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AUSTRALIA

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AUSTRALIA




CLIMA E PAESAGGI CLIMATICI


Il territorio della Federazione Australiana è il sesto per estensione tra i grandi stati della Terra. La massa continentale si distingue per la bassa incisività della sua altimetria, che raggiunge i 2228 m sul monte Kosciusko e scende a –16 nella depressione del lago Eyre.

Si distinguono tre grandi insiemi regionali: lo Scudo australiano, la Gran Catena Divisoria e il Gran Bacino Artesiano.

Attraversato dal Tropico del Capricorno, il continente australiano rientra in massima parte nella zona torrida. Le regioni interne, sottoposte all’influenza di campi di alta pressione, ricevono scarsissime precipitazioni (clima di tipo Bwh della c. di Köppen). Le piogge sono invece abbondanti sul margine settentrionale, lungo la Gran Catena Divisoria e alle sue estremità sudoccidentale e sudorientale.



L’Australia settentrionale, nella fascia che si stende, per un’ampiezza di circa 500 km, dalla penisola di Dampier a quella di York, è caratterizzata da un clima tropicale umido, monsonico (tipo Am della c. di Köppen), con precipitazioni essenzialmente estive (fino a 1500-2000 mm annui). La vegetazione è formata da foreste tropicali, con prevalenza di eucalipti sempreverdi.

Verso l’interno, le precipitazioni diminuiscono (fino a 500 mm annui) e la foresta lascia il posto ad una sorta di savana alberata e arbustiva, con acacie e baobab (paesaggio climatico di tipo Aw della c. di Köppen). Ancora più all’interno, alla savana si sostituiscono la prateria e la steppa (clima di tipo Bs).

L’area centroccidentale del continente è occupata dal deserto, con precipitazioni intorno ai 250 mm annui (Bwh).

Le due estremità sudoccidentale e sudorientale sono invece caratterizzate da un clima di tipo subtropicale con precipitazioni prevalentemente invernali (1000 mm annui). La regione è dominata dagli eucalipti (paesaggio climatico di tipo Cf della c. di Köppen).

Particolarmente umido è il versante pacifico del continente, sottoposto nei mesi estivi all’influenza degli alisei; le precipitazioni possono raggiungere i 3000 mm annui.



POPOLAZIONE


Se si esclude l’Antartide, l’Australia è il continente meno densamente popolato della Terra: vaste regioni interne, desertiche e steppiche, sono praticamente disabitate.

La popolazione si addensa nelle zone periferiche e, in particolare, nelle fasce costiere bagnate dal Pacifico; anche le zone interne sudorientali, comprese nel bacino del Murray, sono discretamente popolate.

L’85.1% della popolazione totale risiede nelle città; l’insediamento ha carattere fortemente accentrato, con un tasso di urbanizzazione molto elevato; l’insediamento sparso (costituito dalla tipica homestead, la fattoria isolata dei vecchi coloni) contrassegna prevalentemente le zone agricole.

Il tasso di incremento annuo si è attestato al 14‰, mentre relativamente basso è il tasso di mortalità infantile (7‰). Rimane alto il tasso di disoccupazione, giunto al 10.9%.

Anche se la lingua ufficiale è l’inglese, notevole è la diffusione all’interno delle singole comunità di immigrati. La religione prevalente è quella cristiana, con nuclei cattolici, anglicani, protestanti ed ortodossi.



STRUTTURA ECONOMICA


Fino alla seconda guerra mondiale, l’economia dell’Australia aveva conservato il suo originario carattere coloniale: il territorio produceva in funzione delle esigenze della madrepatria britannica. Solo dopo il 1945 l’economia del paese cominciò a svilupparsi in modo autonomo, con scambi sempre più intensi con gli Stati Uniti ed il Giappone.


Solo i 2/5 della superficie del continente sono sfruttabili per uso agricolo, ma solo il 6% è coltivato e circa 1/10 di questa area beneficia dell’irrigazione. Nelle regioni dell’interno, siccità e bruschi cambiamenti climatici influiscono negativamente sui raccolti e le rare ma violente piogge favoriscono l’erosione accelerata dei suoli. A queste difficoltà si aggiungono le ricorrenti devastazioni causate dalle cavallette e dai conigli selvatici. Tuttavia, l’applicazione di tecniche avanzate e la realizzazione di opere irrigue rendono possibili elevati guadagni. La produzione copre l’intero fabbisogno interno. Abbondante la produzione di grano, mais ed avena; nelle zone perturbane è diffusa l’orticoltura e la frutticoltura, con specie di ambiente sia tropicale che temperato. Notevole importanza rivestono anche le colture industriali, come la canna da zucchero.

Una delle maggiori ricchezze dell’Australia è costituita dall’allevamento, spesso alternato alle colture cerealicole e praticato in aree specializzate per la produzione di lana, carne e latte. L’allevamento ovino (pecore merinos) pone il paese in testa alla graduatoria mondiale per la produzione di lana, quello bovino per la carne congelata. È in forte incremento anche l’allevamento dei suini e degli animali da cortile; l’attività peschereccia, orientata verso la cattura di specie pregiate è modesta.

Concentrata lungo le coste orientali e sudorientali, con una localizzazione corrispondente ai principali giacimenti di minerali (di cui l’Australia è ricca, soprattutto di quelli pregiati) e alle fonti energetiche, l’industria australiana è dominata dai settori di base: siderurgica, metallurgica (che lavora materie prime estratte localmente), chimica (soprattutto petrolchimica) e meccanica (cantieri navali e aeronautici).

Il 70% della popolazione è impiegato nel settore dei servizi.




STRUTTURA SOCIALE E QUALITÀ DELLA VITA


Solo alla metà del secolo scorso l’Australia, con oltre mezzo milione di immigrati, cominciò ad essere una vera colonia di popolamento.

Nella seconda metà del nostro secolo, con l’apertura delle frontiere all’immigrazione da altri paesi europei, la popolazione australiana è aumentata di altri 10 milioni di unità.

Nel contempo andava riducendosi la presenza, già modesta all’arrivo dei primi coloni europei, dell’elemento indigeno che, solo negli anni ’70, grazie ad interventi di tutela, ha ritrovato una certa vitalità. La popolazione è completamente di origine europea e, in particolare, anglosassone; l’immigrazione di colore, è sempre stata scoraggiata da severe misure selettive.

Attualmente è stato fissato il limite di 80.000 unità al contingente annuo di immigrazione.

Dal 1983 è al potere il partito laburista, che ha incrementato il 'welfare state', lottando contro la recessione e la disoccupazione (acuitesi nei primi anni ’90; ora il tasso di disoccupazione è 10.9%) e mirando a risolvere il problema delle proteste degli aborigeni per i soprusi nei diritti di proprietà della terra.

Pur essendo uno stato indipendente, la federazione australiana mantiene legami istituzionali con la Gran Bretagna; aderisce infatti al Commonwealth e riconosce l’autorità del sovrano del Regno Unito, che è formalmente capo dello stato, rappresentato da un governatore generale e dai governatori degli stati federali. 











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