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“Io sono diverso da tutti gli altri”, perché

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“Io sono diverso da tutti gli altri”, perché .


Ogni tanto credo sia normale essere diversi: il mondo è vario e ognuno ha le sue convinzioni.

Ritengo sia fortemente impossibile che più persone abbiano le stesse opinioni.

Succede spesso di accostare due individui per il loro carattere, che all’apparenza può sembrare molto simile, ma sicuramente questi, o potranno andare d’accordo e avere alcuni giudizi equivalenti, oppure su alcuni argomenti la penseranno diversamente ma ciascuno di loro avrà il diritto di difendere il proprio pensiero.

Succede però che, in alcune situazioni, uno non sia disposto ad accettare o ad analizzare più profondamente le affermazioni dell’altro, e in questi casi nascono incomprensioni e piccoli litigi che possono comunque rovinare l’esistenza di un uomo e rompere i rapporti sociali.

Io mi ritengo diverso dai miei genitori solo e semplicemente per un discorso generazionale ma gli riconosco di avermi trasmesso valori fondamentali quali il senso dell’amicizia, il rispetto degli altri e il dare la giusta importanza a ciò che si possiede.

Il rapporto tra adulti e ragazzi è infatti un tema scottante e di cui si fa un gran parlare negli ultimi tempi. I giovani sono spesso disinteressati della scuola, vivono la giornata (anzi a dire il vero la “nottata”), trasgrediscono le regole non appena sono in potere di farlo, non parlano se non con gli amici; queste sono solo alcune delle accuse che solitamente vengono fatte dagli adulti ai giovani, imputati principalmente di mancanza assoluta di sacrificio.

I giovani d’oggi hanno tutto subito e facilmente, compreso il cellulare in tasca fin da quando si è ancora dei bambini: il sacrificio, in pratica, non c’è più. Questo, se da un canto dimostra a che livello di benessere economico è arrivata la società occidentale, dall’altro toglie un’esperienza molto importante nella nostra crescita. Il sacrificio serve infatti a capire che non si può avere tutto e subito, è un modo per dare il giusto valore ad un oggetto, valore che va ben al di là di quello prettamente economico.

E’ ovvio quindi che gli adulti guardino con disgusto la mia generazione fatta di divertimenti, passatempi e soprattutto tanti sprechi, non solo di soldi, ma anche di tempo e di capacità. Infatti è inutile negare che alcuni giovani non hanno molti interessi e sprecano opportunità che potrebbero accrescerli culturalmente, preferendo la televisione, i videogiochi o quant’altro per passare il tempo.

A scuola il mio modo di relazionarmi mi pone generalmente per educazione, per rispetto degli altri e per un innato senso di amicizia a interagire con tutti i miei comni, ma a volte, invece, mi capita, più semplicemente, di venire in disaccordo  con alcuni miei comni che, non riescono a capire alcuni miei concetti, o non condividono pienamente le mie idee.

Cerco di spiegarmi, ma spesso accade che loro, non volendo ascoltare, si disinteressano di tutto e succede che rimaniamo qualche giorno senza parlarci.. Poi però tra coetanei il legame di amicizia prevale e riusciamo in fretta a ristabilire i contatti e, dopo una semplice e chiara chiacchierata tutto torna come prima, anzi  meglio di prima.

Le opinioni possono essere provvisorie, anche sbagliate, ma il dialogo ininterrotto finisce per correggerle, poiché esso aiuta ad andare oltre le semplici opinioni e fa cogliere più in profondità l’intenzione buona, da apprezzare, con cui quelle idee erano state inizialmente espresse.






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