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LA MEGLIO GIOVENTU’



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LA MEGLIO GIOVENTU’

Regia: Marco Tullio Giordana


Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli


Fotografia: Roberto Forza


Interpreti: Luigi Lo Cascio (Nicola), Alessio Boni (Matteo), Adriana Asti (Adriana, la madre), Sonia Bergamasco (Giulia), Fabrizio Gifuni, Maya Sansa (Mirella), Jasmine Trinca(Giorgia), Valentina Carnelutti, Andrea Tidona, Lidia Vitale, Camilla Filippi, Greta Cavuoti, Sara Pavoncello, Claudio Gioè, Paolo Bonanni, Riccardo Scamarcio, Giovanni Scifoni, Paolo De Vita, Mario Schiano, Michele Melega, Stefano Abbati




Nazionalità: Italia, 2003


Durata: 6h. 06'


TRAMA


“La Meglio Gioventù” racconta la storia di una famiglia italiana dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Al centro della vicenda due fratelli: Matteo e Nicola. Angelo, il padre, è un genitore e marito affettuoso, anche se la sua esuberanza viene vissuta dalla famiglia con tolleranza; Adriana, la madre, è un’insegnante moderna e irreprensibile, innamorata dei suoi studenti come dei suoi li. C’è poi Giovanna, la lia maggiore, entrata giovanissima in magistratura, e Francesca, la più piccola, che sposerà Carlo, il migliore amico di Nicola, destinato ad un importante ruolo alla Banca d’Italia e per questa ragione finirà nel mirino del terrorismo. Questa la famiglia. Resta da dire di Giulia, la storia d'amore centrale della vita di Nicola, da cui nascerà Sara, e di Mirella che, in tempi e modi diversi, incrocerà i destini sia di Matteo che di Nicola.

I due fratelli  all'inizio condividono stessi sogni, stesse speranze, stesse letture e amicizie, finchè l'incontro con una ragazza psichicamente disturbata (Giorgia) non preciserà il destino di entrambi: Nicola deciderà di diventare psichiatra, Matteo di abbandonare gli studi ed entrare in polizia.

Attraverso questo piccolo nucleo di personaggi rivivono ne “La Meglio Gioventù” avvenimenti e luoghi cruciali della storia del nostro paese: dalla Firenze dell'alluvione alla Sicilia della lotta contro la mafia, dalle grandi partite della nazionale contro la Corea e la Germania alle canzoni che hanno fatto epoca, dalla Torino operaia degli anni ‘70 alla Milano degli anni ‘80, dai movimenti giovanili al terrorismo, dalla crisi degli anni ‘90 al tentativo di inventarsi e costruire un paese moderno.




COMMENTO


“La Meglio Gioventù” è un’opera che interessa tutti a livello emotivo e intellettuale, in quanto affronta temi come la solidarietà, la malattia mentale, la lotta contro la mafia, il viaggio, il suicidio.

Arrivare a una qualche verità attraverso il romanzo, arrivare al quadro storico attraverso le vicende private, questi gli obiettivi della pellicola. I personaggi sono usati come mezzo per allacciarsi e affrontare le vicende e le crisi degli ultimi quarant’anni. Per realizzare questo, sono due gli espedienti principali messi in atto dagli sceneggiatori: il primo è quello di non dare spiegazioni, non cercare cause e ragioni, rifiutare l’astrazione per restare addosso ai volti, ai corpi, ai sentimenti, perché di questo sono fatte le storie con cui poi si scrive la Storia. Secondo: strutturare l’intera vicenda, con tutte le sue ramificazioni, come una storia di famiglia che, per molte vicende, può essere quella di una qualsiasi famiglia italiana. Ad esempio, la famiglia riunita a Capodanno è un’immagine semplice, che si può ritrovare nella vita di molti. E proprio questo è uno dei punti forti del film: la possibilità di incontrare esperienze o comportamenti comuni anche alla nostra vita, il poter identificarsi nei personaggi. Un altro esempio è quello della sofferenza di Adriana (la madre) dopo il suicidio del lio Matteo. Merito di questa capacità di coinvolgere è anche degli attori, a cui alla fine si riesce quasi ad affezionarsi.

Le scene che rimangono impresse sono molte, alcune tratte anche da filmati di repertorio.

Nonostante il film duri ben sei ore, è difficile perdere l’interesse per la trama, e la sua lunghezza serve a ricordare che la vita è lunga e ci dà tempo per riflettere, correggerci, ricostruire i rapporti, cambiare radicalmente.








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