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LA SHOAH

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LA SHOAH



Ho deciso di affrontare l’argomento dell’olocausto perché ritengo che rappresenti un tassello

fondamentale della nostra storia, nonostante le atrocità commesse.

È importante ricordare la Shoah , le leggi razziali, la persecuzione di milioni di cittadini ebrei, ma non solo, anche zingari, testimoni di Geova, comunisti, neri, omosessuali handicappati, insomma tutto ciò che non rientra nella “normalità”: ma chi decreta la normalità? E cos’è la normalità?

Lo sterminio del popolo ebraico in Europa da parte del regime nazionalsocialista ha una portata storica , emotiva e culturale che ha tratti assolutamente epocali conurandosi come una ferita  profonda e inguaribile nel cuore stesso dell’identità europea.

È fondamentale tenere ben presente fin dove la follia della mente umana può arrivare , una follia che ha prodotto milioni di morti, di famiglie distrutte, di vedove, orfani e di persone tragicamente segnate a seguito delle atrocità subite.



E forse la peggiore delle condanne non fu la morte ma l’anientazione sistematica e preventiva di un intero popolo, l’umiliazione , la perdita dei diritti della dignità umana attraverso le leggi antisemite la Gestapo e all’indifferenza degli stessi concittadini che fino a pochi anni prima vivevano, lavoravano, condividevano gioie e dolori con le stesse persone che poi hanno condannato.

Milioni di tedeschi distolsero lo sguardo davanti agli incendi delle sinagoghe al boicottaggio dei negozi di ebrei e alle leggi che una dopo l’altra rendevano impossibile la vita degli ebrei all’interno della società nazista.

Penso che nessuno prima di allora avesse potuto immaginare che nel cuore dell’ “Europa civile” a metà del XX secolo potesse accadere una tragedia simile; le violenze, le crudeltà create dal fascismo e dal nazismo sono opera di un forte fanatismo che ha prodotto un genocidio impensabile.

Eppure l’umanità è arrivata fino a questo facendosi trasportare dalle follie di un solo uomo che credendosi superiore a tutti, appartenendo ad una razza, secondo lui, migliore, si è permesso di giudicare, stabilire quale fosse la razza migliore eliminando di conseguenza gli “anormali”.

Ma con che coraggio si può parlare di “razza superiore”?

Chi ha fatto ciò, ed ha condiviso ciò, può e deve essere considerato un pazzo che non è stato in grado di capire il valore della vita e che la dignità e i diritti sono uguali per tutti e non meritano di essere calpestati.



Sfoglio le ine di un libro, che nelle sue 200 ine, tra immagini testimonianze e documenti, cerca di raccontare lo sterminio, mentre osservo quelle immagini in bianco e nero, di corpi scheletrici privi di vita sento dentro di me una sensazione di vuoto di paura e di impotenza verso queste atrocità; mentre leggo dei documenti che riportano in breve le leggi razziali, gli esecutivi della Gestapo sento la mia libertà e i miei diritti svanire come se mi trovassi immersa nel 1940 .

Inciampo tra le righe estratte da uno scritto di Heimrich Heime nel 1820:”QUESTO E’ SOLO UN PRELUDIO; DOVE SI BRUCIANO I LIBRI SI FINIRA’ PER BRUCIARE GLI UOMINI” Ed è qui che sta il vero crimine, che anche tutt’ora è alimentato dalla banale quotidianità di molte espressioni, di gesti delle considerazioni, che si trovano nei campi da calcio, sui posti di lavoro, tra i banchi di scuola e nella nostra quotidianità.

E’ questo che deve essere combattuto per non permettere che un nuovo Hitler si ponga al comando di una politica razziale.

Allora mi viene spontaneo domandarmi cosa posso e cosa possiamo fere nella nostra piccola quotidianità.

Ricordare è fondamentale ma forse non basta, bisogna impegnarsi a combattere i mali odierni: la disuguaglianza, la discriminazione sociale, religiosa e politica altrimenti il ricordare non servirà a nulla.

Ancora oggi nel mondo esistono totalitarismi dove la gente viene perseguitata condannata spogliata dei propri diritti naturali, migliaia di persone spariscono e vengono poi ritrovate nelle fosse comuni.







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