WINSTON CHURCHILL, cancelliere inglese, prende la decisione di ripristinare la convertibilità della sterlina in oro; ma manifesta delle perplessità sul modello da scegliere: ossia,quale tasso di cambio scegliere, quello precedentemente attuato prima della guerra, o dopo la guerra?

Questo il suo dilemma, dato che con la guerra si erano svalutate tutte le monete.


GOLD STANDARD (regime aureo, detto anche tallone aureo), un sistema monetario internazionale, che prevede la convertibilità in oro, di tutte le monete che aderiscono al sistema; nel momento in cui un paese decide di entrare a far parte, si fisserà un tasso di cambio tra la propria moneta e l’oro, e quindi il cambio diventerà fisso, per far questo dovrà attenersi ad arrivare a un sistema di cambi fissi.


GOLD EXCHANGE STANDARD 1922 a Genova, esso non prevedeva il cambio di convertibilità di tutte le monete, ma soltanto due tipi: la sterlina e il dollaro.


Winston Churchill scelse di entrare nel Gold Standard, ossia il sistema di tasso esistente prima della guerra e non quello attuale; questo significava sopravvalutare la moneta (la sterlina). Questo significava in termini economici che per un paese fortemente esportatore come l’Inghilterra, era un danno gravissimo.


Gli altri paesi fino al 1929 crebbero rapidamente, mentre l’Inghilterra non lo potrà fare, perché si sacrificavano gli interessi industriali a favore di quelli finanziari, e quando successivamente comincia a scarseggiare l’oro per il cambio sarà costretta a uscire dal Gold Standard, per evitare delle crisi, quindi chi possedeva sterline, doveva mantenere la moneta cartacea, e non può chiedere il cambio in oro. Nel 1931 l’Inghilterra è il primo paese ad uscire dal Gold Standard.


Nel momento che scoppierà il secondo conflitto mondiale 1939-45, la politica che verrà attuata e vincerà le elezioni in Inghilterra, sarà il partito dei lavoratori, caratterizzata da tre elementi fondamentali:

politica di pieno impiego (lotta della disoccupazione)

creazione del Welfare state, ossia lo stato del benessere, uno stato interventista in economia che si fa carico di garantire ai cittadini una serie di diritti sostenuti indispensabili come l’istruzione, la casa ecc..



Nazionalizzazioni, vengono nazionalizzati i settori . ..






















FRANCIA

La rivoluzione industriale inglese è stata scatenata da alcuni fattori interni ed esterni.

La Francia non disponeva di grandi quantità di carbon-fossile; la Francia non ha conosciuto la crescita demografica ( come accadde in Inghilterra), ma ciò non significa che non conobbe mai: questo accade perché solo l’Inghilterra mostra la concomitanza di certi fattori che aiutano la crescita; in Francia si verificano soltanto con un certo ritardo le invenzioni in campo agrario: mancano le ENCLOSURES (molto importante in Inghilterra, per un migliore sfruttamento della terra: ROTAZIONE TRIENNALE           ROTAZIONE CONTINUA (permette alla terra di reintegrare i suoi elementi nutritivi) , a tutto ciò consegue che l’allevamento da brado a stabile; inoltre, chi non possiede più la propria terra (caduta ai proprietari terrieri) abbandona la camna a favore della città e diventano operai; le finanze pubbliche sono difficili, tanto che verranno convocati gli Stati Generali e nel 1789 scoppia la Rivoluzione francese, poi sarà la volta di Napoleone: ecco perché la Francia è in ritardo rispetto all’Inghilterra, ma rimane un paese che si industrializza rapidamente, insieme a Belgio e Germania.

Quale è la situazione economica prima del 1789?

La manifattura sparsa a domicilio è quella più comune: produzione da parte dei cittadini-artigiani, . ; poi vi sono le MANIFATTURE REALI (GOBELIUS nata nel 1667 e si occupa della tappezzerie) chi ricevono incentivazioni dallo Stato, ma non meno di quest’ultimo.

Da un punto di vista commerciale, la Francia esportava per un 25% del commercio mondiale; ma il commercio non era accomnato da un’adeguata attività creditizia.

L’agricoltura viene rinnovata in ritardo, ancor prima che il movimento fisiocratici avesse posto in esse un programma di trasformazione agricole ispirato al modello inglese.

La Rivoluzione francese è stata un’importante tappa nel processo di modernizzazione del paese, questo processo porta ad un’istituzione del sistema feudale fino ad arrivare ad un mercato libero.

Tra il 1803 e il 1806, Napoleone apporta novità nella tessitura e nella filatura (settore strategico inglese); con gli editti di Berlino e Milano 81806-l807) attua il BLOCCO CONTINENTALE:nessun paese europeo può importare/esportare prodotti da/ in Gran Bretagna. Le consegne


Quando cade Napoleone, la situazione francese è critica (perde le colonie, le flotte, e i mercati); ma è proprio adesso che la Francia costituisce gli elementi che porteranno ad una crescita che si avvierà a partire dal XIX secolo.

In ambito agricolo, aumenteranno le sperimentazioni agricole e le produzioni.

In ambito industriale, si affermerà la fabbrica, processi di concentrazione sia tecnici che finanziari: tutto ciò sull’esempio dell’Inghilterra. Ci sarà la meccanizzazione degli impianti, l’uso della macchina a vapore ed il suo uso mobile ferrovie: molto importanti in Francia per lo sviluppo dell’industria pesante. In ambito commerciale, la rivalità tra Francia ed Inghilterra termina perché nel 1860 Napoleone III stipula un trattato. All’inizio degli anni ’70 scoppiò la Guerra Franco-Prussiana ed incomincia la crisi; invece la Prussia, l’Alsazia e la Lorena (l’Alsazia è importante, perché è un centro tessile di 1° ordine; la Lorena per le materie prime possedute, tra cui carboni e minerali di ferro) ed esige il amento delle riparazioni di guerra (5000.000.000 di franchi – oro   per il 4,5: ciò provoca il fatto che avendo cambio fisso, se la Prussiana grandi quantità di oro nelle sue casse dove aumentava il valore della carta – moneta). Con emissioni di titoli del debito pubblico a le conseguenze la Prussia: se le entrate statali ano il debito pubblico e gli interessi, allora non possono curare gli investimenti rallentamento.

La Francia è anche colpita da una crisi agraria, causata dall’importazione di cereali da fuori a più basso prezzo, grazie anche a trasporti. La viticoltura francese è colpita dalla fillossera.  Ricrede che è stato il patto stipulato da Napoleone III a provocare tutto ciò, nel 1892, la TARIFFA MERIN alza i dazi. Ma se va bene nel corto periodo, non va bene nel lungo, perché ormai molte aziende sono fuori dal mercato e continuano a sopravvivere perché protette, ma se si immettono nel mercato internazionali, queste non riescono più a sopravvivere.

Quando scoppia la 1° Guerra Mondiale, la Francia entra nel G.E.S. con un tasso corrente (si prende atto della svalutazione, non come fece l’Inghilterra) e solo così si riesce ad andare avanti fin quando non c’è la crisi del ’29 e quando nel ’31 l’Inghilterra decide di non convertire più. In Francia: disoccupazioni, calo della produzione, i governi non riescono a governare; nel 1936, governa il fronte popolare (socialisti e comunisti) e fa gli ACCORDI DI MATIGNON aumentano i salari e riducono gli orari di lavoro    i capitalisti vanno all’estero. Nel 1936 si svaluta il franco, ma ormai la situazione è compromessa.

La Germania conquista la Francia in soli 40 giorni. Non si capisce perché la Francia non svaluta negli anni ’30 nuovamente la moneta, come aveva già fatto prima, uscirà dalla crisi del ’29 a differenza dell’Inghilterra


un programma economico ( che non mira a controllare la produzione , ma ad orientarla) con Charles de Grulle.








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