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La Pubblicità



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La Pubblicità







La pubblicità. Sicuramente è una costante dei nostri tempi. Essa può essere su tutto:dai prodotti igienici, agli alimenti, ai vestiti. può essere per vari target di persone: il classico “dagli 0 ai 99 anni”, appunto. La pubblicità inoltre dà un forte stimolo economico all’emittente televisivo, permettendo di guadagnare con la tv.  Detta così sembrerebbe una buona cosa. E da alcuni punti di vista questo è vero: la pubblicità è ciò che permette l’esistenza stessa delle emittenti, e permette alla gente di sapere le qualità di certi prodotti, anche se, come noi ben sappiamo, la pubblicità è ovviamente di parte. Però non è sempre così bella e utile come appare. la pubblicità non è onesta, anzi, cerca in tutti i modi possibili di convincerti a comprare qualcosa,anche mentendo spudoratamente o cercando di rifilarti auto su strade stupende e paesaggi magnifici,a volte anche sott’acqua o nel cielo, o con su distese bellissime donne, come se comprando l’auto tu diventassi subito un “o”, capace di fare volare la tua auto e di conquistare magnifiche donne. Questo può creare grandi aspettative che vengono poi deluse al momento dell’acquisto. Bisogna tenere inoltre in considerazione quella pubblicità che non si può definitore subliminale ma che poco ci manca. Quella, cioè che ci coglie impreparati, intenti a altre cose (come le faccende domestiche) e che, grazie a quelle musichette ripetitive, che quando non si è attenti il cervello assimila, sono le pubblicità più efficienti: prendiamo per esempio un detersivo, cioè un prodotto qualunque. In un supermercato,dovendo scegliere tra due prodotti di costo e dimensioni uguali o quasi, l’italiano medio si farà venire in mente la musichetta, e quindi la pubblicità correlata, tendendo a scegliere il prodotto di cui ha sentito esaltare le doti alla tv. Anche la pubblicità che si avvale del mezzo visivo colpisce parecchio l’attenzione, ed è anche quella che consente di rappresentare più compiutamente un oggetto. Belle fotografie, colori vivaci, caratteri insoliti, costringono l’occhio a guardare e a ricordare ciò che si è visto, classico esempio sono, come già ho accennato, le automobili.



La pubblicità di cui ho finora parlato è però la pubblicità economica, la più diffusa, ma non bisogna dimenticarsi quella “sociale”, la parte “buona” della pubblicità, come le comunicazioni Mediafrend o di Pubblicità Progresso, rispettivamente della Mediaset e della rai, a favore di cooperative per il bene nel mondo come Emergency ,fondi per la ricerca contro il cancro o altre malattie come l’Ahlzeimer, o ancora raccolte fondi per la costruzione di istituti per bambini menomati in guerra, o ancora, in periodo elettorale le pubblicità è che ricordano che votare è un dovere civico. Esiste inoltre la pubblicità occulta, vietata dalla legge italiana,ovverosia quando la pubblicità avviene in modo non la pubblicità occulta classica è quella all'interno dei film: in molte scene si vedono spesso marchi di famose auto, sigarette, vestiario etc. è diventato celebre la storia di un film, il quale, mostrando troppi prodotti di marca coop è stato vietato alla produzione italiana. per esempio,



In E.T , Spielberg inserì in diverse scene le caramelle Reese's Pieces :ad esempio, E.T. viene attirato nella casa del protagonista da una fila di Reese's Pieces. Associando il prodotto al simpatico alieno rugoso le vendite del Reese's Pieces subito dopo l'uscita del film aumentarono parecchio. Dopo ciò la pubblicità occulta aumentò in modo considerevole, facendo bloccare diversi film in vari stati.per concludere: la pubblicità è un ottimo mezzo per informare le persone dei più vari oggetti in vendita, così come delle varie comunicazioni sociali e ciò è un bene. L’unico problema è che sta andando pian piano degenerando, diventando uno strumento troppo potente e in grado di manipolare le menti della gente, la quale, alla vista della pubblicità, cambia canale.








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