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“Ed è subito sera”, Quasimodo 1942

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“Ed è subito sera”, Quasimodo 1942


Ognuno è solo sul cuore della terra

Trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera


Parafrasi:

Ognuno è fermo e immobile, solo, nell’illusione di essere il centro della terra, illuminato, ma anche ferito, da un raggio di sole: e all’improvviso sopraggiunge la sera (morte inaspettata).


Commento:

“Ed è subito sera” è una delle liriche più significative ed espressive di Quasimodo, tanto che ha dato il titolo ad un’intera raccolta. Questa poesia esprime, con estrema efficacia, nella sua brevità ed essenzialità, la condizione umana. E’ divisa in tre momenti, uno per verso, che insieme riassumono, in maniera intensa e lampante, l’amara concezione che il poeta ha della vita:

Nel primo verso il poeta afferma l’immutabilità della condizione dell’uomo che, nonostante viva ed operi con gli altri, non riesce mai veramente a comunicare con nessuno. Egli infatti è “solo sul cuore della terra”, convinto di essere il centro del mondo, ma in realtà ne rimane sostanzialmente estraneo.

Nel secondo verso il termine “trafitto” assume un doppio significato: la luce del sole prima illumina l’uomo, quindi è benefica; poi lo ferisce, quindi è dolorosa. Quindi la vita, simboleggiata dal sole, da possibilità di felicità diventa motivo di sofferenza.

Nel terzo e ultimo verso il poeta conclude affermando che, con la stessa rapidità con cui la giornata lascia spazio alla sera, così sopraggiunge improvvisa la morte. La sera quindi diviene il simbolo della morte.

Ogni uomo, quindi, è tragicamente solo nel mondo e il raggio di sole, gioso come la vita ma anche amaro per la sua precarietà, presto se nella sera della morte, che arriva improvvisamente.








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