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Analisi del libro: “Un sacchetto di biglie”

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-Analisi del libro: “Un sacchetto di biglie”-





-Autore: Joseph Joffo

-Titolo: “Un sacchetto di biglie”

-Casa Editrice: Sansoni per la scuola, Fette di melone

-Genere del libro: romanzo, autobiografia dell’autore durante la Seconda Guerra Mondiale

-Ambiente in cui si svolge il romanzo: il romanzo si svolge in numerosi luoghi tutti appartenenti allo Stato francese.



Il protagonista, infatti, viaggia per quasi tutta la Francia per sfuggire ai nazisti, i quali lo cercano essendo ebreo; i luoghi che, insieme a suo fratello visita sono circa otto:                     Parigi, Dax e la sua stazione ferroviaria, Marsiglia, Mentone, Nizza, il campo estivo “Nuova Raccolta” (Nizza), Montluçon, Aix-Les Bains ed infine di nuovo la città di Parigi.

-Epoca storica in cui si svolge il romanzo: il romanzo si svolge in due epoche distinte: la prima è contemporanea, infatti, questo libro è l’autobiografia del protagonista, il quale ripercorre il periodo della sua vita più difficile e tragico raccontandolo dall’epoca attuale in cui viviamo; la seconda invece, è collocata durante la Seconda Guerra Mondiale tra il 1939 e l’anno 1945, durante il quale i nazisti erano sempre più spietati verso gli ebrei. Gli elementi che m’inducono ad affermarlo sono: l’importanza che gli ebrei danno ai nazisti, il modo di parlare degli ebrei chiamato Yddish, i discorsi nazisti riguardanti totalmente i giudei e i campi di concentramento.  -Personaggi principali:

-Joseph Joffo: è il protagonista del romanzo, il quale spiega, narrando dalla nostra epoca, la sua tormentata infanzia durante la Seconda Guerra Mondiale. E’ un ragazzo ebreo che vive in un appartamento di Parigi con suo fratello e i genitori. All’inizio della narrazione ha dieci anni ha i capelli e gli occhi scuri e indossa abiti normali, in uso in quel periodo.

-Maurice Joffo: è il fratello del protagonista, con il quale viaggia per quasi tutta la Francia fuggendo dai nazisti e cercando di raggiungere il territorio liberato dagli americani; anche lui come suo fratello è scuro sia di capelli sia d’occhi, al contrario però Maurice ha qualche anno in più di suo fratello Joseph.

-Raymond: è un ragazzo di quindici anni che ha un ruolo abbastanza importante nella vicenda, infatti, senza di lui Joseph e Maurice non sarebbero potuti arrivare nella “zona libera”, in altre parole quella zona dove i nazisti non avevano più grande potere, perché lì erano arrivati gli americani ad aiutare gli ebrei.

Raymond però non è solo la “persona che fa passare”, lui è anche un fattorino nella sua città ed è ben voluto da tutti.

-Rosette Joffo: è la sorella maggiore dei due protagonisti, la quale gli ospita un po’ di giorni in casa sua nella città di Montluçon dove vive assieme a suo marito. Però i due fratellini quando arrivano percepiscono in Rosette non solo la gioia di vederli ma anche un po’ d’inquietudine.

-Albert ed Henri Joffo: sono i fratelli maggiori dei protagonisti e hanno un ruolo decisivo nella storia, infatti, accolgono Joseph e Maurice molte volte nella loro casa e quasi alla fine del romanzo liberano i loro genitori arrestati dalla Gestapo. 

-i genitori dei protagonisti: il padre di Joseph e Maurice è un barbiere e lavora in un negozio sotto casa, alla fine del romanzo sarà, purtroppo, l’unico della famiglia a morire in un campo di concentramento. La madre invece fa la sarta e grazie ai suoi li è liberata da un campo di concentramento, insieme al marito.


-Trama del romanzo: Joseph è un ragazzo ebreo di circa undici anni, che vive insieme ai genitori e ai fratelli nella città di Parigi.

La storia di questo libro inizia un giorno qualunque dell’anno 1941.

Come sempre, i due fratelli, Joseph e Maurice si divertono a giocare con le biglie, purtroppo la loro vita è turbata dal fatto che i nazisti stanno incominciando il massacro di tutti gli ebrei e loro si sentono molto impauriti da ogni SS (Schutz Staffeln) che vedono.

A scuola il giorno dopo, Joseph e Maurice, sono picchiati e insultati dai comni a causa della loro religione.

Quella sera stessa sono chiamati dal loro padre, il signor Joffo, egli annuncia ai suoi due lioli che devono iniziare un lungo viaggio attraverso tutta la Francia, per scappare dai nazisti raggiungendo la terra “liberata”. Così dopo aver ricevuto molto denaro e salutato i loro cari, partono.

La prima tappa del viaggio è la città di Dax, i due dopo aver raggiunto la stazione d’Austerlix salgono su di un treno; arrivati senza troppi problemi a Dax i protagonisti decidono di fare un giro per il paese. I due però, durante la loro passeggiata, sono sempre allerta perché potrebbero passare auto tedesche con l’intenzione di arrestarli.

Mentre camminano incontrano un ragazzo sui quindici anni di nome Raymond, al quale Maurice chiede informazioni riguardanti il passaggio per arrivare nella terra “liberata”, scoprendo così che lui è la persona “più a buon mercato” che lascia passare gli ebrei si mette d’accordo per i soldi e per il passaggio, infatti, le persone che lasciavano passare vogliono essere ate per il loro lavoro, essendo molto pericoloso.



Quella stessa sera accomnati da Raymond, i protagonisti assieme ad altra gente passano dalla terra occupata dai tedeschi a quella libera. Dopo essere arrivati, un uomo complice di Raymond, li accoglie mostrando loro la stalla dove passano la notte.

Però Maurice sa che dopo tutte quelle spese non sarebbero riusciti a sopravvivere, con i pochi soldi che gli rimangono e così decide di andare ad aiutare Raymond guadagnandosi un po’ di soldi, mostrando alla gente il passaggio da attraversare.

La mattina dopo prendono i biglietti alla stazione d’Austerlix e dopo essere fuggiti dalle SS e sopportato un viaggio lunghissimo, i due arrivano alla città di Mentone, dove finalmente riabbracciano i loro due fratelli, Albert ed Henri, che hanno un negozio dove lavorano come barbieri.

Joseph e Maurice passano ben quattro mesi a Mentone, finché un giorno ricevono una lettera importantissima, il messaggio appartiene ai signori Joffo che annunciano ai loro li che sono stati catturati. Senza perdere altro tempo Henri decide di partire per andare a salvarli.

Passa un po’ di tempo ma finalmente Henri ritorna dopo essere riuscito a liberare i suoi genitori. Egli racconta che dopo aver aiutato un soldato è riuscito ad avere un appuntamento con il colonnello del campo; inventandosi una bugia ha spiegato al colonnello che c’è stato uno sbaglio nell’arrestare i suoi genitori perché non sono ebrei, il colonnello crede a Henri e dopo aver accertato l’informazione del ragazzo ha deciso di liberare i signori Joffo, i quali adesso vivono in un appartamento vicino a Nizza.

I due protagonisti però devono partire per Nizza perché i loro fratelli sono stati chiamati per andare a fare i barbieri dai tedeschi e non possono più tenerli con loro.

Arrivati a Nizza passano un po’ di tempo con i loro genitori.

Una sera però il signor Joffo chiama i suoi due ragazzi per avvisarli che dovranno andare a vivere, per un po’ di tempo, in una specie di colonia, chiamata “Nuova Raccolta”, lì saranno al sicuro e i tedeschi non potranno portarli via finché rimangono lì; così senza discutere i due partono.

Lì i protagonisti vivono bene per molto tempo, grazie anche alla comnia degli altri ragazzi e al signor Sinabigui, il capo, che conosce tutta la loro storia. Una sera Joseph e Maurice sentono il rumore di un camioncino, guidato dal loro amico Ferdinand, che va a Nizza, i due non resistono, perché gli mancava la città di Nizza, e sapendo che poi al mattino sarebbero ritornati decidono di salirci insieme ad altri loro amici. Il viaggio però dura poco perché sono catturati dalle SS, i quali hanno requisito l’Hotel Excelsior come base e li portano lì.

Intanto però sapendo che sarebbe potuto arrivare questo momento, i protagonisti si sono inventati “un’altra vita” nel caso di un interrogatorio, in modo da non far capire che sono ebrei.

Il tempo passa e una mattina essi sono condotti dal capo che dopo aver diviso i due fratelli l'incomincia ad interrogare separatamente. I protagonisti però sono furbi e iniziano la loro commedia come previsto; purtroppo però ci sono due problemi che devono risolvere per essere liberati: il primo è che devono dimostrare di essere stati battezzati e di aver fatto la comunione e poi devono anche passare una visita medica per capire se sono stati circoncisi.

Dopo l’interrogazione sono portati da un medico che li comincia a visitare, ma entrambi sanno di essere circoncisi e così raccontano di essere stati operati per una malattia che avevano da piccoli. Il medico, un po’ perplesso, allora conferma al capo che li ha interrogati, che non sono ebrei. Dopo quest’episodio passano tantissimi giorni nei quali Joseph è persino operato di meningite acuta.              Una mattina il capo spiega ai ragazzi che devono dimostrare, però, di aver fatto la comunione, così permette a Maurice di uscire dall’hotel e di andare a cercare il documento necessario, il tempo a disposizione è di due giorni se non sarebbe tornato nel tempo stabilito Joseph sarebbe morto.

Così Maurice va subito da un prete che conosce e che li ha anche aiutati durante il viaggio, si fa falsificare i documenti e nel tempo stabilito li porta al capo.

Dopo averli controllati e ascoltato l’affermazione del prete che è venuto assieme a Maurice, decide di rilasciare i due fratelli che possono tornare al campo “Nuova Raccolta”. Appena arrivati però, devono ancora ripartire, perché c’è stata un’irruzione tedesca nel campo e allora decidono di raggiungere la loro sorella a Montluçon.

Raggiunto Montluçon, i due passano pochi giorni da Rosette, la loro sorella, avvisandola che il padre è stato di nuovo catturato dai nazisti, purtroppo secondo Rosette è meglio se vanno ad abitare ad Aix-les-Bains dove vivono i loro fratelli perché Montluçon è una piccola città troppo sorvegliata dai tedeschi.

Dopo aver ricevuto dei soldi i due ripartono.

Arrivati ad Aix-les-Bains incontrano di nuovo tutta la famiglia, tranne il padre. Nell’appartamento, in quella città, non ci possono vivere tutti e allora Joseph e Maurice vanno in una città vicina a lavorare e a vivere. Joseph lavora in una libreria e Maurice in un hotel.



Il tempo passa tranquillo, nonostante l’omicidio di un signore, e i fratelli vivono molto bene in quella città; finché un giorno Joseph sui giornali della sua libreria riesce a leggere la scritta “PARIGI LIBERA”, i fratelli entusiasti, dopo aver risolto un po’ di problemi riguardo al fatto di abbandonare il lavoro, partono e giungono a Parigi dove la loro famiglia li aspetta, tranne il padre che è morto in un campo di concentramento.

Da quest’avventura Joseph si sente cresciuto ed è felice che la normalità sia tornata nel suo Paese.






-Considerazioni Personali: questo romanzo mi ha appassionato moltissimo, oltre al fatto che narra avventure di un ragazzo quasi della mia stessa età, mi è piaciuto soprattutto il racconto di questi fatti, da parte del protagonista, in modo assolutamente gioioso, nonostante le vicende infelici che quarant’anni prima gli sono capitate.

Una cosa che mi ha particolarmente colpito è che grazie alla pubblicazione del libro, l’autore ha voluto far capire ai ragazzi d’oggi cosa voleva dire: “Scappare per salvarsi la vita”.

Con il racconto delle sue esperienze passate in quell’anno e mezzo, l’autore mette in risalto il fatto che dei bambini, che fino il giorno prima non sapevano cos’era la paura e vivevano felicemente come i bambini d’oggi, da un momento all’altro devono maturare e comportarsi da adulti, prendendo decisioni che i bimbi di quell’età non si sognerebbero nemmeno di pensare; in seguito mette in risalto anche il modo in cui non sopportava i tedeschi a causa del loro razzismo verso gli ebrei.

Durante il loro viaggio riescono sempre a cavarsela, come fosse un gioco avventuroso, con la loro fantasia nonostante i problemi che incontrano sul cammino.

Una frase che mi ha lasciata pensierosa è: “Era finita con l’infanzia”. Qua, infatti, si riesce proprio ad intuire il momento stesso in cui Joseph si sente un po’ abbandonato e incredulo dopo il discorso del padre; ma si capisce anche che l’età dei giochi è finita e il momento di crescere, a causa della guerra, è arrivato.

Nonostante alla fine del libro tutto ritorna come prima, Joseph, si sente cresciuto sia fisicamente sia idealmente sul fatto della guerra e a causa di essa ha dovuto soffrire per molto tempo assieme a suo fratello Maurice.

Vorrei consigliare ai miei comni di leggere il romanzo in questione perché è scritto con un linguaggio contemporaneo, nonostante i quarant’anni ormai passati, il carattere della narrazione è di facile comprensione e ho molto apprezzato le descrizioni della vita comune di tutti i giorni che però Joseph è costretto a sopportare.

In conclusione credo che questo sia uno dei migliori romanzi, scritti per i ragazzi, che io abbia letto e spero che negli anni a venire si continui a prendere in considerazione questo libro essendo sia coinvolgente che appassionante.



















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