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Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino

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TITOLO: “Il sentiero dei nidi di ragno”.


AUTORE: Italo Calvino


CASA EDITRICE: Arnoldo Mondadori.

CITTA’: Verona.


GENERE: romanzo storico




AMBIENTE: Il romanzo si svolge tra il 1943 e il 1945, durante gli anni della guerra partigiana nel Nord d’Italia, anni in cui Pin (il protagonista) era appena un bambino. Vengono poi citati numerosi luoghi tra i quali la casa di Pin e della sorella, il Carruggio, il bar, i numerosi prati e campi, la prigione, l’accampamento. Il posto in assoluto che però il protagonista ricorda maggiormente è il sentiero dei nidi di ragno, l’unico posto in cui può vivere nella sua natura bambino senza timore.

Il romanzo è ambientato nelle colline dove si svolgono le guerre tra partigiani e tedeschi.

Lo spazio è esterno per le azioni di guerra, mentre lo spazio interno s'identifica nella sede del distaccamento partigiano.



PERSONAGGI:

Protagonista: Pin è certamente il personaggio principale attraverso gli occhi del quale si narrano la maggior parte delle vicende. E’ un bambino di bassa estrazione sociale, spesso maleducato e ribelle. Non gioca con i coetanei, ma al contrario ha sempre cercato la stima degli adulti, lui vorrebbe essere trattato con rispetto e ammirazione dagli uomini del bar, come se fosse uno di loro, ma in ogni caso li disprezzava e non comprendeva alcuni loro comportamenti e per questo ogni tanto si prendeva delle rivincite deridendoli e dicendo cattiverie. Nonostante i suoi dieci anni Pin ha vissuto esperienze da adulto, infatti doveva lavorare in una bottega come calzolaio e fare “pubblicità” alla sorella, ma questo non ha cambiato il suo modo di ragionare e di sognare tipico di un bambino, tanto che non riusciva a distinguere il bene dal male a causa della superficialità con cui supera le difficoltà.

Pensa che nel mondo dei grandi lui possa trovare un grande amico sincero e piccolo al quale confidare il suo segreto.

In questa strana ricerca Pin si fa più saggio, poiché vive nuove esperienze con la guerra, ma le idee che si farà lo porteranno ad essere ancora più solo.


Antagonisti: la “guerra” e i nazisti


Aiutanti: Cugino, un omone che Pin considerava l’amico tanto desiderato. E’ un partigiano, ma di quelli che credono in quello che fanno e che sanno perché partecipano alla guerra: perché vogliono la libertà. E’ un misogino, infatti odia le donne, al punto da pensare che loro abbiano voluto la guerra.  Questa sua convinzione è dovuta ai frequenti tradimenti che la moglie gli faceva quando lui era in guerra. Quest’uomo possente nasconde in sé una dolcezza e una semplicità di sentimenti, ma fermo negli ideali. Cugino pare non voler fare parte del mondo dei grandi con donne, guerra, sembra che abbia ancora la voglia di ascoltare con interesse un bambino.

Lupo Rosso: è il primo fra i partigiani che incontrano Pin. Il suo nome di battaglia fa già capire i suoi ideali tipicamente comunisti.

E’ un ragazzo introverso con ideali molto sicuri in cui crede fermamente. Possiede molta fama fra i partigiani e sono tanti a stimarlo per le sue azioni di guerra. Scappa dalla prigione con Pin per vedere con lui il posto magico del bambino, ma durante il tragitto si perdono e si separano. Si rincontrano poi durante la guerra, nonostante siano in due distaccamenti differenti.

Sarà per Pin una persona dove attingere forza e coraggio, poiché Lupo Rosso sarà uno dei pochi esempi di coerenza e di fermezza che incontrerà sul suo cammino.


se:

La sorella prostituta;

Pietromagro (datore di lavoro del protagonista);

I partigiani dell’accampamento: Conte, Barone, Marchese e Duca, Carabiniere, Berretta-di-legno, Mancino il cuoco e la moglie Giglia e il comandante del battaglione detto il Dritto;

Gli amici dell’osteria: Mischel il francese, Pascà, Giraffa;




TEMPO DELLA STORIA E TEMPO DEL RACCONTO: coincidono


TRAMA:

E’ la storia di un ragazzino di nome Pin che lavorava presso un calzolaio, Pietromagro. Passava il suo tempo al bar con i grandi, spettegolando e cantando. Un giorno anche in locanda si cominciò a parlare di guerra. Per una scommessa gli ordinarono di rubare la pistola ad un tedesco, cliente di sua sorella, una prostituta. Riuscito a compiere il crimine si affrettò subito a nascondere l’arma nel suo posto segreto, il sentiero dei nidi di ragno. Per questo finì in prigione, dove incontrò Pietromagro e conobbe Lupo Rosso. Quest’ultimo programmò un piano per fuggire. La fuga dalla prigione riuscì anche grazie a Pin. I due rimasero nascosti tutta la notte e il mattino seguente Lupo Rosso partì in perlustrazione con la promessa di venire a riprenderlo. Pin rimase da solo per lungo tempo fino a quando un omone gli apparve davanti: il suo nome era Cugino ed era un partigiano che lo avrebbe portato nel suo accampamento. Così conobbe altri partigiani come Cugino. Pin senza saperlo era ormai un partigiano, ed era anche un fuggitivo e cominciò a sentirsi a suo agio in quella situazione.  

Pin, mentre gli altri partigiani erano impegnati in una battaglia, stette all’accampamento con il Dritto e Giglia. Giglia era sposata con Mancino ma tra lei e il Dritto era sbocciato un amore e rimasti soli con Pin potevano ora manifestarlo. Così il piccolo, sapendo tutto, il giorno dopo rese pubblica, con una delle sue battute, la faccenda. Per questo fuggì finché non arrivò al sentiero dei nidi di ragno. Cercò disperatamente la sua pistola, ma non si trovava più là: probabilmente l’aveva presa Pelle, un ragazzino partigiano che aveva affermato di conoscere il posto segreto di Pin! Il bambino è disperato. Vaga fino ad arrivare alla porta di casa dove trova la sorella che gli mostra una pistola regalatagli da un soldato: è la sua arma. Pin fugge nuovamente e in quel momento sente dietro di sé una presenza umana: era Cugino che si mostrò subito incuriosito dai nidi di ragno. Pin finalmente aveva trovato l’amico tanto atteso che s'interessava al suo posto segreto.



TEMI FONDAMENTALI:

La guerra vista con gli occhi di un bambino;

Infanzia difficile;

Rapporto bambino-adulti;

Resistenza vista dalla parte dei partigiani;


TECNICHE NARRATIVE:

Il narratore è interno e onnisciente. Calvino sceglie di raccontare e descrivere i fatti e le paure di una guerra viste dal “basso”, da chi è costretto a farvi parte: visti dall’ottica di un bambino. I fatti narrati si succedono velocemente, come se il bambino che aveva sentito parlare della guerra, per scommessa, si trovasse purtroppo a farne parte come ribelle partigiano.

Il registro è familiare perché l’autore in questa narrazione si serve di un linguaggio strettamente informale che forse ha lo scopo di far restare la vicenda su un piano il più possibile reale. 



COMMENTO PERSONALE:

Ciò che in questo libro più mi ha colpito è la difficoltà e le esperienze che deve fare prematuramente il protagonista per riuscire a trovare il tanto sperato amico. Uno spunto di riflessione lo dà anche la scarsa profondità di un argomento come i nidi di ragno su cui si forma poi quest'amicizia, a dimostrazione che un legame può nascere, più che da comuni interessi, dalla sintonia presente tra due persone. Calvino intende lanciare un messaggio riguardante l’importanza che ha per una persona il poter crescere e fare tutte le esperienze necessarie ad una buona formazione in modo regolare e all’età giusta. E’ inconcepibile che un ragazzino come Pin debba vivere l’esperienza della guerra così da vicino. 








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