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IO NON HO PAURA



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IO NON HO PAURA


L’autore del romanzo è Niccolò Amminiti scrisse “Io non ho paura” nel 2001, dopo aver scritto: “Tutti i denti del mostro sono perfetti”,”Ti prendo e ti porto” ed altri celebri romanzi.

La storia si svolge in una ipotetica città del sud,Acqua Traverse, ed ambientata nella torrida estate del 1978.

Il protagonista è Michele Amitrano un bambino di 8 anni.

Michele è membro di una “banda” di cui fanno parte anche la sorella ed i suoi amici il   Teschio, Salvatore, Remo e Barbara.

Un giorno Michele si offre di scontare una penitenza al posto della sua amica Barbara, entra così in un casolare abbandonato e lì trova, prigioniero in una buca, un bambino, spaventato esce dalla casa ma non dice niente ai suoi amici.

Il pensiero del bambino lo tormenta, non capisce cosa ci possa far là, decide così di ritornare al casolare per indagare sullo strano episodio.

Dopo un po’ di visite al bambino scopre che si chiama Filippo, ha la sua stessa età ed è del nord, non riesce però a comprendere come e perché egli sia lì, in quanto il bambino parla per frasi sconnesse a causa dello stato debilitativi dovuto alla prigionia.



Inizialmente Michele crede che il bambino sia stato nascosto perché pazzo e forse pericoloso. Questa tesi comincia a vacillare quando il protagonista nota uno strano movimento di persone in casa sua.

Arriva infatti un’ospite a lui sconosciuto, Sergio, che gli viene presentato come un amico del papà e da quel momento, in casa, si susseguono le visite sempre più frequenti dei genitori dei suoi amici.

Gli incontri non hanno carattere amichevole e sfociano in vere e proprie liti.

In Michele comincia a crescere l’idea che suo padre con l’aiuto di altre persone avesse rapito il bambino, ma cerca di non crederci, visto che, per lui, suo padre è un uomo buono che non farebbe mai una cosa simile.

La sua ipotesi trova però conferma una sera: proprio durante l’ennesima discussione tra il padre e gli amici il telegiornale trasmette la notizia del sequestro di un bambino di 8 anni che si chiama Filippo.

Il servizio televisivo si conclude con la visione della foto del bambino rapito, Michele lo riconosce ed in seguito sente l’appello della mamma di Filippo che chiede ai sequestratori di non tagliarli un orecchio, come minacciato, poichè herà tutto il riscatto.

Qualcuno dei presenti in casa dice che se la mamma di Filippo parlava ancora in tv gli tagliavano tutte e due le orecchie, spaventato Michele ritorna a letto.

Michele sente il rapporto con Filippo come una cosa esclusivamente sua e decide di continuare a mantenere il segreto.

Continuando nelle visite al nascondiglio del bambino tra i due si instaura un rapporto di amicizia che cresce sempre più, Filippo gli confida le sue paure (tra cui quella di uscire all’aperto) e Michele si accorge che nonostante faccia di tutto per credersi sicuro di se anch’egli ha delle paure.

Il segreto che il protagonista vorrebbe non rivelare a nessuno cade quando egli va a casa del suo amico Salvatore e lo baratta per una squadra di Subbuteo.

Michele è convinto che l’amico non lo tradirà mai, ma si dovrà ricredere perché

Salvatore a sua volta vende il segreto  per una lezione di guida avuta dal fratello del Teschio, Felice.

Felice scopre le visite di Michele al rapito, lo minaccia, lo picchia e lo porta dai suoi genitori, che gli dicono che se fosse tornato dal suo amico egli sarebbe stato ucciso.

Michele giura sulla testa del padre che non sarebbe più ritornato.

Un giorno la banda di ragazzini decide di ritornare alla casa abbandonata, Michele con una scusa allontana i suoi amici e cerca il bambino ma non lo trova.

Allora Salvatore gli rivela il nuovo nascondiglio  di Filippo, in tal modo i due si rappacificano.

Una sera Michele capisce che Filippo sta per essere ucciso, allora prende la sua bici e vola dal suo amico, sfidando le tenebre ed i mostri della collina che tante volte si era immaginato. Per vincere la paura si immedesima in Tiger Jack, il suo eroe preferito.

Riesce a trovarlo e a metterlo in salvo ma lui si fa male ed è costretto a restare lì.

In quel momento arriva suo padre che non accorgendosi dello scambio spara, convinto di sparare a Filippo.

Buio totale, arrivano i Carabinieri e Michele si risveglia sanguinante in braccio al padre che piangendo chiede di aiutare suo lio.

Personaggi principali, secondari,se: caratteristiche e ruoli

I personaggi principali sono:

Michele Amitrano

Michele è il protagonista del racconto, un ragazzino di 8 anni, di famiglia povera.   Ha una sorellina più piccola. Gli piace il gioco del calcio, è molto bravo in porta e sarà proprio per l’amore di questo gioco che gli farà commettere la sciocchezza di scambiare il suo segreto con una squadra del Subbuteo. Gli piace cercare sempre nuove avventure e fare escursioni sulla Scassona, la vecchia bicicletta del padre, con il resto della banda di amici.

Maria Amitrano

Maria è la sorella di Michele, ha cinque anni, porta gli occhiali e ha come suo unico scopo quello di imitare e seguire il fratello qualsiasi cosa egli faccia.

Pino Amitrano

Pino è il padre di Michele, fa il camionista e il suo sogno è di arricchirsi per portare la propria famiglia a vivere al Nord. Proprio per realizzare questo sogno, diventa uno dei rapitori di Filippo. Pino è un uomo piccolo, magro e nervoso. Ha i capelli neri, tirati indietro con la brillantina. La barba ruvida e bianca sul mento. Odora di Nazionali e acqua di colonia. Anche se partecipa al rapimento di Filippo è una persona buona e generosa, che vuole molto bene a Michele.

Teresa

Teresa, la mamma di Michele, ha trentatré anni. E’ ancora bella: ha i capelli neri che le arrivano a metà schiena, gli occhi scuri e grandi come mandorle, una bocca larga, denti forti e bianchi e un mento a punta. E’ alta, formosa e fisicamente piacente.                           Anche lei vuole molto bene a Michele e a Maria.

Filippo Carducci

Filippo è il bambino che è stato rapito, ha otto anni come Michele, è biondo e carino. Vede in Michele il suo angelo custode, colui che lo può liberare dal “signore dei vermi” e portarlo al sicuro.

Salvatore Scardaccione

Salvatore ha otto anni ed è il miglior amico di Michele. E’ un ragazzino solitario ma molto più sveglio di Antonio, il capo della loro banda, e può spodestarlo facilmente. Sarà lui a tradire Michele in cambio di una lezione di guida dal fratello di Antonio, anche lui uno dei rapitori di Filippo.

I personaggi secondari sono:

Antonio Natale

Antonio Natale, detto il teschio, è il più grande della banda, ha dodici anni, gli piace comandare ed è per l’appunto il capo. Non è il massimo, ma è grosso, forte e coraggioso; in più se disobbedisci diventa cattivo e sono guai.

Felice Natale

Felice è il fratello di Antonio, ha venti anni ed è molto cattivo con i bambini. Porta i capelli corti, gli piacciono le armi e veste sempre con giacche e pantaloni militari mimetici. Gira sulla sua 127 ed ha il compito di sorvegliare Filippo.

Barbara Mura

Barbara fa parte della banda, ha undici anni ed è cicciotella. Quando viene organizzata una sfida la penitenza tocca esclusivamente a lei perché arriva sempre ultima. Si innamora di Michele, colpita anche dalla sua bontà di fare la penitenza al posto suo.

Pietro Mura

Pietro è il padre di Barbara. E’ un uomo basso e tozzo, con un paio di baffoni neri che gli coprono la bocca. Ha fatto per tanti anni il barbiere a Lucignano, ma visto che gli affari non andavano bene ha chiuso bottega e adesso fa il contadino, anche se ad Acqua Traverse tutti continuano a chiamarlo il barbiere. Partecipa anche lui al rapimento.

Sergio Materia

Sergio è il capo dei rapitori, colui che ha organizzato il tutto. Ha sessantasette anni, viene da Roma, ha fatto molta prigione per una rapina ad una pellicceria e a una banca. Poi, tornato in libertà, è emigrato in Sud america. E’ un uomo magro, ha la testa pelata, ma sopra gli orecchi gli crescono dei capelli giallastri che tiene raccolti in una coda. Ha il naso lungo, gli occhi infossati, le sopracciglia lunghe e bionde e un paio di occhiali d’oro.





Le se sono:

Remo Marzano(un altro membro della banda), il signor Melichetti(un contadino diventato famoso fra i bambini perché pensavano che insegnasse ai suoi animali a sbranare), la madre di Barbara e quella di Salvatore, Italo Natale(il padre del Teschio); poi ci sono altri piccoli personaggi che vengono solo nominati.

Il genere letterario di “Io non ho paura” è un romanzo, cioè un’ampia descrizione delle vicende di uno o più personaggi, sullo sfondo di ambienti naturali e sociali, che possono essere contemporanei o storici o fantastici. E’ un romanzo di formazione che analizza e rappresenta il processo di crescita del protagonista, attraverso vicende, incontri, e esperienze Il narratore è interno, cioè colui che racconta è uno dei personaggi della vicenda, quindi parla in prima persona (io narrante) e riferisce i fatti ai quali partecipa o ha partecipato. La focalizzazione è interna e il lettore sa esattamente quanto sa il personaggio, nel caso di questo libro il punto di vista è quello di Michele Amitrano.

Il discorso è prevalentemente diretto tranne, quando Michele riflette tra se e se.                            Il romanzo vuole mettere in rilievo il punto di vista di un bambino che si trova ad affrontare un problema così grosso.Vengono descritti limiti e paure di un bambino che sta crescendo, i suoi sentimenti e le sue amarezze, il suo carattere testardo.

Nel libro ci sono moltissime descrizioni dettagliate degli ambienti, l’autore è così bravo nel farlo che il lettore ha la sensazione di trovarsi sul posto e di vedere i luoghi e sentirne i profumi e gli odori, infatti la storia si sviluppa in un paese di camna. A parer mio la storia mette in risalto la vita di gente povera che vive in case modeste e sogna di diventare ricca per cambiare la propria vita e quella della loro famiglia. In un contesto sociale così modesto non vi è speranza per un cambiamento, ecco quindi che si pensa ad un atto criminoso per modificare il proprio destino. I genitori di Michele all’inizio del libro sembrano distaccati dai li (li puniscono spesso anche per ragioni futili), ma nel proseguimento della lettura ci si accorga che essi vogliono loro un gran bene (per es. quando la madre si picchia con Felice che ha osato picchiare Michele).lllllllllllllllllllllll

Davvero di effetto la scena finale, con il padre che avendo perso la conta dei fiammiferi e quindi incaricato di uccidere l’ostaggio (Michele per la prima volta pensa che il padre sia un perdente), urla al cielo la sua disperazione, con il lio ferito tra le sue braccia.

Il linguaggio è scorrevole, tuttavia descrizioni di episodi risultano un po’ forti

Divisione in sequenze contrassegnate da titoli

Il romanzo è diviso in dieci moduli:

I

I maiali di Melichetti

La gara sulla collina

La scoperta del bambino nel buco

L’arrivo del padre di Michele

II

Il ritorno dal bambino

Il litigio con i genitori

La madre di Michele

III

L’inizio dell’amicizia con il bambino

La pentola

IV

Alla ricerca della verità

L’incontro con Felice

Il dialogo con il bambino

La fuga

Il litigio con la madre

Sergio Materia

Michele scopre tutta la verità sul rapimento



V

L’incontro con Sergio

Michele con gli altri ragazzi della banda

La discussione con il padre

Il ritorno da Filippo

La prima notte di Michele con Sergio

VI

Il dialogo con la madre

Felice fa capire il segreto a Michele

La famiglia Scardaccione

Michele scambia il segreto con una squadra del Subbuteo

Salvatore tradisce Michele per una lezione di scuola guida fra Teresa e Felice

Il litigio

Lo scontro fra Pino e Felice

Il giuramento

professore decise di portare il testamento a Orsolai Orsola luisa ntaneamente in Valsolda trova nella fede l'che spiritistiche cprofessore decise di portare il testamento a Orsolai Orsola luisa ntaneamente in Valsolda trova nella fede l'che spiritistiche cVII il gfdskbjjlkjkljjljljljjrkpok

I regalik                         

Un’altra notte con Sergio

VIII

Michele e Salvatore tornano amici

IX

La rottura del giuramento

La riunione

X

La disperazione degli adulti

La fuga da Filippo

Il confronto con i maiali

La ricerca nella gravina

Il ritrovo di Filippo

Lo sbaglio di Pino








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