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L’URLO E IL FURORE (William Faulkner)

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L’URLO E IL FURORE (William Faulkner)




The sound and the fury (l’urlo e il furore) è il più famoso romanzo di William Faulkner; è stato pubblicato nel 1929 a New York.

Il romanzo costruisce attraverso quattro successive e diverse voci (che narrano la stessa vicenda e sono indicate nel testo soltanto per mezzo di una data), la storia della famiglia Compson, che vive nella regione del Mississipi, e del suo fallimento economico e morale.

La prima parte, che inizia il 7 aprile 1928, è il racconto di Benjy Compson, ritardato mentale, che non ha il senso del tempo e mescola nella mente le impressioni del presente (stimoli fisici, suoni, odori, colori) e i frammenti del passato (l’infanzia accanto alla famiglia).

La seconda (2 giugno 1910) è la storia narrata da Quentin, fratello di Benjy e studente ad Harvard. Anche questa parte è piena di flashback, che riguardano soprattutto la sorella Caddy, alla quale Quentin porta un affetto morboso. Caddy ha una relazione e rimane incinta, sposandosi poi “per riparazione” con un uomo che non ama. Il fratello, molto fragile, si uccide gettandosi in un fiume.

Il 6 aprile 1928 è la data che segna la storia vista dal terzo fratello, Jason, che dopo la morte dei genitori cerca di impossessarsi della casa e degli affari di famiglia; ruba il denaro custodito per l’educazione di Quentin, la lia di Caddy che porta il nome dello zio, abbandonata dalla madre che è fuggita.

L’ultima parte (8 aprile 1928) è narrata in terza persona; il punto di vista è quello di Dilsey, la donna nera che è sempre stata al servizio dei Compson. Disley è l’unica che ha la dimensione del tempo e la capacità di giudicare uomini e fatti; racconta che la giovane Quentin, dopo aver derubato lo zio di tutto il denaro è fuggita con l’uomo che ama. Jason è sconvolto; Disley e suo nipote Lustre sono gli unici che si prendono cura di Benjy.

Il titolo di quest’opera, considerata il capolavoro di Faulkner, è una citazione dal Macbeth di Shakespeare: “Life [ . ] is a tale / told by and idiot, full of sound and fury, / signifying nothing” (la vita è il racconto di un idiota, pieno di rumore e rabbia, che non significa nulla); e difatti è proprio il “racconto di un idiota, pieno di rumore” che apre il romanzo. È importante la novità della tecnica narrativa: il narratore si limita a riferire le percezioni dei personaggi, anche se confuse e sconnesse, senza riordinarle in un percorso logico, tranne che nell’ultima parte, dove attraverso il punto di vista di Disley riesce a comporre in un ordine coerente i fatti che accadono, e quindi a giudicarli.

La traduzione italiana di L’urlo e il furore è pubblicata da Mondadori.






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