ePerTutti
Appunti, Tesina di, appunto italiano

“Io non ho paura”

Scrivere la parola
Seleziona una categoria

“Io non ho paura”



Ambienti

Questo romanzo è ambientato in una località dell’Italia meridionale: il paese si chiama Acqua Traverse, una frazione di Lucignano composto da quattro case in tutto, se si esclude un grande casale dell'Ottocento e la fattoria di Melichetti fuori paese,senza una piazza, senza strade se non lo stradone centrale. Un minuscolo centro abitato disperso tra campi di grano.La vicenda è ambientata nella torrida estate del 1978, una delle estati più calde del secolo.

Personaggi principali:

Michele Amitrano

Michele è il protagonista e la voce narrante del racconto ma non sappiamo molto di lui. E’ un ragazzino di 9 anni di famiglia povera e ha una sorellina più piccola. Gli piace il gioco del calcio, è molto bravo in porta e sarà proprio per l’amore di questo gioco che farà la sciocchezza di scambiare il suo segreto con una squadra del Subbuteo. Gli piace cercare sempre nuove avventure e fare escursioni sulla Scassona, la vecchia bicicletta del padre, con il resto della banda di amici.




Pino Amitrano

Pino è il padre di Michele, fa il camionista e il suo sogno è di arricchirsi per portare la propria famiglia a vivere al nord. Proprio per realizzare questo sogno, comune anche agli altri abitanti di Acqua Traverse, diventa uno dei rapitori di Filippo. Pino è un uomo piccolo, magro e nervoso. Ha i capelli neri, la barba ruvida e bianca sul mento. Odora di Nazionali e acqua di colonia. Anche se partecipa al rapimento di Filippo è una persona buona e generosa, che vuole molto bene a Michele, proprio come la madre.

Teresa

Teresa, la mamma di Michele, ha trentatré anni. E’ ancora bella: ha i capelli neri che le arrivano a metà schiena, gli occhi scuri e grandi come mandorle, una bocca larga, denti forti e bianchi e un mento a punta. E’ alta, formosa, ha il petto grande e un bel sedere.

Filippo Carducci

Filippo è il bambino che è stato rapito, ha nove anni come Michele, è biondo e carino. Vede in Michele il suo angelo custode, colui che lo può liberare dal “signore dei vermi” e portarlo al sicuro.


Sergio Materia

Sergio è il capo dei rapitori, colui che ha organizzato il tutto. Ha sessantasette anni, viene da Roma, ha fatto molta prigione per una rapina ad una pellicceria e a una banca. Poi, tornato in libertà, è emigrato in Sud america dove si è sposato per la seconda volta. E’ un uomo magro, ha la testa pelata, ma sopra gli orecchi gli crescono dei capelli giallastri che tiene raccolti in una coda. Ha il naso lungo, gli occhi infossati, le sopracciglia lunghe e bionde e un paio di occhiali d’oro.

Temi trattati dal racconto

Uno dei temi più principali del romanzo è quello dell’amicizia, non solo tra i bambini di Acqua Traverse, ma anche tra Michele e Filippo il bambino rapito dagli adulti del paese e da Sergio, il capo. Poi altri temi sono quelli del tradimento di Salvatore nei confronti di Michele che, vende il segreto a Felice per una lezione di guida sulla 127 di quest’ultimo. La paura del protagonista quando trova Filippo nel buco e il coraggio quando scappa da casa in piena notte per tentare di liberarlo.


Trama

Era l’estate del 1978, un’estate caldissima, soltanto Salvatore, Maria, Antonio detto “il Teschio”, Barbara, Remo e il protagonista Michele Amitrano, voce narrante della storia, scorrazzavano nella camna assolata di Acqua Traverse, un piccolo paesino del sud, Quest’ultimo era formato da quattro case e da una vecchia villa disperse nel grano. In una delle escursioni i ragazzini si spinsero oltre la collina, dove si imbatterono in una vecchia casa diroccata. Qui Michele scoprì di una cosa incomprensibile e traumatica: un bambino prigioniero dentro un buco. All’inizio ne fu terrorizzato e scappò via all’insaputa degli altri ragazzi, custodendo gelosamente il suo importante segreto; poi, incuriosito dal perché fosse stato catturato, tornò più volte a trovalo, scoprendo che aveva la sua stessa età e che si chiamava Filippo. Stava così nascendo una grande amicizia. Ad Acqua Traverse i giorni sembravano non passare mai, tutto rimaneva uguale, c’era solo un gran caldo. Una notte però, mentre Michele stava andando in bagno, vide in cucina i suoi genitori, i vicini e un vecchio. Era Sergio, il capo di quelle persone, che sarebbe rimasto a dormire nella sua casa per qualche giorno. Michele sentì parlare del rapimento di un bambino del Nord e vide la sua foto: era Filippo. Allora capì tutto: Sergio aveva organizzato tutto, i suoi genitori e i vicini l’avevano rapito per prendere una parte dell’altissimo riscatto, ed emigrare così al nord. Michele era sconvolto, ma non cercò di liberare il suo amico, tornava a trovarlo e lo curava come faceva sempre. Un giorno però fu scoperto mentre era dal prigioniero, perché fu tradito dal suo migliore amico Salvatore, l’unico a cui aveva rivelato il suo segreto in cambio di una squadra di calcio del Subbuteo. Fu severamente sgridato dal padre e dalla madre, e giurò di non tornare mai più su quella collina, altrimenti avrebbero ucciso Filippo. Qualche giorno dopo però, il gruppo di ragazzini volle ripetere l’escursione alla vecchia casa e Michele, malgrado la sua promessa, accettò per la voglia di rivedere Filippo. Appena arrivato lassù, si liberò subito degli altri e andò a controllore il buco, ma con amara sorpresa vide che il suo amico non c’era più. Lo scambio del giorno prima organizzato dagli adulti era fallito e avevano cambiato il nascondiglio al prigioniero. Michele voleva troppo bene a Filippo perché gli succedesse qualcosa, così prese un’importante decisione: andare a liberarlo. Nel bel mezzo della notte, al buio, sfidando e vincendo tutte le sue paure, riuscì dopo parecchie ricerche a trovarlo in una gravina, rinchiuso in un altro buco, vicino alla fattoria dei Melichetti. Era nudo, e dopo averlo liberato dalle corde che lo immobilizzavano, lo convinse all’ultimo momento a scappare. Michele però non poteva fuggire poiché si era ferito nel liberare il suo amico. Vide arrivare suo padre, lo chiamò per farsi riconoscere, ma sentì soltanto un gran boato e subito dopo un fortissimo dolore all’altra gamba: una cosa densa e calda lo impiastricciava tutto. Aprì gli occhi, era in braccio a suo padre che piangeva e lo accarezzava con le mani tutte rosse.




Commento personale


Secondo me, il libro è molto bello e si riesce a leggerlo in un brevissimo periodo di tempo, in quanto il linguaggio con cui si esprime l’autore è semplice e scorrevole. Però il finale è un po’ confuso, perché non si capiscono molto bene le ultime vicende del romanzo. In generale, come ho già detto è un libro piacevole che consiglio a tutti.






Privacy

© ePerTutti.com : tutti i diritti riservati
:::::
Condizioni Generali - Invia - Contatta