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GIANFRANCO BETTIN, Nemmeno il destino, Feltrinelli



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GIANFRANCO BETTIN,  Nemmeno il destino, Feltrinelli


Alessandro, soprannominato Ale, ha 15 anni e vive in un appartamento nella periferia di Mestre con la madre che soffre di gravi problemi psichici. Toni e Ferdi sono i due migliori amici di Ale; Toni ha un ruolo marginale poiché sparisce già all’inizio del romanzo e Ferdi invece si lancia dal municipio con il suo motorino cercando di raggiungere la luna. Alessandro si trova presto nei guai: infatti, dopo aver dato fuoco alla casa da cui era stata sfrattata una coppia di anziani signori che lo trattavano come un lio, finisce in riformatorio. In questo incontra Lorenzo disposto ad ascoltarlo senza essere troppo invasivo


Romanzo


I temi trattati da Bettin sono quelli di una realtà di una periferia industriale con un ruolo ormai marginale. I protagonisti sono afflitti da gravi problemi familiari che compromettono la loro esistenza. Alessandro deve sostenere il peso della madre depressa che lavora come donna delle pulizie nel collegio dove è cresciuta e quando è a casa canta molto spesso “nemmeno il destino” di Mina e pensa che suo lio abbia ancora 5 anni. Ferdi invece deve sopportare il padre che non riesce a stare lontano dall’alcol dopo essere stato licenziato.


Gli episodi chiave sono:

La morte di Toni

La morte di Ferdi

L’incendio che Ale ha appiccato all’ex casa dei Cardi

Il periodo in riformatorio


Gli argomenti discussi dall’autore sono frequenti e attuali e si possono trovare nelle città e nelle periferie anche se la società cerca in tutti i modi di coprirli e tenerli nascosti.  

Ad esempio l’aver visto con i proprio occhi la morte dell’amico Ferdi segna profondamente la vita del giovane Alessandro. Infatti, quando Ale incendia l’ex casa dei Cardi lo vede lì accanto a lui e da quello trae il coraggio di ribellarsi alla società che non ha più rispetto per nessuno. Il fatto di vedere e parlare con il suo amico già morto, da qualcuno viene considerato un segno di pazzia ma, in realtà, è un sentimento del tutto normale provocato da un trauma improvviso. Queste sensazioni si provano anche nella realtà, ma, per paura di essere giudicati, si preferisce tacere e fingere di star bene anche quando non è affatto così.




FERDI, diminutivo di Ferdinando, è un ragazzo come tanti altri ed è un coetaneo di Alessandro, dal quale è descritto. Ogni pomeriggio si trovava con i suoi due amici a nuotare in una cava abbandonata. È un ragazzo sognatore che però non ha voglia di studiare e infatti a scuola non ci va spesso e se va lo fa solamente per “scaldare il banco”. Ferdi È costretto ad affrontare i gravi problemi dell’alcolismo del padre che passa le sue giornate tra un bar e la televisione sempre accesa. Il ragazzo, infatti, viene portato al suicidio dalla paura che crescendo sarebbe diventato proprio come non voleva essere: come suo padre.


Il romanzo offre emozioni uniche e realistiche da un lato e dell’altro è un po’ intrigato e poco chiaro.

Le descrizioni sono così realistiche che portano il lettore a vedere e vivere quei luoghi o situazioni che legge riga dopo riga. Ad esempio di questo possiamo considerare le descrizioni delle Dolomiti o quando Ale vede e parla con Ferdi, e questo dimostra la non accettazione da parte del giovane ragazzo della perdita di un amico così caro, prima di appicca l’incendio alla casa da cui sono stati sfattati i signori Cardi e anche la descrizione stessa dell’incendio. Sono molto belli anche gli spezzoni di vita che i tre ragazzi vivono insieme prima che si dividano per sempre.

Al contrario gli eccessivi flussi di coscienza di Ale erano poco chiari e noiosi anche perché non si riusciva a capire chiaramente a che cosa stesse pensando.







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