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LINEAMENTI DI CRITICA LETTERARIA



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LINEAMENTI DI CRITICA LETTERARIA


Perché è importante conoscere i lineamenti letterari?

La critica letteraria si articola in scuole/filoni dove ciascun indirizzo ha la propria specificità. Alcuni filoni hanno fatto storia e ci influenzano tutt’ora.

Ogni lineamento, ed ogni orientamento critico, privilegiano un punto di osservazione particolare, che sicuramente gli altri filoni critici, trascurano (ogni orientamento ha quindi il suo punto di vista). Questo serve per diversificare l’approccio al testo ricavando più elementi possibili per elaborare un giudizio di valore: per giudizio di valore si intende un lavoro di analisi critica di un testo a seconda dei principi e dei criteri estetici che il lettore applica ai propri punti di vista.



Il lavoro della critica si incentra sull’autore sul testo sul contesto e sul metodo.


ROMANTICISMO: si articola verso la prima metà dell’ottocento. È regolata da principi estetici molto precisi.

o       Gli autori davano molta importanza nelle proprie opere al sentimento: l’arte diventa quindi l’espressione e la realizzazione del vero sentimento diventa quindi la rielaborazione della vita. Si fa la vera poesia solo se esiste uno stretto legame tra arte e vita ( ARTE=VITA ).

o       Il prodotto artistico deve esprimere il mondo delle idee ma come impegno concreto (con passione); è un arte messa a servizio dell’ideale con funzione sociale perché il pensiero del poeta che diventa punto fondante del pensiero comune. Ed esso nasce da un contesto storico.

o       Si incentra sull’autore.


DE SANCTIS (1817-l883) dice che l’arte è un prodotto unico e irripetibile dell’individuo. Egli elabora la critica romantica al mutare della critica letteraria. De Sanctis, studia la letteratura come espressione di un individuo, credendo che esista una fusione tra contenuto (il suo messaggio emotivo) e forma (il modo in cui viene espresso, scegliendo immagini). Il prodotto artistico è ben realizzato quando esprime un forte legame con la vita dell’autore: nasce dalla sua esperienza, ed è la trasformazione letteraria dell’esperienza stessa. Egli non esclude il contesto in cui vive e lo aggancia alla sua realtà.


NATURALISMO-VERISMO si sviluppa nella seconda metà dell’800. Il periodo culturale che comprende il verismo, è denominato POSITIVISMO.

o       Il positivismo eguaglia l’arte e la realtà; il letterato doveva rappresentare la realtà visionandola in tutti i suoi aspetti per ricavarne il significato che deve essere oggettivo e impersonale (ARTE=REALTA’).

o       Il prodotto artistico, ha funzione sociale per dimostrare le contraddizioni sociali per denunciare le ingiustizie attraverso i fatti. Continua sul filone romantico ma con un atteggiamento scientifico.

o       Si inizia a parlare di METODO, ossia dell’essere analitici, metodici e criticamente oggettivi.


CRITICA CROCIANA: elaborata da Benedetto Croce

o       L’arte qui diventa espressione della conoscenza che si manifesta attraverso l’utilizzo dell’intuizione, derivante da un prodotto irripetibile ed unico per il solo individuo. Il poeta infatti intuisce ed esprime le sue percezioni, conoscenze della realtà. (ARTE=CONOSCENZA)

o       Il prodotto artistico, secondo croce, ha la caratteristica di essere puro, perché da un lato valorizza l’individualità di esso, e dall’altro, al contrario dei romanticismo, non si individua più nello stretto legame tra artista e contesto. Si differisce ulteriormente dal romanticismo perché sparisce il vincolo del tempo storico e il prodotto artistico diventa eterno: l’arte ha quindi valore universale.




CRITICA MARXIANA: analizza contesto e autore rivalutandoli in termini di impegno nei confronti della società.

o       Il letterato è un intellettuale organico, ossia un letterato impegnato nella lotta, che pensa a privilegiare quelle opere che mettono in luce le contraddizioni della società e ne favoriscono la trasformazione: fa parte di una società in cui cerca di operare attraverso la sua opera letteraria. Marx parte dal presupposto che solo l’economia di una società, come i valori culturali, siano sovrastrutture, perché generate da un sistema economico.

o       Il prodotto artistico deve essere funzionale alla realtà e deve essere radicato al suo contesto. Lo studio del contesto deve essere fatto con un giudizio di valore incentrato tra il dualismo IMPEGNO/DISIMPEGNO.


CRITICA PSICANALITICA: è nata nella prima metà del novecento e si ispira alle teorie psicanalitiche di Freud.

o       Il metodo psicanalitico ha la funzione di far portare da inconsci a consci i problemi dell’uomo. Uno tra i tanti metodi utilizzati dalla psicanalisi è l’interpretazione dei sogni. Lo scrittore, scrivendo, comunica qualcosa del proprio ID (parte inconscia). Ed è proprio questo che la letteratura studia.

o       Il prodotto artistico ha quindi l’utilità di comunicare i pensieri inconsci di ogni letterato.


CRITICA FORMALE: la forma è l’elemento specifico dell’opera letteraria e pone il testo in primo piano

o       Il prodotto artistico deve essere considerato solo nella sua forma poiché questa possiede una forza autosufficiente e di per se significante: cera senso senza dover rimandare ad un altro significato.

o       Al critico spetta analizzare, senza esprimere giudizi di valore, il testo letterario, scomporlo nei suoi diversi livelli ed individuare l’insieme delle relazioni che gli conferiscono unità e coesione.


La critica formale può essere:

STILISTICA: mira alla comprensione del testo attraverso le caratteristiche del linguaggio, cioè dello stile. Il linguaggio è un sistema articolato di segni e simboli nel quale il critico letterario deve entrare per chiarirli e decifrarli. Quindi si condivide l’idea di De Sanctis cioè che il contenuto è indivisibile dall’autore;

STRUTTURALISTA: è una naturale evoluzione del formalismo, ma lo distingue da esso poiché afferma  che il testo letterario deve essere considerato come un autonoma individualità rendendo così la sua struttura una sorte di organismo vivente. Spetta al critico smontare le sue parti e riassemblarle per coglierne gli elementi costitutivi: il critico strutturalista non giudica, ma opera con procedimento scientifico. Quindi sconvolgono il pensiero crociano.







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