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1984, George Orwell

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Il famoso romanzo di George Orwell ( 25 giugno 1903 Motihari,Bengala; 21 gennaio 1950 ) “1984” fu pubblicato nella sua prima edizione nel 1949 a Londra col titolo di “Nineteen Eighty-Four” dalla casa editrice di Eric Blair e riproposto dal 1950 dalla casa editrice Arnoldo Mondadori. L’edizione di cui sono in possesso è stata stampata nel 2003 e il romanzo è stato tradotto in italiano da Stefano Manferlotti.

Il romanzo in articola in tre parti,a loro volta suddivise i moduli,per un totale di ventiquattro moduli che si suddividono in otto nella prima parte,dieci nella seconda e sei nella terza. Si possono individuare i cinque momenti della narrazione: esposizione (presentazione del protagonista e dell’ambientazione), esordio (la trasgressione del divieto da parte del protagonista), i mutamenti ( che consistono in trasgressioni di tipo diverso e sempre più audaci), tensioe (il protagonista viene catturato e torturato per le sue colpe), sciogllimento (consiste nell’ultimo modulo della terza perte). Si può eseguire anche una suddivisione in macrosequenze, che sono sei:

Presentazione del protagonista e della sua realtà;



  • Il protagonista inizia a scrivere un diario, considerato uno psicoreato (infrazione del primo divieto);
  • Inizia una relazione con un altro membro del Partito,Julia,(secondo divieto infranto);
  • Si unisce a una presunta Confraternita che ha come scopo finale una rivoluzione che rovesci il sistema del Partito;
  • Le infrazioni del protagonista vengono scoperte e viene condotto con la sua comna al Ministero dell’Amore, dove subire turture fisiche e psicologiche che hanno come scopo il pentimento per aver tradito il Partito (questa macrosequenza coincide con la tensione);
  • Il romanzo si conclude con la sconfitta psicologica del personaggio.

La vicenda si svolge in un mondo che non è il nostro, infatti, si è verificata una rivoluzione negli anni ’30 che ha fatto si che salisse al potere il Socing, un partito che si proclamava come una nuova concezione del socialismo, che si è rivelata una dittatura a tutti gli effetti.

Con questa rivoluzione è cambiata anche l’organizzazione territoriale a livello mondiale, infatti, le terre sono divise in tre grandi continenti: Oceania (che include le Americhe, le isole atlantiche, ivi comprese le Isole Britanniche,l’Australasia e le regioni meridioneli dell’Africa), Eurasia (che comprende l’intera Europa settentrionale e i territori dell’Asia,dal Portogallo allo stretto di Bering), Estasia (meno estesa delle altre due potenze, abbraccia la Cina e i paesi a sud di essa,il Giappone e gran parte della Manciuria, della Mongolia e del Tibet).

Il romanzo si svolge interamente a Londra; gli ambienti descritti sono vari e ben definiti, anche se si riscontra una precisione maggiore nella descrizione degli ambienti chiusi, come l’abitazione del protagonista, del suo ufficio, del negozio dove a comprato il diario e dove in seguito tornerà, la casa di O’ Brian (importante menmbro del Ministero dell’Amore) e le prigioni del Ministero dell’Amore. Si ha un’immagine molto efficace della  Londra del Socing (le strutture architettoniche di pregio storico lasciate in balia del tempo, le nuove costruzioni a scopo puramente pratico prive di elementi di decoro e in risalto solo quattro grandi palazzi, le sedi dei quattro ministeri) e dei quartieri dei prolet, la classe più umile ed emarginata di questa realtà (che ne esprimono le condizioni precarie facendo trasparire quel lato di umanità che è rimasto solo fra questa gente non corrotta dalla cinicità del Partito).

Per quel che concerne l’ambientazione temporale si hanno precise indicazioni: date, ore, riferimenti a eventi precisi (come la settimana dell’odio); che vengono a mancare solo nella terza parte in cui il protagonista è costretto nel Ministero dell’Amore e non può distinguere il giorno dala notte a causa dell’assenza di finestre e informazioni.

Il romanzo inizia a narrare dal 4 aprile 1984, come ci fa trasparire il narratore dal diario segreto del protagonista, e l’intera vicenda dovrebbe concludersi nell’arco di un anno circa.

Per quanto riguarda la fabula i fatti sono presentati in ordine cronologico; sono presenti anacronie, in cui riaffiarano alla mente del protagonista ricordi frammentati della sua infanzia e ci sono due flash-back:il primo è nella seconda parte e tratta la visita a O’ Brian, presunto membro della Confraternita, mentre il secondo è nell’ultimo modulo della terza parte e descrive il triste momento in cui il protagonista e la comna si ritrovano dopo il tremendo tempo passato al Ministero dell’Amore in cui sono riusciti a spegnere quell’umanità che ardeva in loro e la confessione reciproca del tradimento del loro amore per non dover affrontare le torture peggiori.



Il narratore è onniscente e racconta la vicenda in terza persona. Nelle sequenze riflessive è frequente l’eclissi dell’autore che permette al lettore di avere una sensazione di colloquio diretto col protagonista e gli permette di seguire i suoi ragionamenti.

I personaggi vengono presentati solo superficialmente dal narratore, i loro pensieri e il loro carattere vengono dedotti dal lettore da ciò che dicono e fanno. Il protagonista è un membro del Partito Esterno impiegato al Ministero della Verità, di nome Winston Smith, che ha l’incarico di modificare articoli del gionale a favore del Partito, ad esempio cambia le previsioni per la produzione di un determinato prodotto in modo che il Partito abbia superato invece che deluso le aspettative collettive.

Winston è un quarantenne di misero aspetto, ma fra i pochiche hanno conservato un minimo di umanità. Orwell è fra quegli scrittori che crea un immagine moderna dell’eroe, che non rispetta i classici canoni dell’eroe epico, ma un eroe che nella sua umiltà si oppone a ciò che va contro i suoi principi e i suoi valori. Il fatto che Winston sappia di non poter muovere una rivoluzione o influire sulla situazione politica non fa di lui un pessimista, anzi ritengo che questo lo renda ancor più coraggioso,infatti , anche se sa di andare incontro a morte certa non rinuncia a ciò in cui crede. Inoltre, io lo credo un personaggio molto ottimista, infatti egli per tutto il corso della vicenda non smette di credere che i prolet possano un giorno acquisir consapevolezza dell’oppressione che esercita il Partito.

Analizzando i personaggi si individuano i ruoli classici:

  • PROTAGONISTA:Winston Smith
  • ANTAGONISTA:il Partito, che per Winston è rappresentato da O’ Brian
  • AIUTANTE DEL PROTAGONISTA:O’ Brian e moralmente Julia
  • AIUTANTE DELL’ANTAGONISTA:il finto antiquario
  • OGGETTO DEL DESIDERIO: in generale la libertà, ma si aspira innanzitutto a far cadere il Partito; viene rappresentato attraverso oggetti simbolici(il diario, il pezzo di corallo sotto-vetro),da Julia e dalla Confraternita.

Comke si nota, O’ Brian è sia antagonista che aiutante del protagonista, questo perché, come tutti i personaggi del romanzo, subisce una evoluzione nel ruolo durante la vicenda. Più specificatamente fra Winston e O’ Brian vi è un rapporto di incontro-scontro, cioè inizialmente si instaura un rapporto positivo (almeno apparentemente) che in seguito degenera; fra Winston e Julia invece è il contrario, c’è un rapporto di scontro-incontro, infatti inizialmente Winston si riempiva d’odio alla sola vista della ragazza, ma dopo la dichiarazione d’amore di lei tutto cambia;far Winston e l’antiquario si individua un rapporto di incontro-scontro, infatti il buon complice si rivela in seguito in un agente della psicopolizia e sarà proprio lui ad arrestarli. Quindi si riscontrano evoluzioni di ruolo per quel che riguarda O’ Brian e il finto antiquario, mentre per Winston e Julia si tratta di evoluzione interiore, loro che volevano msolo viere il loro amore il più a lungo possibile prendono coscienza che è necessario agire seppur nei loro limiti contro il Partito, in nome del loro amore.

E’ un romanzo che ritengo tratti, o almeno tocchi, gli argomenti che sono attualmente considerati motori della psicologia e filosofia moderna, come l’aspirazione al potere, il concetto di realtà e del tempo, della libertà e della solitudine dell’uomo. Gli argomenti più evidenti sono l’influenza di massa, relativamente anche ai media e la limitazione della natura umana. E’ un romanzo che stimola alla riflessione personale. Per ogni argomento sorgono svariate domande senza risposta, ma la cosa più sconcertante che lo scrittore vuole trasmettere (e che personalmente trovo inquietante) è il desiderio di ogni uomo, in misura diversa e per fini diversi, del potere. Egli col paradosso del Partito vuole mostrarci una realtà che, nonostante il romanzo sia degli anni ’40-’50, è più che mai attuale ed è quella dell’influenza che i media esercitano sull’opinione pubblica.



Il narratore sceglie la narrazione mimetica , cioè con una minor distanza data dall’uso di tecniche come il discorso diretto, il monologo interiore, il soliloquio e il discorso diretto libero. Per l’esposizione di fatti o dialoghi di secondaria importanza ai fini del romanzo cresce la distanza e si riscontra un tipo di narrazione diegetica, che prevede l’uso del discorso indiretto libero, del discorso indiretto e del discorso narrativizzato ( o raccontato). Trovo questa scelta molto efficace in quanto cresce il coinvolgimento del lettore negli sviluppi chiave della vicenda, permettendogli di seguire meglio tali sviluppi e comprenderli maggiormente.

Ritengo molto efficace anche l’uso che viene fatto degli effetti speciali, che ravviva ulteriormente l’interesse del lettore. Ad esempio ho trovato molto  coinvolgente l’uso della suspense (in particolar modo nella sequenza precedente alla loro cattura quando sta per rivelare le cause, motore della rivoluzione e i fini del Partito), l’effetto della sorpresa (che rivela la vera identità di O’ Brian) e l’eclissi dell’autore (che consiste in sequenzze in cui le distanza tra il personaggio e il lettore è minima). Inoltre, ho molto apprezzato la scelta di dove usare queste tecniche e dove no, perché, a mio avviso, sono disposte in modo tale da non creare parti in cui l’interesse e il coinvolgimente diminuisce me solo una grande crescita di questi nella parte terza del libro.

Nella parte terza del libro si trova la sequenza chiave di tutto il romanzo; si tratta di una sequenza dialogica fra Winston e O’ Brian, in cui qust’ultimo spiega i fini del Partito: il potere. Prova a dare una spiegazione di questa ambizione, ma non riesce a darne una definizione.

Il potere rappresenta il controllo su ogni aspetto della vita degli altri e gli garantisce “una vita con agio e serenità”. Lo scrittore fa capire che non è d’accordo con questa concezione del potere. Il potere e l’avidità umana sono concetti che non troveranno mai una loro definizione finchè l’uomo continuerà a esistere ed a evolversi nel corpo e nella mente, ma anche se non sappiamo dire cosa sono con la volontà potremmo riuscire a controllarli, il problema e se vogliamo o no . E’ il problema che sta alla base di ogni conflitto: vogliamo di più sotto tutti gli aspetti della nostra vita e viviamo per raggiungere un vetice che non c’è. Vogliamo la felicità, ma non sappiamo come raggiungerla. Orwell non ha dato risposta a nessuna delle questioni morali che ha sollevato, ma non mi ritengo insoddisfatta di risposte che non ho ricevuto, al contrario, il fatto che lo scrittore lasci libero spazio ai ragionamenti di ognuno la trovo una grande coerenza con le sue idee (cioè che non è giusto influenzare e ingannare le menti ma bisogna stimolarle a ragionare e riflettere, perché la vera libertà sta nel poter scegliere).














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