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Carlo Goldoni - BIOGRAFIA, LA RIFORMA DEL TEATRO

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Carlo Goldoni

BIOGRAFIA

Carlo Goldoni nasce all’inizio del 1700 da padre medico. Cambia diverse città e così sviluppa un amore per i viaggi e per il teatro: a 15 anni è a Rimini ma non si trova bene, così si trasferisce a Chiglia con una comnia di commedianti della Commedia dell’Arte. Studia giurisprudenza a Pavia ma è cacciato dall’università per un suo scritto, la Satira. Dopo la morte del padre, egli termina gli studi e si sposa. A Livorno incontra la comnia teatrale di Medebac, il quale gli propone di scrivere per il teatro, e qui si ha il primo scontro dell’autore con il mondo della Commedia dell’Arte, che era entrata in un periodo di decadenza e non aveva più stimoli, in quanto il pubblico rideva anche a sentire le solite battute. Goldoni quindi comincia a pensare a una riforma che escluda la semplificazione dei personaggi (anche erano solo dei tipi fissi, cosa esaltata anche dall’uso delle maschere) e la sua riduttività: vuole rappresentare le persone davvero come sono, con la loro varietà di caratteri à commedia borghese: rappresenta la realtà e le singole persone, metodo già utilizzato all’interno della letteratura arcadica.



Goldoni, pur non essendo un illuminista teorico, ne sente le influenze, soprattutto per quanto riguarda l’avversione verso il Barocco; la Commedia dell’Arte stessa è troppo complicata, mentre lui vorrebbe mettere in scena delle “tranches de vie”.

Goldoni è un borghese ed è il primo letterato italiano che vive del proprio lavoro di autore teatrale: questo vuol dire che il successo delle sue opere dipende dal pubblico, del quale lui deve soddisfare i gusti; precedentemente invece la commedia doveva esser gradita al signore che manteneva l’artista.

Dopo il periodo nella comnia di Medebac, è accolto da un altro capocomico nobile veneziano che possiede anche un teatro; qui, non incontrando il favore del pubblico, si impegna con esso a scrivere 16 commedie in un anno e tra queste spiccano i suoi maggiori capolavori. A Venezia erano molto in voga le commedie fiabesche di Gozzi, mentre Goldoni sceglie l’ambiente esotico. Lavora anche a Parigi per la Commedie italienne, ma, con suo grande disappunto, apprende che essa è legata alla Commedia dell’Arte, con i suoi difetti; pur disapprovando questo aspetto, Goldoni è obbligato ad adattarvisi, e resterà a Parigi fino allo scoppio della Rivoluzione, quando se ne va perché il re n lo a più. È questo il periodo in cui scriverà le Memoires, un’autobiografia.


LA RIFORMA DEL TEATRO

La Commedia dell’Arte si era andata stereotipando, ma Goldoni intuisce che c’è bisogno di una riforma graduale, che faccia in modo di non spiazzare il pubblico, perciò comincia con lo scrivere le parti del protagonista, ma trova anche l’opposizione degli attori stessi, che sentono sminuita la propria bravura. Toglie anche l’uso delle maschere, pur facendo dei suoi personaggi spesso dei tipi con dei caratteri fissi; cambia anche il linguaggio, introducendo per la prima volta dei dialoghi in dialetto veneziano, che rende la commedia più vivace e più semplice, pur restando molto realistica. Trova, come già detto, l’ostilità degli attori, ma anche del pubblico, ormai abituato alla Commedia dell’Arte, e dei capocomici, che vedono diminuire notevolmente il numero degli spettatori e, di conseguenza, i loro guadagni; ma l’arte e la bravura di Goldoni conquisteranno presto tutti.




Personaggi: sono borghesi (il mercante veneziano, fatto da sé, leale, conscio del valore della famiglia) ma anche nobili, verso i quali la critica goldodiana, anche se spesso indiretta, si mostra piuttosto dura, per la loro inerzia e per il loro essere parassiti. Ma la critica di Goldoni non è di tipo sociale, perché egli non vuole l’uguaglianza, ma è il tipo di nobiltà che non va bene: l’aristocrazia è nata per proteggere i più deboli, per evitare le guerre e per mantenere viva l’economia; le commedie che contengono critiche di questo tipo però non sono mai ambientate a Venezia, per non inimicarsi i potenti del luogo.


Il carattere illuministico del teatro goldoniano: è presente la razionalità, la concretezza, l’ottimismo (quelle di Goldoni sono infatti commedie e non tragedie) ed è invece assente la trascendenza, la questione religiosa e psicologica, il destino.






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