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JONAH CHE VISSE NELLA BALENA

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JONAH CHE VISSE NELLA BALENA


REGISTA: ROBERTO FAENZA

TRAMA

LA VICENDA DI QUESTO FILM E’ AMBIENTATA NEL PERIODO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE ED E’ TRATTA DA UN LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI UN CERTO JONAH OBERESKI.

IL PROTAGONISTA E’ UN BAMBINO EBREO OLANDESE DI NOME JONAH ,CHE CRESCE TRANQUILLO IN UNA CASA SIGNORILE DI AMSTERDAM, CIRCONDATO DALLE ATTENZIONI DEI GENITORI.

LA VITA DI QUESTA FAMIGLIA VIENE SCONVOLTA DALLE PERSECUZIONI ANTISEMITE.

UN GIORNO, IL PICCOLO ,VIENE PORTATO VIA DAI NAZISTI, INSIEME ALLA MADRE CHE, TUTTAVIA, RIESCE A FARSI LIBERARE ESIBENDO UN VISTO PER LA PALESTINA. LA VITA RIPRENDE TRANQUILLA, INTERROTTA SOLAMENTE DAI COMPORTAMENTI DISCRIMINATORI DI ALCUNI ABITANTI DEL QUARTIERE. MA UN GIORNO I NAZISTI RITORNANO A PRENDERLI E LI TRASFERISCONO IN UN CAMPO DI SMISTAMENTO OLANDESE;DOVE RIMANGONO PER ALCUNI GIORNI. GLI UOMINI SONO SUBITO DIVISI DALLE DONNE E DAI BAMBINI PIU’ PICCOLI, A CUI E’ PERMESSO RIMANERE CON LE PROPRIE MAMME. GLI EBREI DORMONO IN ENORMI STANZONI,IN POCHI LETTI, GLI UNI SOPRA GLI ALTRI. I BAMBINI SONO COSTRETTI A LAVORARE:DEVONO SCHIODARE LA SUOLA DALLE SCARPE(DEGLI EBREI MORTI), ALTRIMENTI VENGONO PICCHIATI.



DOPO QUESTA BREVE PERMANENZA,LI SPOSTANO DI NUOVO. TUTTI PENSANO DI ANDARE IN PALESTINA,INVECE VENGONO DEPORTATI E POI RINCHIUSI IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO TEDESCO, A BERGEN-BELSEN. QUESTO LAGER E’ UN LUOGO IN CUI I CARCERATI SONO TRATTATI IN MODO MENO DISUMANO,PER POTER ESSERE EVENTUALMENTE SCAMBIATI CON PRIGIONEERI DI GUERRA TEDESCHI.

JONAH IMPARA A SOFFRIRE, A SOPRAVVIVERE E PERFINO A GIOCARE SCHERZANDO I TEDESCHI. COMPIE LE PRIME ESPERIENZE DI DOLORE, DI RAPPORTI SOCIALI E AFFETTIVI.

PER FORTUNA NEL CAMPO TROVA UNA PERSONA CHE LO AIUTA,IL CUOCO, IL QUALE PERMETTE AI BAMBINI DI RIPULARE I PENTOLONI DAGLI AVANZI DEI SOLDATI. QUALCUNO,PERO’, RIFERISCE TUTTO AI TEDESCHI E IL CUOCO VIENE UCCISO. JONAH SCOPRE IL SUO CADAVERE SOLTANTO DURANTE UN GIOCO,QUANDO ALTRI BAMBINI LO HANNO RINCHIUSO NELL’ OBITORIO PER UNA PROVA DI CORAGGIO.

I SUOI GENITORI SI POSSONO VEDERE SEMPRE MENO,JONAH, LASCIATO CON LA MADRE, PUO’ VEDERE IL PADRE SOLTANTO DUE VOLTE: IN OCCASIONE DI UN INCONTRO FURTIVO FRA I GENITORI (IL MEDICO SI LASCIA CORROMPERE CON UNA SCATOLA DI SIGARI) E IL GIORNO DELLA SUA MORTE. SEMPRE IN QUESTO LAGER, JONAH INCONTRA UNA RAGAZZINA DI CIRCA 12 ANNI,SIMONA, CON CUI STRINGE AMICIZIA E CHE E’ ANCHE LA LIA DI ALCUNI AMICI DI FAMIGLIA.

ARRIVA IL GIORNO DI UN NUOVO TRASFERIMENTO: JONAH, SUA MADRE E SIMONA VENGONO CARICATI INSIEME AD ALTRI EBREI SU UN TRENO VERSO UNA META SCONOSCIUTA. LA LOCOMOTIVA VIENE COLPITA DA UN BOMBARDAMENTO DA PARTE DEI RUSSI E LE CARROZZE,COLPITE, SI STACCANO. I SOLDATI TEDESCHI CERCANO AIUTO INVIANDO UN MESSAGGIO CON LA RADIO, MA SI E’ ROTTA. NEL FRATTEMPO GIUNGONO LE TRUPPE SOVIETICHE, NEMICHE DELLA GERMANIA NAZISTA,CHE PRIMA PORTANO GLI EBREI IN UN VILLAGGIO RUSSO, E POI LI LIBERANO. POCO DOPO, LA MAMMA DI JONAH, QUASI IMPAZZITA PER LE SOFFERENZE SUBITE,MUORE. IL BAMBINO SUBISCE UN ENORME TRAUMA: SMETTE DI PARLARE E DI MANGIARE; ANCHE SIMONA LO ABBANDONA PER TORNARE A CASA SUA.

POCO TEMPO DOPO VIENE ADOTTATO DA UNA COPPIA DI ANZIANI DI AMSTERDAM, GIA’ SUOI VICINI DI CASA,DOVE LAVORAVA SUO PADRE COME GIORNALISTA. JONAH SALE SULLA BICICLETTA, APPENA RICEVUTA IN REGALO DAI GENITORI ADOTTIVI. GLI SEMBRA DI RIVEDERE SUO PADRE, PRIMA ALLA MACCHINA DA SCRIVERE E POI SU UNA BICICLETTA COLLEGATA AD UNA MACCINA PER STAMPARE. RICORDA I MOMENTI FELICI VISSUTI CON IL PADRE QUAND’ ERA PICCOLO, E FINALMENTE RIACQUISTA LA SERENITA’ E LA VOGLIA DI VIVERE. OGGI JONAH E’ UNO SCIENZIATO.

CONSIDERAZIONI

QUESTO FILM E’ MOLTO TOCCANTE E SIGNIFICATIVO. RACCONTA UNA STORIA VERA VISTA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN BAMBINO, CHE SPESSO NON RIESCE A CAPIRE COSA STIA SUCCEDENDO. SVELA L’ATROCE REALTA’ DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI DOVE RISALTANO LE DURE CONDIZIONI A CUI ERANO SOTTOPOSTI GLI EBREI : PASSAVANO LE GIORNATE A LAVORARE, VENIVANO MALTRATTATI, UCCISI OPPURE MORIVANO PER LE GRAVI MALATTIE,CAUSATE DALLA MANCANZA DI IGIENE E DI CIBO.

IL FILM CI FA RIFLETTERE SUL PERIODO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, SULL’ODIO E SULLA CATTIVERIA DELL’UOMO CHE NESSUNO DI NOI DEVE DIMENTICARE.

LE SCENE SONO STATE MOLTO BELLE E INTENSE , MA QUELLA CHE MI HA COLPITO PARTICOLARMENTE E’ STATO IL MOMENTO IN CUI TEDESCHI HANNO PORTATO GLI EBREI IN UN ALTRO LAGER E IL PADRE DI JONAH SI E’ RICORDATO DI AVER DIMENTICATO DEI SIGARI, I QUALI POTEVANO RISULTARE MOLTO UTILI PER CORROMPERE LE GUARDIE. ALLORA E’ SCESO DALLA CAMIONETTA E LI E’ ANDATI A PRENDERE. AL RITORNO IL CARRO ERA GIA’ IN MOVIMENTO; LA MADRE E JONAH HANNO TEMUTO DI NON RIVEDERLO MAI PIU’, MA ALLA FINE LUI, CORRENDO CON TUTTE LE SUE FORZE E CON TUTTO IL SUO CORAGGIO, E’ RIUSCITO A RISALIRE E A RIABBRACCIARE LA SUA FAMIGLIA.



LA FRASE CHE SICURAMENTE COLPISCE DI PIU’ NEL FILM E’ :” GUARDA SEMPRE IL CIELO E NON ODIARE MAI NESSUNO”, DETTA MOLTE VOLTE E, IN PARTICOLARE, RIPETUTA DALLA MADRE DI JONAH IN PUNTO DI MORTE,CHE,SECONDO ME, INSEGNA MOLTO.

IL FILM INSEGNA CHE NESSUNO, NEANCHE LA GUERRA PUO’ TOGLIERE ALL’UOMO IL DESIDERIO DI CERCARE LA FELICITA’.




































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