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LA PIOGGIA RUGGINOSA

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LA PIOGGIA RUGGINOSA:



La pioggia rugginosa lascia cadere al suolo i suoi filamenti di lana sfilacciata, mentre le vecchie campane suonano e annegano nell’acqua vittoriosa; la mente del poeta, che si ricorda il suono della fisarmonica che perseverava in modo blando, è dominata da una dolcissima malinconia. Il poeta pensa a una regina spodestata dal suo trono durante un triste crepuscolo e ad una suora che assiste una povera vedova malata; attraverso l’aria che profuma di arsenico sembra che a tratti arrivi alle narici del poeta un odore di acido fenico.

Questo componimento è caratterizzato da quattro strofe ognuna composta da quattro versi; le rime sono a schema ABBA.

La poesia è dominata da un senso di malinconia e tristezza tipici del tardo simbolismo.




IL GIARDINO:



La poesia si apre con una grande similitudine: il poeta durante una divina serata paragona la primavera di cui questa fa parte ad una caramella. Definisce questa primavera fondente, aggettivo che si può  riferire sia al fatto che la primavera scioglie i ghiacci, sia alla continua pioggia dei temporali primaverili; paragona la stagione a una caramella di menta glaciale che si succhia di continuo finchè non rimane più niente a parte una sensazione di verdi e freschi prati che dura molto tempo nella bocca di chi la mangia.



Un fulmine in fondo al paesaggio che somiglia ad un liaccio infarinato su una scoppiante bicicletta ha percorso l’arcobaleno che ora si rompe fragilissimo in mille frantumi da una parte all’altra dell’orizzonte lungo il tragitto percorso da un treno in corsa verso una grigia città con i tetti delle case bagnati come se fossero degli ombrelli.

La brezza dell’aria modella il volto del poeta  e gli rende i capelli, al contatto con la fronte, sensibili e freschi come l’erba.

I convolvoli che si arrampicano sul muro spandono i loro profumi come i fonografi spandono musica. Un filo della vergine erba si sposta tra  le varie rose di un’aiuola come se fosse una sottile corda di seta su cui una ballerina sta in equilibrio sopra una gamba che trema per il vento, cioè il fiore profumato sta in equilibrio sullo stelo che viene agitato dal vento come una ballerina sta in equilibrio sulla corda.

Una chioccia allunga i suoi occhi verso una zinnia e poi li richiude; un pipistrello si stacca da un umido tetto , si alza e si abbassa e vola nell’aria con le sue ali nere che mettono i brividi come la falce nera della morte invisibile che passa.

Presto il giardino del poeta sarà pieno di lucciole che illumineranno i vari fiori colorati; ormai è notte, fa fresco e cominciano a vedersi l rime stelle, per questo il poeta rientra in casa.

La poesia non è suddivisa in strofe ma è scritta tutta di fila, è composta da quarantacinque versi; non presenta rime ma molte alliterazioni e assonanze; soggetto del componimento è un giardino durante una serata primaverile. La poesia fa parte della raccolta intitolata “L’inaugurazione della primavera”.




LA TROMBETTINA:



Secondo il poeta di tutta la magia della fiera, una volta che questa è finita, rimane quella trombettina azzurra e verde suonata da una bambina scalza che cammina per i campi; ma l’unica nota di questa trombettina nonostante tutti gli sforzi della bambina esce stonata. Dentro questa ci sono i liacci bianchi e rossi; nella fiera gli ottoni della banda diventano d’oro, ci sono le giostre coi cavalli, l’organo e i lumi al posto dell’illuminazione elettrica. Dopo che il temporale è finito, le grondaie continuano a sgocciolare con sopra l’arcobaleno; nel cerino di una lucciola su una foglia di brughiera, infine, c’è tutta la meraviglia della primavera.



La poesia è composta da quindici versi senza rime e senza strofe. Il fatto che la  bambina sia scalza è significativo perché indica la totale adesione della bambina con la natura che la circonda e la sua ingenuità, inoltre c’è l’identificazione del poeta nella bimba.




QUESTI GIORNI INVERNALI COSì CHIARI:



I giorni invernali così chiari e le notti ancora più serene mettono nel cuore del poeta il gelo, come se nelle vene gli scorresse il freddo si sessanta amari inverni; anche i fiori e le piante in questo inverno dell’anima del poeta si sono raggelate.

La poesia è stata scritta in occasione della morte del lio, per questo le giornate fredde e chiare indicano il gelo che si trova nel cuore del poeta straziato per la morte del lio tanto amato. Sessanta sono gli anni del padre resi amari dal dolore provocato dalla morte del lio; c’è solo il pianto del poeta che scioglie il freddo, questo eterno pianto dello scrittore che va dalle stelle ai piccoli fiori invernali.








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