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ANALISI DEL TESTO: L'INVENTORE DEI SOGNI, IAN McEWAN

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ANALISI DEL TESTO:


L'INVENTORE DEI SOGNI

IAN McEWAN


Riassunto ragionato del testo con messa in evidenza di passaggi narrativi fondamentali;

Presentazione delle tematiche trattate dall'autore;



Analisi dei personaggi presi singolarmente ed in relazione con gli altri;

Analisi di luoghi;

Valutazione sullo stile dell'autore;

Aspetti extratestuali;

Commento personale oggettivo e soggettivo.



1.Il libro "L'inventore dei sogni" narra di un bambino, Peter Fortune, di undici anni a cui piace molto sognare, fantasticare con la mente e inventare storie. Peter viene definito, dalle persone adulte che lo circondano, un bambino difficile, poiché spesso sognando (anche ad occhi aperti) perde la cognizione del tempo e della realtà, quasi assentandosi. Tutto il libro si dipana sulla trama dei suoi sogni, nei quali si inserisce la famiglia, composta dalla mamma Viola, dal papà Thomas e dalla sorellina Kate. In ogni storia che compone il libro si aggiungono, al quadro familiare, nuovi personaggi, in base ai quali, Peter inventa una storia che li vedrà protagonisti.

Ogni modulo del libro rappresenta un sogno che Peter fa e ognuno di essi presenta una trama differente: il primo modulo, Le Bambole, vede come protagonista Peter e le bambole della sorellina, Kate, che si animeranno; il modulo intitolato Il Gatto narra di Peter che scambia la sua essenza con il gatto di famiglia; il modulo La Pomata Svanilina racconta di Peter che trova una pomata che fa sire le persone e sarà con questa che farà sire l'inera famiglia; nel modulo Il Prepotente si aggiunge un nuovo personaggio, Barry Tamerlane, con il quale Peter avrà uno scontro;nel modulo Il Ladro, ci sarà la presenza di un ladro reale sostituito, secondo Peter, da Mrs Goodgame; nel modulo intitolato Il Bambino, a casa di Peter arriverà la zia Laura e suo lio, il piccolo Kenneth che ingelosirà Peter, e infine nell'ultimo modulo, I Grandi, Peter si troverà a riflettere sul fatto, se gli piacerà o no essere adulto.



2.Nel libro " L'inventore dei sogni " la tematica principale che l'autore tratta è quella del sogno. Infatti tutto il libro si basa sui sogni di un bambino, sulla sua immaginazione che gli permette di "vivere delle avventure" che altrimenti sarebbero impossibili da realizzare. Il sogno è un tema attuale e viene descritto molto bene nel libro; l'autore mette in evidenza il modo di fare dei bambini: in fondo il sogno è una loro caratteristica che solitamente crescendo e successivamente diventando adulti si perde. La fantasia dei bambini è ciò che li rende speciali; è molto difficile, al giorno d'oggi, trovare degli adulti che da un avvenimento banale si perdono in un sogno ad occhi aperti e fantasticano spaziando nell'immaginazione.

Un'altra tematica, posta in secondo piano rispetto al sogno, ma che pur sempre rimane molto evidente nel testo, è quella della crescita e del passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Peter nel libro attraversa, per l'appunto, questa fase della vita e lo fa in modo un po' particolare.

Lui cerca di crescere, cerca di comportarsi come una persona adulta costruendo con la fantasia eventi e situazioni che lo rendono protagonista, e che in conclusione gli insegnano qual'è il modo giusto di comportasi in determinate circostanze. Ad esempio nell'ultimo racconto, intitolato 'I Grandi', Peter ura un suo modo di essere da grande e immagina come potrebbe comportarsi una persona adulta, scoprendo che ci sono aspetti positivi anche nel non essere bambini.

La transizione dall'infanzia all'adolescenza è una fase della vita che tutte le persone devono attraversare ma ognuna decide il modo in cui affrontala.



3.Il protagonista, nonché, il personaggio principale del libro è Peter Fortune: un bambino di undici anni, a cui piace sognare. Viene definito, dagli adulti, un bambino difficile, poiché gli piace stare da solo a fantasticare, rimanendo in silenzio, quasi come se non ci fosse, per perdersi in un sogno. È un bambino normale, va a scuola, fa i compiti, ubbidisce ai genitori come fanno gli altri bambini, litiga con la sorellina ma non più di quanto fanno gli altri . Sarebbe definito un bambino normale se non fosse per la sua irrefrenabile fantasia.

La sua fantasia è molto vivace e i sogni, anche se rimangono in un contesto verosimile, aggiungono eventi surreali, come lo scambio di essenza che avviene tra Peter e il gatto, oppure come la personificazione di bambole .

Anche se i suoi sogni sono sempre diretti verso il mondo infantile, come ad esempio il coinvolgimento di bambole, Peter cerca di crescere, provando a rendersi all'altezza di ogni situazione.

Si inserisce in un comune contesto familiare, composte dalla mamma Viola, dal papà Thomas e dalla sorellina più piccola Kate e a completare il quadro c'è il gatto William.

Nelle varie vicende si aggiungono personaggi come Barry Tamerlane, definito da Peter come il prepotente. Barry è un comno di scuola di Peter, che oltre a essere di stazza grossa, si impone sui coetanei con atti di bullismo. Oltre a Barry Tamerlane, ci sono altri personaggi come Mrs Goodgame, la signora anziana che abita nel quartiere di Peter e che non sopporta i bambini; la zia Laura, una delle zie preferite da Peter, sorella di sua madre, che si stabilisce per un po' di tempo a casa di Peter con il foglio Kenneth: un bambino piccolo, non troppo vivace, e infine gli amici del mare di Peter, con i quali lui ha fondato la Banda del Mare e con cui gioca tutte le estati, e la sorella di alcuni di loro, Gwendaline, una ragazza  universitaria, molto timida. Questi personaggi si inseriscono nelle varie storie del libro, diventandone i protagonisti.



4.Il libro è ambientato in Inghilterra, anche se non viene esplicitato, ma è deducibile dai nomi dei protagonisti. Il tutto si svolge in una città, il cui nome è sconosciuto, in una villa con giardino che è poi la residenza della famiglia Fortune. Un altro ambiente, anche se urato, che rispecchia molto la realtà, è il mondo dei sogni, nel quale si svolgono tutte le vicende che Peter inventa.



5.L'autore, in questo libro, fonde la descrizione molto accurata delle sensazioni che il protagonista prova, con molteplici dialoghi tra lui e gli altri personaggi. Il testo è scritto in terza persona, il linguaggio non presenta terminologia specifica né vocaboli troppo ricercati, quindi presenta un linguaggio medio. Non ci sono frasi strutturate in modo particolare, quindi la lettura risulta scorrevole.



6.Pur non essendo una certezza, credo che l'autore possa essersi auto descritto, esplicitando un suo modo di essere quando era bambino. Questo sospetto può sorgere leggendo il primo modulo, nell'ultima ina, dove è scritto:" Dal canto suo anche Peter, crescendo, imparò che, siccome la gente non riesce a vedere che cosa ti passa nel cervello, la cosa migliore per farsi capire, è dirglielo. È così incominciò a scrivere alcune delle avventure che gli capitavano mentre guardava fuori dalla finestra o se ne stava sdraiato a fissare il cielo. Da grande diventò un inventore e scrittore di storie e visse una vita felice. "



7.Credo che il libro sia molto carino, non esiste una trama generale, si presentano otto moduli, eccetto il primo che svolge una funzione introduttiva, che non hanno un legame, se non il protagonista, eppure il testo rimane scorrevole, il contenuto non difficile da capire. Tratta di un argomento piacevole, che viene descritto in varie storie. Inoltre il testo presenta uno spunto di riflessione sul perché i bambini sognino tanto e, secondo me, insegna che bisogna apprezzare il loro modo di vivere la vita, come un'avventura fantastica, perché questo può aiutare a superare le difficoltà. Infine credo che questo testo possa insegnare a non fermarsi alle apparenze e a non dare giudizi affrettati come invece è successo a Peter: lui era stato definito un bambino difficile perché gli piaceva sognare!


Anche secondo me, sognare è il giusto modo di crescere, se però non si perde completamente il senso di realtà, infatti Peter, pur cercando di crescere, non elimina ne spegne, quel modo di fare semplice e candido che i bambini hanno, distaccandosi dal mondo infantile, ma mantenendo ciò che lo rende speciale.

Purtroppo però crescendo si perde quasi la fantasia e la voglia di fantasticare e mio malgrado credo di averne persa un po' anche io.

Sperò però, che un giorno diventata adulta, io riesca ancora a divertirmi e a trovare belle anche delle cose banali. Spero di essere ancora capace a  cercare nella vita sempre qualcosa di felice e se non dovessi trovarla sperso di essere capace di inventarla e quindi sognare, in modo tale da essere felice anche quando sarò triste. Qualcuno definirebbe questo pensiero, un voler restare degli eterni 'PeterPan', secondo me, invece è semplicemente crescere, avendo una visione quasi fiabesca del mondo, in modo tale da riuscire a superare qualsiasi problema con un sorriso.




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