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Il romanzo “sterminatore di dei” di Lynda S.Robinson

Il romanzo “sterminatore di dei” di Lynda S.Robinson
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Il romanzo “sterminatore di dei” di Lynda S.Robinson narra le vicissitudini in cui va incontro il principe Meren, occhi e orecchie del faraone, durante le indagini sulla morte della regina Nefertiti, e sulle vicende che accadono alla corte del giovane faraone Tutankhamon.

Meren vuole al più presto scoprire e smascherare il colpevole dell’assassinio della regina Nefertiti,

poiché: il pensiero che il Ka della regina vaghi per l’aldilà senza vendetta nuoce profondamente allo spirito del giovane faraone Tutankhamon, che considerava ella come una madre.


Riassunto:


Il principe Meren nei dodici anni che hanno succeduto la morte della regina Nefertiti ha cercato in ogni modo di raccogliere testimoni, per raccogliere più notizie possibili sui fatti avvenuti in vicinanza con la morte della regina Nefertiti.

Purtroppo però ogni possibile testimone veniva ucciso dalla cosiddetta “ombra nera”.

L’ultima fu appunto Satet, la sorella della cuoca personale della regina,Hunero, la quale fu probabilmente la diretta assassina della regina. Il problema stava nel scoprire il mandante di tutto ciò. Satet, che era stata accolta nella Casa dorata, distratta dalla vecchia oca Bella, si era allontanata incautamente, non accorgendosi del suo assassino alle spalle, che l’aveva gettata in un pozzo.

Essa non aveva dato notizie utilissime a Meren ma gli aveva indicato un altro testimone importante,



Sebek, la guardia del corpo della regina; dal quale presto Meren si sarebbe recato.

In seguito la morte di Satet, Meren fu assalito da un ladro e per sua grande meraviglia fu salvato da un ‘amica d’infanzia,Anath, che nel frattempo era diventata occhi e orecchie di Babilonia.

Sull’Ali di Horo, Meren accomnato da Anath e un gruppo di aurighi, intraprese un viaggio verso l’Orizzonte di Aten, dal momento che tutti gli archivi erano stati abbandonanti alla ricerca di notizie importanti.

Purtroppo il viaggio non diede i risultati sperati, poiché vennero ritrovati solo alcuni attestati scritti di sfiducia da parte della regina verso il principe Usermontu, che rimaneva così uno dei principali sospettati; insieme a il militare Yamen, che aveva molta influenza sull’esercito ma che in questo periodo era deceduto, al commerciante d’armi Dilalu che non aveva alcuna pietà né tantomeno rimorsi di coscienza nell’uccidere qualcuno, Zulaya un famoso mercante attaccato solo ai soldi e ai benefici che essi portavano e il principe Pendua anch’esso attaccato fortemente ai soldi e al potere.

Nel mentre dell’assenza di Meren alla casa dorata, i due li Bener e Kysen si danno da fare per le indagini; Kysen cerca di catturare Dilalu allo scopo di interrogarlo ma viene sorpreso in un contro agguato e riesce per miracolo a sopravvivere. Poi cerca di estorcere qualche notizia determinante a Zulaya dopo averlo invitato a passare una giornata alla casa dorata ma con scarsi risultati poiché egli capisce il gioco del giovane auriga e tenta in ogni modo di schivare l’argomento Orizzonte di Aten. Bener tenta di avvicinarsi il lio del principe Usermontu,Rudu, con tecniche ammiccanti, nonostante il disapprovo del fratello e del padre.

Intanto Meren dopo gli scarsi risultati della ricerca all’orizzonte di Aten scese il Nilo fino ad arrivare al sud della Nubia precisamente a Syene, dove andò a trovare un suo caro amico di infanzia, ovvero Taharqa, uomo molto potente in Nubia che aveva già dato disposizioni alle sue truppe di trovare Sebek.. Taharqa ospitò l’amico per la notte; poi il giorno dopo arrivò Sebek accomnato dall’auriga inviato da Taharqa; così Meren potè finalmente interrogarlo.

Sebek parlò per molto affermando sempre la sua stima e dedizione per la regina, ma non disse nulla che potesse incriminare uno dei sospettati.

Al ritorno di Meren alla casa dorata vi fu una sorpresa: Bener ha organizzato una festa che ha per invitati tutti i protagonisti di questa vicenda: dagli amici di Meren ai principali sospettati fino agli aurighi. Essi sedevano in posti distanti tra loro; ma questa apparente festicciola tra nobili e cortigiani stava per diventare l’inizio di una tortura mentale per Meren,poiché di lì a poco venne a sapere che sua lia Bener era ssa improvvisamente,mentre il principe Rudu e l’auriga innamorato di lei,Irzanen, stavano litigando per impressionarla.

Per un po’ non ci furono notizie, e temerono il peggio, ma poi dopo arrivò un biglietto dove erano scritte le condizioni per l’incolumità della principessa Bener.

Dopo la visita di molti amici e soprattutto del faraone che avevano ricordato la loro solidarietà al dolore di Meren in quel momento. Ma quando meno se lo aspettava, ecco ire nella stanza a fianco di Irzanen la principessa Bener, la felicità del principe Meren è incontenibile!

Ma purtroppo questa gioia è costretta a finire . poiché ora tocca all’altro lio di Meren,ovvero il principe Kysen,che a loro insaputa sarà il prossimo bersaglio dell’”ombra nera”.

Intanto Kysen si era incontrato con un famoso elemento della malavita in a Menfi, era un pirata chiamato Othrys, che era a conoscenza delle indagini di Meren e che passava certe informazioni a Kysen. Stavolta Kysen voleva scovare Dilalu che nel frattempo si era nascosto, allora Othrys lo indirizzò verso un suo ex dipendente di nome Marduk.



Kysen lo raggiunse allo Scarabeo del cuore una birreria malfamata, dove essi bevvero insieme prima di raggiungere il nascondiglio di Dilalu; se non fosse che nel tragitto Kysen si sentì male, mentre Marduk aumentò la velocità del passo per seminarlo.

In quel momento egli fu raggiunto da un auriga, Reia, che prendendolo di peso lo riportò alla casa dorata. Il medico trasse subito la conclusione che si trattava di avvelenamento.

Meren convocò subito il pirata Othrys, e quando fu circondato dagli aurighi lo minacciò di morte, poi il pirata in qualche maniera riuscì a dissuaderlo facendogli capire l’errore; Meren lo lasciò andare e cadde in un momento di depressione ripensando a quando aveva strappato Kysen dalle mani di suo padre Pawero, poiché né Bener né Kysen erano li naturali, erano li adottivi.

Il mattino seguente dopo che anche Meren si svegliò, il giovane principe Kysen si sollevò per qualche secondo per poi riaccasciarsi a letto per sonno naturale.

Meren andò nell’atrio del giardino di Anath mentre rifletteva, e rifletté.

Ad un certo punto gli parve tutto più chiaro, poiché la data di morte del sacerdote Thunero era prima del passaggio di proprietà che fu fatto allo stesso Thunero, e la data del decesso corrisponde con l’arrivo in Egitto del mercante Zulaya. Quindi Zulaya e thunero erano la stessa persona.

A queste dichiarazioni Anath reagì con distaccamento e freddezza, ma il colpo di scena:

lei chiamò padre l’ombra che stava entrando nel giardino, e quell’ombra era proprio Zulaya il ricco mercante. Meren rimase perplesso e sbigottito continuando a fissare Anath, mentre gli aurighi lo stavano circondando.

Kysen una volta sveglio sazio si stava riprendendo, la sorella Bener volendogli suonare qualche melodia con lo strumento di Anath si accorse che mancava un pezzo e proprio quel pezzo che coincideva perfettamente era stato trovato vicino alò pozzo dove era rinvenuta Satet.

Un brivido attraversò i due giovani che capirono tutto!

Intanto Zulaya stava ponendo varie condizioni a Meren, e se non le avesse osservate ed eseguite ne sarebbe andata della vita dei suoi li e poi dei suoi fratelli e sorelle.

Meren non essendo in una condizione ottimale annuiva a ogni cosa gli venisse detto, ma faceva domande alle quali però non riceveva risposta.

Su due carri distinti viaggiavano Zulaya e Anath e Nebra e Meren: essi si stavano dirigendo verso il nascondiglio di Dilalu per ucciderlo e far ricadere su di lui la colpa dell’assassinio della regina.

Meren si accorse di dover deviare prima di arrivare al nascondiglio di Dilalu, così facendo riuscì a mettere a terra Nebra con una coltellata all’occhio, poi Anath e Zulaya l’avevano in trappola se non fosse che Nehfu, il gatto di Zulaya, e una scimmia che lo inseguiva si gettarono su Zulaya così che il pugnale scagliato da Anath si conficcò nel petto del padre che morì.

Meren cercò in ogni modo di farsi dire le trappole preparate per i suoi li, fino a che riuscì a patteggiare con Anath:

l’esilio in cambio dei nomi dei collaboratori di Nebra che avevano preparato le trappole.

Ripensando alle parole di Zulaya, Meren riuscì a capire chi fu il mandante dell’omicidio della regina. L’unico al quale non avrebbe pesato uccidere una regina, dopo aver ucciso gli dei antichi era Akhenaten infatti fu proprio lui il mandante dell’assassinio poiché la regina si era riconciliata con i sacerdoti degli dei antichi.






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