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Giornalismo di informazione

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Giornalismo di informazione


Comunicato d’agenzia: le notizie pubblicate sui giornali arrivano alle redazioni attraverso i comunicati di agenzia, mandati dalle agenzie di stampa. Sono scritti seguendo regole rigide, con stile sobrio e coinciso. Una notizia è presentata in modo completo quando vengono indicate le 5 W ed eventualmente l’H e il backgorund (info. di sfondo). Molto importante nella stesura è il lead o attacco (primo paragrafo). Esso può essere ritardato (solo dopo alcune righe il lettore conosce il fatto) o diretto (Sog-pred-ogg)

Agenzie di stampa: sono imprese che raccolgono le informazioni e le diffondono in abbonamento a vari soggetti. Tra le più note: Reuters (ing.), Associated Press (usa), L’agence France Press (Fra.), Ansa. Le agenzie raccolgono informazioni o direttamente o sono inviate dagli uffici stampa.

Uffici stampa: strutture degli enti pubblici e privati che hanno il compito di tenere i rapporti con gli organi di informazione (giornali e tv). L’ufficio stampa trasmette informazioni all’esterno con comunicati stampa o conferenze stampa.

Un fatto diventa notizia quando possiede caratteristiche di novità, vicinanza al lettore, dimensioni, drammaticità, conflittualità.

Articolo di cronaca: articolo di riflessioni di un fatto veramente successo. Il letto chiede completezza (ricco di informazioni) e chiarezza (esposizione ordinata, frasi brevi, vocaboli semplici). Si distinguono: cronaca bianca (eventi di interesse generale), cronaca nera (eventi cruenti), cronaca rosa (eventi mondani), cronaca giudiziaria (si occupa di procedimenti giudiziari). L’articolo di cronaca è composto da introduzione, un corpo centrale e una conclusione e un attacco che deve attirare l’attenzione.

Grammatica:

uso di aggettivi in funzione di nomi.

uso del verbo al condizionale, per notizie non accertate

uso delle virgole per riportare parole di un personaggio

Sintassi:

costruire titoli sinteticamente, senza articoli e preposizioni (stile telegrafico)

abbondanza di nomi senza verbo (stile nominale)

uso di frasi brevi affiancate l’una all’altra (subordinazione)

l’uso nei titoli del segno di “:” per dividere le frasi

Lessico:

impiego di termini stranieri, soprattutto inglesi (barbarismi/anglicismi)

invenzione e diffusione di termini nuovi (neologismi)

uso di espressioni di qualche gruppo di persone particolare (espressioni gergali)

uso di abbreviazioni e sigle

l’uso di aggettivi che catturano l’attenzione del lettore (espressioni a effetto)

l’uso di espressioni formate da due parole (binomi)

l’uso di espressioni che rendono il linguaggio più piacevole, brillante (uso di ure retoriche, metafore)

Titolazione fredda: strettamente informativa, asciutta, priva di cariche emotive.

Titolazione calda: tende a drammatizzare, enfatizzare la notizia, orienta il giudizio del lettore.






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