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I Malavoglia di Giovanni Verga

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I Malavoglia

di Giovanni Verga


Personaggi:

Capofamiglia – Padron’Mtoni

lio – Bastiano detto Bastianatto

Moglie del lio – La Longa

1° nipote – ‘Mtoni di Ventenni

2° nipote – Luca

3° nipote – Gilomena detta Mena

4° nipote – Alessio detto Alessi

5° nipote – Rosalia detta Lia

Abitanti del paese:

Don Gianmaria il vicario

Don Fraco lo speziale

Comare Tudda e sua lia Sara



Peppi Maso il beccaio

La Mangiacarrube

La Santuzza

Mariano “Cinghialenta

Padron Fortunato Cipolla, Brasi suo lio

Zio Crocefisso

e agostinoPiedipapere

Mastro dirimo il sagrestano

La Locca

La maruzza detta “la Longa

La Vespa

Don Michele Brigadiere guardie doganali

Don Silvestro segretario comunale

Riassunto:

La storia inizia con la partenza per il servizio militare di N’Toni, nipote di Padron’Ntoni.

La pesca quell’anno fu scarsa, e per arrotondare le entrate Padron’Ntoni aveva combinato con lo zio Crocifisso di comprargli a credito un carico di lupini per venderli a Riposto dove c’era un bastimento in partenza per Trieste, d’accordo che appena aveva i soldi Padron’Ntoni ava lo zio Crocifisso.

Tutto il paese era convinto che Padron’Ntoni avesse fatto un grande affare e non si parlava d’altro.

Il sabato la provvidenza(La barca dei Malavoglia) prendeva il largo con il suo carico di lupini, con a bordo Bastianatto e Menico.

Dopo la mezzanotte il vento s’era alzato con forza. Tutto il paese partecipava moralmente e diceva la sua. Dopo qualche giorno trascorso in ansia per la sorte di N’toni e Menico arrivò la notizia dell’aff0ndamento della Provvidenza.
Padron’Ntoni si ritrovò con il debito da are e la barca da rimettere a posto.

Dovette cosi vendere la casa del Nespolo (la loro dimora) da sempre di proprietà dei Malavoglia. Cominciava cosi la decadenza della famiglia, non c’erano più soldi ne proprietà da dare per la dote della Mena e della Lia, cosi nessuno le voleva, i Malavogliasi arrangiavano in tutti i modi per tirare avanti. Padron’Ntoni andava a pescare a giornate per conto d’altri.



Luca fu chiamato per fare il militare, cosi che vennero a mancare due buone braccia, successivamente la sua vita verrà a mancare.

Un giorno ripescarono la Provvidenza e la riportarono a riva, l’avevano trovata al di la del Capo dei Mulini fra gli scogli. Facendola sistemare Padron’Ntoni poteva di nuovo uscire a pesca per suo conto; intanto N’toni s’era fatto congedare, per la morte del padre.

Dopo qualche tempo disse che era stufo e che voleva andarsene a far soldi in città dove tutti erano più ricchi. Così partì dicendo che sarebbe tornato ricco. Nel frattempo Anche Luca chiamato a fare il militare. Un paio di mesi dopo N’toni tornò ma di nascosto per la vergogna di non aver fatto i soldi che aveva promesso. Se ne stava a casa tutto il giorno, la sera usciva e tornava tardi la notte ubriaco, cosi la mattina Padron’Ntoni non la chiamava neppure per andare a pesca, perche tanto non sarebbe stato buono a nulla. Cosi se ne andava solo con Luca che nel frattempo era ritornato. Lo zio Crocifisso si era maritato con la Vespa; la Santuzza che era pardona dell’osteria si era invaghita di N’toni cosi lui ne approfittò per mangiare e bere gratis. Le discussioni fra Padron’Ntoni e il nipote erano all’ordine del giorno per la condotta di quest’ultimo. Una mattina Padron’Ntoni con N’toni e Alessi uscirono con la provvidenza per la pesca, ma il tempo cambiò ed arrivò una tempesta, riuscirono a tornare con l’aiuto delle corde lanciate dalla riva. Durante la tempesta l’antenna assieme alla vela caddero su Padron’Ntoni che cadde come morto in fondo alla barca. Per una settimana fu piu morto che vivo, poi lentamente si riprese.N’toni s’era invischiato con il contrabbando finendo per farsi arrestare con l’accusa di aver anche pugnalato Don Michele. Dopo tutta questo Padron’Ntoni non ci stava più con la testa, Alessi lavoravain città e tronava solo per i fine settimana. Lia e ‘Ntoni se ne erano andati via senza dire a nessuno dove. Alessi dopo qualche mese sposò la Nunzioata, comperò la casa del Nespolo con i soldi fatti lavorando in città. Padron’Ntoni in quel tempo fu messo in casa di riposo, morì prima di poter tornare alla casa del Nespolo.

La Maruzza muore di colera.

Lia diventa una prostituta

Appunto: La casa per i Malavoglia era la cognizione dell’unità familiare e della loro identità, non solo una dimora.






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