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Giornalino scolastico - Obesità, tra cause e prevenzione

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Giornalino scolastico

Obesità, tra cause e prevenzione


In una società in continuo e rapido sviluppo come la nostra, nella quale il consumismo e il culto dell’esteriorità sembrano le tematiche prevalenti, nel corso degli ultimi decenni ci siamo spesso trovati ad affrontare serie problematiche nutrizionali come anoressia e bulimia.

Ultimamente il “problema anoressia” sembra essere stato affrontato tanto correttamente, grazie ad una pressante camna di informazione, da ridurre significativamente le morti a causa di questa vera e propria patologia, almeno nei cosiddetti Paesi ricchi. E se ancora negli Stati del Terzo mondo sono più di 55.000 i morti ogni anno a causa di questa malattia, gli Stati Uniti e l’Europa sono recentemente interessati da una patologia nutrizionale altrettanto grave: l’obesità.

Nonostante il grado di malnutrizione esistente sul pianeta, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Sfatando un luogo comune abbastanza diffuso, essa non è un “problema solo da ricchi”: anche le fasce di popolazione più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico, infatti, tendono a consumare più carne, grassi e carboidrati, a seconda della disponibilità, piuttosto che frutta e verdura; e la malattia consiste appunto in un’alterazione del bilancio energetico giornaliero e in un conseguente ingente accumulo di peso e di tessuti adiposi, in particolare nella fascia addominale.



Questa anomalia metabolica sarebbe attribuibile a diversi fattori: primo fra tutti un erroneo funzionamento di cellule genetiche, ma anche un eccessivo consumo di carboidrati e grassi, e, ovviamente, un sedentarismo cronico. Con l'avvento dell'automobile, degli ascensori, dell'automazione nell'industria, ci muoviamo sempre meno. E siamo sempre più pigri. Esistono poi fattori individuali che possono contribuire all’eccessivo ingerimento di cibo, quali comportamenti compulsivi dovuti alla depressione.

Nel mondo industrializzato circa metà della popolazione è in eccesso di peso, e l’obesità rappresenta la seconda causa di morte prevenibile, dopo il fumo. Essa colpisce fino ad un terzo della popolazione adulta, con un’incidenza in aumento durante l’età infantile; rappresenta quindi la più comune patologia cronica del mondo occidentale. Sempre nei Paesi più industrializzati, il numero di bambini con problemi di peso è addirittura duplicato negli ultimi 20 anni. Se si considera che gran parte dei bambini obesi (dal 30 al 60 %) mantiene l'eccesso di peso in età adulta (con un rischio di mortalità maggiore), ci si trova a fronteggiare dati seriamente allarmanti. E proprio l’Italia detiene il deludente primato europeo del numero di bambini (di età compresa tra i 6 e i 9 anni) obesi o sovrappeso. Proprio per questo il 15 marzo di quest’anno è stato presentato un codice internazionale di autoregolamentazione sulla pubblicità di alimenti e bevande destinate ai minori; i bambini sono infatti i più vulnerabili al pressante messaggio televisivo e le fasce cosiddette 'protette' si sono dimostrate un ricettacolo di messaggi scorretti e poco salutari sotto il profilo nutrizionale.



Ma come si sono attivati i diversi Paesi per combattere questa crescente difficoltà di prevenzione?

La Germania punta già da alcuni anni su un’attenta educazione all’ attivita‘ fisica, sul miglioramento della qualita‘ dei pasti consumati fuori casa e su incentivi per la ricerca.

In Francia, da poco più di un anno, sulle confezioni di alimenti particolarmente ricchi di grassi saturi o con un elevato apporto nutritivo deve per legge essere applicata, come sulle confezioni delle sigarette, un’etichetta, che reca scritte come “i cibi grassi fanno male” e “non piluccate fuori pasto”: le aziende contravventrici incorrono in pesanti sanzioni economiche.

Negli Stati Uniti si stima che la spesa sanitaria annua per la lotta all’obesità sia di 100 miliardi di dollari l’anno. La maggior parte dei costi è dovuta all'incremento della spesa farmaceutica e ai ricoveri ospedalieri, ad indicare quanto il sovrappeso e l’obesità siano i reali responsabili di una serie di gravi patologie associate come tumore, diabete, malattie respiratorie, gotta e artrite, insieme a molte altre.

Dal 15 al 17 Novembre del 2006 si è tenuta a Istanbul la Conferenza ministeriale europea dell'Oms sulla lotta contro l'obesità. Uno dei principali obiettivi della Conferenza, alla quale hanno partecipato le delegazioni di 48 nazioni, è stata l'adozione di una Carta europea per la lotta contro l'obesità, al fine di orientare le politiche degli stati membri verso un rafforzamento delle misure per combattere questo grave problema sociale.

L’obiettivo è una sensibile riduzione della popolazione in sovrappeso, in special modo bambini e adolescenti, entro il 2015, una dura sfida ancora aperta.







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