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Curzio Malaparte

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Curzio Malaparte


Le prime sue manifestazioni letterarie sono dei saggi a carattere socio –politico, in cui il giovane pubblicista mostra già le sue capacità di brillante polemista.La sua vita e la sua esperienza letterario –pubblicista è polarizzata attorno a momenti centrali della sua esperienza di uomo: il carcere e le due guerre mondiali, sul diagramma di un temperamento che accusa il dramma dell’esistenza.Passa dalle angolazioni reazionarie della pubblicistica giovanile a quelle più impegnate di saggista.Egli si fece interprete della crudele guerra tedesca, con la sua posizione antieuropea, fino a parlare con utopismo sentimentale delle sue radici toscane: tutto ciò in Kaputt, La pelle, Maledetti toscani e Benedetti Italiani.In questa sua posizione neoromantica e decadente insieme Malaparte ha rappresentato nella storia del nostro 900 i momenti inquieti della nostra civiltà. E riesce ad essere sempre uno scrittore all’avanguardia anche quando sembra legato al passato.

La rubrica Battibecco, nel settimanale “Tempo” di Milano, diede inizio ad una tipica presenza nel campo del costume letterario e civile italiano, e ottenne un grande successo grazie alla sua capacità di farsi leggere, di avere una presa immediata sul lettore.Il suo primo volume, La rivolta dei santi maledetti, è simbolo di una diretta partecipazione della vita in trincea, ed ha le caratteristiche di un libello (scritto satirico) che prende le mosse dalla ritirata di Caporetto, contro le retoriche mitizzanti della guerra e del patriottismo.A tale rubrica Malaparte arrivò maturo e scrittore affermato.Con il titolo ll Battibecco aveva stampato precedentemente una serie di epigrammi e satire in cui polemizzava sulla condizione dell’Italia dove nulla è cambiato e la libertà è sempre in pericolo.Ed è da qui che egli trae spunto dalla rubrica che poi ritroviamo sul “Tempo” dove conduce la sua battaglia polemica contro le falsità retoriche e vuote della nostra Italietta ipocrita e superficiale.Il successo ottenuto spinse l’autore a raccogliere in un volume le puntate più argute, col titolo Due anni di “Battibecco”, preceduto da una prefazione, Prigione Gratis, in cui sono indicate le ragioni del libro ed del suo atteggiamento da polemista.

Battibecco nasce per diretta esperienza della guerra e delle cose d’Italia. Due anni di “Battibecco” costituisce la prima parte di un’unica raccolta, Battibecco; la seconda parte abbraccia il seguito delle puntate uscite sul medesimo periodico fino a quando Malaparte non potè più tenere in vita la sua rubrica affetto ormai da un tumore maligno.



A un certo punto, le sue puntate tratteranno anche dei suoi viaggi: prima in Grecia, poi in Cina, In Russia, ecc .

In merito al Battibecco, l’autore stesso si interroga sulle modalità del suo successo e sulle modalità di questa rubrica dove finì per dire le cose così come stavano.Egli si è sempre preferito definire non uno scrittore romantico, ma “moderno”, che rifugge dai falsi romanticismi.E dice che lo scrittore essere il testimone del suo tempo, abbiamo così una concezione “papiniana”.

A 13 anni aveva fatto parte della sezione giovanile del partito repubblicano e negli stessi aveva fondato un giornale umoristico. Fondò poi il settimanale “La conquista dello Stato”; passato come redattore capo del “Mattino” di Napoli, fu chiamato da Agnelli alla direzione della “Stampa”, che tenne per due anni.Appartengono a questo periodo scritti di argomento storico e sociale.Poi per qualche tempo si trasferì a Parigi dove ottenne un successo europeo con Tecnique di coup d’état.Chiamato dallo scrittore Aldo Borrelli collabora al “Corriere della Sera” e successivamente a Lipari fu arrestato.Potè, dopo il rilascio, riprendere la sua collaborazione al “Corriere della Sera” con la firma di Candido. A Roma fondò e diresse la rivista “Prospettive” sulle cui colonne apparvero scritti della letteratura e dell’arte più importante dell’epoca. Richiamato in guerra nel 1940, sul fronte occidentale lasciò memorie delle sue esperienze nel libro lirico -autobiografico Il sole è cieco.nel 1941 fu corrispondente di guerra sul fronte russo e i suoi scritti in quest’occasione presero il titolo di Il Volga nasce in Europa.Inviato quindi come corrispondente in Finlandia, scrisse parte di Kaputt.Dopo poi l’esperienza dell’arresto da parte degli Americani scrisse la sua opera più importante, La pelle, in cui Napoli diventa l’emblema a livello universale della degradazione e la rovina dell’uomo, in un dopoguerra ancora più assurdo della guerra stessa: quando l’uomo si riduce a salvare l’ultima cosa che gli rimane, la sua misera pelle appunto.



Ed è solo dopo tutta questa esperienza umana e letteraria che arriva Battibecco, cioè a questo suo modo di parlare con il pubblico, riuscendo ad ottenere un immediato ascolto dal lettore per il modo in cui riusciva ad interpretare quel preciso momento storico.

Malaparte ha sempre avvertito il rapporto stretto tra cultura e società.Inoltre nella sua concezione romantica della vita egli resta comunque disincantato di fronte al reale della storia.Lui sa che la storia non insegna niente a nessuno perché i popoli ripetono sempre e stupidamente gli stessi errori.Nonostante ciò in lui resiste un sentimento di ingenua fede nell'’uomo, da cui deriva il senso della sua rubrica, ovvero di poter essere utile fra i cittadini e lo Stato. -Si è sempre professato uno scrittore libero, legato a nessun partito-.eppure egli conosce bene il male di fondo della sua terra, come rivela nella prefazione a Battibecco, dei suoi abitanti che sanno scambiare per verità le menzogne della classe dominante.

Così il narratore ed il pubblicista polemico si scontrano e si completano nell'’ansia malapartiana di scoprire ed esprimere il vero.Questo è il segreto della sua incessante opera d’azione culturale.






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