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APPUNTI DI ITALIANO - LIRICA MONDANA, LUIGI PULCI (1432-1483), MATTEO MARIA BOIARDO (1441-1494), ARIOSTO

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APPUNTI DI ITALIANO


Attorno al 1200 - 1300 la città si rinnova da feudi a comuni, i contadini si rendono più partecipi; si formerà così la borghesia. Nasce un’idea diversa di individuo che non è più assoggettato ad un padrone ma ha la sua individualità.. Nel frattempo nasce anche il volgare, lingua viva sia per Dante che per Petrarca; in Petrarca comincia però ad esserci una distanza tra classico e moderno dal punto di vista filologico. ½ è un’attenzione stilistica diversa tra Dante, Petrarca e Boccaccio: Dante dà importanza e peso al volgare, mentre dal 1300 in poi Boccaccio e Petrarca lo svalutano andando a riscoprire il latino che a sua volta si staccherà dal volgare e sarà riservato ad altri autori che continueranno la tradizione popolare e medioevale. Dante estrae termini dai dialetti di tutta Italia e mescola queste parole anche con termini aulici, umili e volgari, andando a formare una lingua che avrebbe dovuto unificare l’Italia sia linguisticamente che politicamente, e idealizza così un volgare che doveva essere illustre, cardinale, aulico e curiale. Petrarca invece riduce il lessico rispetto a Dante ed è già più unificato, cerca già di stilizzare la lingua seguendo la direzione dei classici. Petrarca muore nel 1374 e Boccaccio nel 1375; attorno al 1460 la critica (come Croce) diceva che in questo periodo non c’era poesia; Sacchetti invece avverte questa differenza e dice ke non ci sono più i poeti veri.




LIRICA MONDANA: Tradizione comico-realistica: aspetti fisiologici, riferimenti osceni alla sfera erotico - sessuale (Bathin - critico); tradizione anche all’interno della corte con però una sperimentazione linguistica come per esempio i TROVATORI; questa tradizione rimane in Dante e poi anche nella letteratura più alta; Petrarca tratta molto meno ciò mentre in Boccaccio esiste questa tradizione. Forma imporatante di qst tradizioni sono i commentari e le memorie che fioriscono attorno al 1300-l400, che sono importanti xkè ci rivelano ke in qst periodo la gente comune sapeva scrivere.


PARODIA significa cantare accanto, da quando nasce un genere alto da sempre c’è la sua parodia, quindi da sempre è esistito il genere comico realistico ke viene trattato come genere letterario; non appartiene a una sola società, in tutte le epoche convivono forme e generi nati xò in epoche diverse ma nel contempo altre forme mutano e coesistono insieme, anke se alcuni generi cessano di esistere e spariscono.

La poesia mondana è legata ad occasioni mondane, si slega dalle conoscenze puramente teologiche-religiose.

Con Antonio Pucci (‘300-‘400 crica, che scrive “Gispirante”) continuano i cicli bretoni e carolingi xò in forma poco curata e meno raffinata, molto popolare, quindi continuano i canti popolari, continuano qst esempi nel tempo così si arriva all’Orlando Furioso e all’ Orlando Innamorato.


RINASCIMENTO:

In qst secolo (1400-l500) si passa dai comuni alle corti signorili.

Nel ‘300 i comuni si indeboliscono e non ci sono ancora delle signorie forti ma ci sono dei vecchi nobili e i grandi borghesi che iniziano ad avere delle corti dove il cittadino non è vincolato al signore ma tipo a delle fazioni politiche, cosa che diventa diversa quando bisogna sottostare ad un signore.

Per Poliziano cambia così il pubblico a cui è rivolta l’opera. Dante scrive a tutti x trasmettere e fare conoscere un messaggio ma anke xkè non aveva una corte a cui rivolgersi, mentre l’“Orlando Innamorato” di Boiardo si rivolge ai cavalieri e ai signori, xkè all’interno della corte c’è un pubblico colto che capisce il latino; ricchi signori finanziavano poeti come Orazio non tanto per la poesia ma per le altre forme oratorie; qst rapporto cambia con le corti e nasce il rapporto del clienteralismo tra signore e poeta: tu mi offri un servizio ma devi farlo in una certa maniera, quindi tutti gli intellettuali dovranno fare funzioni manuali come amministrare il territorio. Nel 1400 importante è l’evoluzione, come Petrarca che fondava la sua erudizione con la poesia, come l’ape che va di fiore in fiore (di testo in testo) e poi produce il suo miele (poesia). L’erudizione viene ripresa e studiata in greco poiché i greci vengono in Italia per ambasciate e fondano delle scuole. Nel Medioevo venivano censurati autori come Catullo e Lucrezio e non è un caso che vengono riscoperti nell’Umanesimo e nel Rinascimento.

Importante è l’accademia nell’Umanesimo e nel Rinascimento: vi è una cultura + laica, Dio non è + al centro dell’attenzione ma vi è l’uomo; geocentrismo si contrappone a ANTROPOCENTRISMO; rimane sempre religiosa ma + aperta, legata anche alle esperienze: vi è quindi una diffusione pratica e teorica.


Gli artisti nel Rinascimento iniziano ad avere una propria dignità e si rivalutano all’interno della società.

FILOLOGIA: questi artisti sono dei veri e propri eruditi come Petrarca che vanno a ricercare i veri termini e studiano i testi nelle loro trasformazioni tra il passato e il presente.


Lorenzo Balla è un filologo che ha svalutato e dimostrato che la “Donazione di Costantino”, che giustificava la presenza dello stato pontificio in Italia e il fatto che fosse in mano al Papa, è un falso storico, facendo delle verifiche analitiche dimostrando che alcuni termini presenti in questo testo non esistevano allora.


Questo rapporto con i testi latini ha una forte influenza sulla lingua italiana; già in Petrarca retrocede l’uso del volgare e anche la prosa diventerà più latineggiante sia durante l’Umanesimo che nel Rinascimento; inoltre vengono riscoperte tipologie di scrittura come le epistole e gli epistolari e la storeografia come genere.


Gli SPECULA PRINCIPIS sono dei trattati in cui gli intellettuali lodano i principi indicando quali devono essere i loro comportamenti e la loro educazione.


ORIGINALITÀ DELL’OPERA:

L’imitazione si può fare perché non viene posto il problema sulla realtà del reale; i generi rispecchiano il reale quindi se imito la letteratura imito il reale.


TEMPERAMENTO: per esempio la scala musicale non è divisibile in modo razionale, ci possono essere dei rapporti 1:2, 2:3, 4:5; un numero irrazionale non può mai dare nei suoi multipli un numero razionale e poi non trovo le stesse note, quindi sorge un problema:come dividere la scala?

Tutto ciò per dire che se non c’è un rapporto matematico che rispecchia il reale, viene messa in discussione la religione perché non la si riesce a interpretare.

Altro problema: doveva essere imitato un solo autore o più autori? Secondo Paolo Cortese soltanto uno, mentre secondo Poliziano più autori, bisognava assimilarli e poi produrre. Pulci è il grande maestro di Lorenzo de’Medici.




ACCADEMIA: rette da eruditi al cui interno ci sono centri culturali legati alla signoria; valutazione maggiore dell’uomo in quanto tale.


I rinascimentali hanno continuato con la sensibilità dell’epoca precedente; alcuni generi si estinguono, altri no. Alla base di qst cambiamento culturale c’è anche un cambiamento socio –politico – economico. Nascono le grandi Signorie, alcune già nel ‘200, diversi tempi e modi in cui si instaurano le repubbliche (es. Cosimo de Medici quando sale al trono non è un dittatore ma fa in modo che i cittadini partecipino attivamente alla vita della repubblica; Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Nicolò Vicoli, Poggio Bracciolini, sono cancellieri di Cosimo che partecipano attivamente alla vita repubblicana, in modo diverso da altri intellettuali ). Inoltre economicamente alla fine del 1300 vi è una depressione economica che ha una ripresa attorno l’inizio del 1400. ciò influenza la signoria xkè la stabilità ha portato ai commercianti investimenti su terra che per borghesi e banchieri diventano un elitè signorile legati ad una corte, così avviene il passaggio da borghese ad aristocratico che quando il re o l’imperatore perdono il loro potere e scendono dal trono hanno bisogno di amici che gli diano terreni e soldi, così in cambio questi borghesi diventano marchesi e via dicendo.


La PACE DI LODI nel 1454 ha definito i confini e finalmente con essa si ha un periodo di pace; si definisce così lo stato dei Gonzaga, lo stato Pontificio, Firenze che domina su tutta la Toscana e Ferrara anch’essa molto importante. Così si ha una corte che si aggrega ad un signore ma a Firenze occorre + tempo delle altre repubbliche per passare dalla repubblica, c’è ancora dialettica aperta, alle varie fazioni sociali. Intellettuale cambia in sua funzione sociale e intellettuale x produzione: scambio intellettuali dà prestigio alla corte, specialmente quando corte è raffinata, (es. poliziano diceva che Virgilio aveva dato quell’immagine a augusto) intellettuali deve anche servire servizi a signore come ambasciatore, doti oratorie, es. lettera da scrivere (raccolta Aragonese, fa regalo prestigioso con esempi di letteratura. Firenze è la prefez. Firmata da Lorenzo De Medici ma scritta da Poliziano); chierico diventa intellettuale ma poi x sicurezza torna ad essere chierico. Insieme alla nascita delle signorie, nascono alcune istituzioni tipiche come ACCADEMIA:che nasce in stretto contatto con la corte, ma inizialmente pensata non come istituzione ufficiale ma scambio alla pari tra intellettuali, ma docente e alunno; non c’è più modello di autoritas meduovale (autorità intellettuali), Aristotele era il più grande, nel 400 rinasce l’idea di discussione, principale era Leonardo, che credeva più inesperienza che conoscenza dei libri. Accademia è diversa da università nasce da bisogno di discutere principi, anche se università continua ma rifleim. sempre Aristotele e non viene a mancare la sua autorità (platone x accademia a Firenze) e così scontri intellettuali notevoli Nasce quindi con accademia l’idea diversa di pedagogia, che fissa il rapporto di scambio tra docente e alunno vittorio da feltre a mantova e guarino guarini a ferrara.

Stampa con guttember, Aldo Ma nunzio grande stampatore italiano a Venezia per precisione filologica dei suoi testi; biblioteca nascono biblioteche a Firenze (laurenziana) e a roma (vaticana), prima


CODICE VATICANO: numero  3793


C’era una biblioteca in casa dei borghesi, e così diventavano luogo di scambio per intellettuali; le biblioteche costavano e quindi solo le corti potevano farle.

Corti intellettuali legate a corti , e ogni corte ha le sue caratteristiche, intellettuali girano tra diverse corti e si forma la cultura omogenea. A Napoli c’è importante Giovanni Ponteno  e Jacopo Sammar. (ha scritto opera famosissima arcadia al tempo in prosa e verso)


Accademia pompeiana a Napoli- con queste corti e raffinatezza cultura e e richiamo ai classici, vi è spaccatura tra cultura alta e bassa, a cui appartiene la massa.


TEOCENTRISMO: medioevali


ANTROPOCENTRISMO: rinascimento e classici da Dio al centro del cosmo e hanno al centro del cosmo “DE RERUM NATURA” di Lucrezio , finisce nel rinascimento il pessimismo nei confronti dell’uomo e nasce importante la bellezza fisica dell’uomo, uomo non più sottoposto al solo Dio ma all’uomo come artefice di se stesso, rivalutazione del corpo e del piacere.

Rinascimento età del naturalismo- Dignità dell’uomo: es. a Firenze avevano l’idea di dignità uomo degno perché capace di operare praticamente, di agire = uomo al centro dell’universo, immagine di Dio. “DE DIGNITATE VEXICELLENTIA HOMINI” di Giannosso Manelfi, che tratta uomo capace di agire; metà ‘400, degno perché al centro dell’universo.


LUIGI PULCI (1432-l483)

Luigi Pulci nasce a Firenze nel 1432, è più vecchio di Lorenzo De Medici e Poliziano, vuole conciliare i cristiani con la filosofia di Platone, ma l’astrattezza di Platone crea problemi a Pulci. Grande rappresentante del clima gaudente in corte medicea.

Lui era tipico cortigiano e aveva trovato protezione in Lorenzo de Medici; non era propriamente un intellettuale, non aveva cultura raffinata, ma più collegata a quella popolare.



Opera principale composta tra il 1460 e il 1481 (muore nel 1483) è il “MORGANTE”, che ritrae Pulci a Firenze; diviso in 23 libri (cantari).  Nel 1474-l475 dopo un “tenzone”, scambio di sonetti, con il prete Matteo Franco che lo insulta sulla sua vita e sulle sue opere, e Pulci viene poi accusato di eresia per le tesi che usa in questa “battaglia”, infatti non sarà sepolto in terra santa e la vera eresia è basata su questi sonetti, che hanno portato alla sua scomunica.


“MORGANTE MINORE” non è per forza il 1°, cantare disciolto in cui ci sono canti estrapolati sul ritratto di Margutte, inizialmente formato da 23 canti in cui aggiunge 5 canti dopo scontro con Franco, canti teologici in cui difende se stesso e la sua ortodossia.

Morgante tratta di un cantare precedente l’“Orlando”, che lo riprende anche sul fatto delle lasse, aggiungendo la ura di Aristotele e Margotte. Narra la vicenda della corte carolingia, con Carlo che invecchia, non c’è qualcosa che porta ad un vero e proprio intreccio che porti il lettore a pensare ad una fine. È difficile dire di cosa si tratti il suo intento artistico e narrativo, non c’è mai stato un autore che gli ha dato una definizione unitaria.


Elemento stilistico microscopico, gusto del Pulci per la parola, e inoltre di queste non si sa dove le ha tratte, le inventava e poi le collezionava in un “vocabolarietto” e lo intitola “vocabolario della lingua furbesca”.

Nel canto XVIII più esprime questa cosa per battuta, battutaccia, parola che gli porterà ad avere problemi con la corte medicea.


Morgante è un gigante che decide di seguire Orlando dopo che quest’ultimo ha sconfitto 3 giganti, di cui uno era Morgante; Margutte è un altro mezzo gigante che incontra Morgante ed è un vagabondo. Morgante muore per un morso di un granchiolino quando fa da albero della nave in mezzo alla tempesta, mentre Margutte muore perché ride troppo vedendo una scimmia che mette gli stivali. (Schema dell’ottava: ABABABCC). Margutte dice che non crede in nessuna religione, crede nel cibo, nel gioco e nel sesso. lio di una monaca greca e di un sacerdote turco (altro elemento indefinito): parto quindi assolutamente illegale e si mette a girare il mondo.

Carnevale: giorno in cui anche il più umile può diventare re, tutto il mondo alla rovescia, ma sconvolgimento che avveniva in un giorno, quel giorno; il corpo e le feci sono elementi scatologici che danno una ura volgare del carnevale (anche Cecco Angiolieri voleva uccidere il padre) = ROVESCIAMENTO PARODIACO. Ciò porta alla vanteria di Morgante che si vanta delle sue gesta e dei suoi peccati nei versi 122 e 123 e tutta l’ottava);


Pluristilismo e plurilinguistico di Dante continua nel Morgante, mentre non attecchisce il petrarchismo anche se si incontra in altri autori.

Tanti autori non si sa dove collocarli; alcuni termini ci sono solo in Dante e Pulci (APAX= parole usate da un solo autore una sola volta).



MATTEO MARIA BOIARDO (1441-l494)

Carlo Magno parte per conquistare Saragozza, ma i Saraceni distruggono l’esercito. Questa vicenda è ripresa attorno al 1100 nella “Chanson de Roland”, poema di Turoldo che narra la disfatta a Roncisvalle e delle avventure del paladino Roland, riprendendo la  tradizione precedente. La tradizione francese della Chanson de Roland passa prima in Sna e poi in Italia; viene cantata sulla via verso Roma dai menestrelli, ma soprattutto in Veneto, dove i cantari vengono volgarizzati. Così nel tempo cambia la storia con nuovi personaggi, innovazioni e i menestrelli inventano nuovi fatti e personaggi.

Anche Orlando diventa con origini italiane, era un eroe casto, austero, pio, dedito alla sua missione, fedele. Al fianco di Orlando nasce Rinaldo, altro paladino; si introduce anche la ura di Carlo Magno, vecchio con la barba un po’ rimbambito, e Gano di Magonza, traditore. Nel 1300/1400 questa tradizione inizia a diventare scritta e c’è un interessamento anche da parte degli uomini colti, perché in quel periodo nella corte gli eroi trasmettevano i valori morali. A Firenze c’è Pulci con “Morgante” con tono comico. A Ferrara, centro assoluto di poemi epici in Italia; in quest’epoca il pubblico ama i poemi epici e chi li ama viene amato dalla corte e chi scrive un bel poema poi entra nella corte, anche a Ferrara c’era già mercato dei poemi epici.


Matteo Maria Boiardo era già in corte, nobile, con la sua tenuta, si inserisce a Ferrara (1441-l494). Affermato come intellettuale, aveva tradotto i classici greci e latini, “Onorem Libri”, canzoniere di poesie, come Petrarca, sono 180 componimenti, sonetti e canzoni, struttura in 3 parti cioè 3 libri: passaggio dall’amore felice del 1° libro, al tradimento della donna e l’angoscia dell’amore nel 2° libro, fino al pentimento e alle preghiere a Dio del 3° libro. Prodotto tra 1469 e il 1471; nel monolinguismo dei versi c’è sensualità intensa che lo contraddice rispetto a Petrarca, inoltre la lingua con cui scrive non è il toscano, ma una lingua padana.


L’opera più importante è “Orlando Inamorato”: diviso in 3 libri, l’ultimo però rimane incompiuto al nono canto. Con i primi due versi “signori e cavalieri” si riferisce direttamente alla corte, riunita per ascoltare cose dilettose e nuove. Nuovo è il fatto che Orlando si innamora, passando da eroe austero a pio. La diffusione avviene attorno alla fine del 1400 a Venezia con Manuzio, forte tradizione di stampa che permette un mercato. Commissione fatta da Ercole degli Estensi a Boiardo per dire che loro (Estensi) non discendevano da Gano di Magonza, ma Boiardo non riesce a portarlo a termine e se incaricherà Ariosto, anche se morendo Ercole, gli altri discendenti non saranno molto interessati a questo fatto. Boiardo è inserito a corte e crede nei valori e negli ideali della corte, che è il luogo della virtù; le varie corti descritte si modellano sulla base di quelle di Ferrara e viceversa. Valori che vengono ripresi ma sono diversi da quelli del medioevo, la prodezza non è più solo la forza del cavaliere di sbaragliare l’avversario; non esistono più le virtù di devozione ma anche quella terrena, è un uomo colto, individuo che si afferma con valori molto rinascimentali.


Angelica, altro personaggio introdotto, è una donna bellissima con una forte sensualità; ha una sua mobilità psicologica con sentimenti e emozioni umane (non come Petrarca), non ha nulla di angelico, è astuta, carnale, ANTIFRASTICO (contrario di ciò che Angelica afferma).



Brunello, nano, re del furto, grande capacità di affermare il suo ingegno nel furto. È presente anche un continuo coinvolgimento dell’ascoltatore rivolgendosi a signori e dame. Non viene più letta nella sua lingua reale.


STORIA: Galafrone (re del Cataio, Cina) manda Argaria e Angelica (sue due lie) per portare un consiglio nel campo di Carlo Magno dove i suoi soldati stavano combattendo contro i Mori (mussulmani). Arrivano alla corte inbanchettata e tutti si innamorano di Angelica e la avrà chi batterà Argaria; tutti perdono fino a che arriva Ferraù che lo batte e conquista Angelica, ma arriva Orlando che anche lui è innamorato e combatte contro Ferraù e Angelica scappa (maga esperta); poi anche Rinaldo si innamora di Angelica, che vuole tornare nel Cataio e lui la insegue, si fermano a bere ad una fonte ma lei beve alla fonte dell’amore e si innamora di Rinaldo, mentre lui beve dalla fonte del disamore e inizia ad odiarla. Angelica si rifugia nella fortezza di Albracà, quando arrivano 2 saraceni anglicani e Sacripante, questi combattono, vincono gli anglicani ma arriva Orlando e combattono un giorno e una notte, fanno una pausa, si mettono su di un prato, dove Orlando (uomo colto), si mette a parlare di Dio e poi ricominciano a lottare e vince Orlando, ma prima di morire il saraceno chiede il battesimo a Orlando, segno di aver compreso ciò di cui prima Orlando gli aveva parlato. Arriva dunque Rinaldo che vuole liberare Orlando per portarlo a combattere  in Francia, dove c’è bisogno del suo aiuto, da Angelica, ma lei è furba e amando Rinaldo si fa difendere da Orlando. Il campo francese è in pericolo, è assediato da Gradasso che fa prigioniero Caulo, perviene battuto da Astolfo che aveva la lancia magica di Argaria e trae in salvo Carlo. In ritorno dal campo devono ancora alla fonte dell’amore, Rinaldo si innamora di Angelica che a sua volta lo odia. Lei sarà data in dono a chi tra Orlando e Rinaldo combatterà meglio contro i Mori. Nella battaglia decisiva di Montalbano, Bradamante (eroina di Carlo) e l’eroe saraceno Ruggero si innamorano.


ARIOSTO:

Nasce nel 1474 e muore nel 1533; nella ura e nell’opera di Ludovico Ariosto si realizza in maniera esemplare la saldatura fra Umanesimo e Rinascimento: è sia uno dei frutti più maturi della cultura umanistica soprattutto per il suo modo concreto di organizzare la sua esistenza ed è anche il prototipo dell’artista rinascimentale sia per la sua visione dell’arte e i caratteri contenutistici e formali della sua opera, sia per la maniera di rapportarsi al contesto storico, politico e culturale.

Nel corso della sua vita ha svolto anche mansioni politiche, è una persona pacifica, diventa governatore della Garfagnana, territorio difficile da governare ma che lui riesce a gestire bene.

Inizia a lavorare all’”Orlando Furioso” sia quando è un politico che dopo (1527) il sacco di Roma. Nel 1525 smette la carriera politica e si dedica completamente alla corte: fa tre edizioni della sua opera nel 1516, 1521 e nel 1532, entrambe differiscono in qualcosa da quelle precedenti. Inizia a scriverla nel 1505; è un’opera molto attesa dalla corte e dagli stampatori perché a quell’epoca i poemi epici cavallereschi erano quelli più letti e ascoltati; nel 1512 sembra quasi finito, lui stesso dice che sta per finirlo, ma poi viene pubblicato nel 1516: la lingua è pressoché padana anche se compaiono termini toscani. Tra l’edizione del 1516 e quella del 1521 compie delle varianti per la toscanizzazione del testo; tra quella del 1521 e quella del 1532 ci sono sempre i cambiamenti linguistici e altri riguardanti la struttura del romanzo: la 1a e la 2a edizione sono composte da 40 canti mentre la terza da 46, inoltre assegna due grandi expluà, il primo a Ruggero e il secondo a Orlando per conferirgli più dignità; ogni cosa deve avere il suo controbilanciamento; nei sei canti aggiunti riporta anche degli avvenimenti politici della corte di Ferrara.

1525 scrive il trattato “Prose della volgar lingua”.


Brembo: stretto collaboratore di Aldo Manuzio; nel 1501 stampa il “Canzoniere” di Petrarca ed è molto importante perché così facendo codifica la lingua italiana: il toscano di Petrarca sarà usato per le poesie mentre quello di Boccaccio per la prosa. Oltre alla codificazione del lessico avviene anche una codificazione del verso (endecasillabo canonico=accento o in quarta o in sesta o sulla decima sillaba e se non ha gli accenti su queste sillabe non è nemmeno considerato un verso). Queste diventano poi delle regole: prima di lui c’era ancora una certa libertà per quanto riguarda la lingua, poi tutti si adeguano. Ariosto stimava il Brembo, si conoscevano personalmente; Ariosto copia l’“Orlando Furioso” e lo rende toscano e poi lo pone al Brembo nel 1528 per una revisione.


Tema:

  • amore di Orlando che poi diventa la sua follia (NOVITà)
  • la guerra tra i saraceni e Carlo Magno, cristiano
  • vicende tra Bradamante (guerriera donna molto forte) e Ruggero (eroe saraceno ma di origini cristiane), coppia che deve dare vita alla casata degli Estensi.

C’è un continuo interrompersi e riprendersi tra di loro di questi filoni tematici, lasciando così il lettore in un continuo stato di suspence. Inoltre continua per tutto il testo questa finta tecnica di rivolgersi ad un auditorio anche se ormai la tradizione orale non esiste più visto che è tutto scritto e stampato grazie alla stampa.


Nelle prime edizioni l’“Orlando furioso” viene lanciato editorialmente come la continuazione di quello del Boiardo, ma nelle successive edizioni si attesta più di quello del Boiardo, e quindi sarà l’ “Orlando Innamorato” che verrà stampato come l’inizio del poema di Ariosto.


Ariosto scrive in OTTAVA= stanza con rima ABABABCC, inventata da Boccaccio nel “de ninfae fiesolanae”; la rima baciata finale chiude la stanza che può essere completamente ripresa; enjambemente si possono trovare tra il 6° e il 7° verso anche se vengono molto ridotti; tra la prima edizione e le altre c’è molta differenza sintassica-metrica.







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