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“La Roba” Giovanni Verga (1840-1922)

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“La Roba”


INFORMAZIONI SUL TESTO


Autore : Giovanni Verga (1840-l922)

Titolo: La Roba

Opera dalla quale è tratto il testo : Novelle Rusticane (1883)

Genere letterario : novella


SINTESI DEL CONTENUTO


Mazzarò è un uomo che passa dalla condizione di bracciante povero , sfruttato e maltrattato , a quella di ricchissimo latifondista .Con enormi sacrifici fatti di durissimo lavoro e disumane privazioni , con le sue forze fisiche e la sua intelligenza tese soltanto a riscattarsi dalla miseria e a possedere la “roba” , egli diventa padrone di terre immense , uliveti , vigne , mandrie , greggi , fattorie . .

Ma la “roba” diventa per Mazzarò la ragione stessa della sua vita , un’ossessione che lo perseguita : non ha tempo per gli affetti ne per godersi la sua agiatezza ma solo per pensare a come accumulare altre ricchezze . Così quando la morte lo sorprende , ha un moto di ribellione perché morire significa abbandonare la roba che gli è costata tanta fatica .


LIVELLO DELLE AZIONI




Divisione in sequenze : tre macrosequenze , la prima descrive Mazzarò e tutta la sua roba , i periodi sono lunghi e si usa molto l’enumerazione per polisindeto che da la sensazione di dilatare lo spazio della terra di Mazzarò ; sembra che tutto appartiene a lui anche cose che in realtà non possono appartenere all’uomo. La seconda descrive di come Mazzarò sia riuscito ad accumulare tanta “roba” e di come riesce a conservarla. La terza descrive la vecchiaia e la morte di Mazzarò .

Rapporto tra fabula e intreccio: La struttura del racconto è a intreccio (presenza del flashback). Sviluppo della narrazione : situazione iniziale (1°), esordio (2°), scioglimento (3°) . Il momento di massima tensione è nell’ultima sequenza quando Mazzarò si rende conto che la morte sta per giungere e lui non potrà , anche se vuole , portarsi la “roba” con lui.

Rapporto fra tempo della storia e tempo del racconto : Il rapporto fra TS e TR non corrisponde dato che il TS è più lungo.


Dimensione spaziale :lo spazio è ampio , lo sfondo è quello dell’ambiente di vita di Mazzarò.


LIVELLO DEI PERSONAGGI


Mazzarò

Caratterizzazione fisica : Egli era un omiciattolo

Di grasso non aveva che la pancia


Forza fisica :                   Quando andava senza scarpe a lavorare la terra

Aveva provato quel che ci vuole a fare i tre tarì della giornata, nel mese di luglio , a star colla schiena curva 14 ore , col soprastante a cavallo dietro , che vi piglia e nerbate se fate di rizzarvi un momento .


Caratterizzazione psicologica :  Era ricco come un maiale



Non mangiava altro che due soldi di pane

Aveva la testa che era un brillante

Mazzarò era ricco , ricchissimo ; nonostante ciò si privava di tutto ed era tirchio , non aveva nessun vizio per non sprecare soldi. Era un uomo molto intelligente , grazie appunto alla sua intelligenza e abilità era riuscito ad accumulare così tanta roba . 


LIVELLO DEL NARRATORE


Narratore : il narratore è assente dalla storia come personaggio , segue senza rendersi visibile ,la storia.

Punto di vista o focalizzazione : narratore esterno

Tecniche con le quali viene data la parola ai personaggi : indiretto libero


LIVELLO STILISTICO


Scelte lessicali : utilizzo di un linguaggio parlato , facendo riferimenti ad animali (conosciuti dal mondo contadino) e uso di proverbi


TEMI TRATTATI


L’uomo è vittima di un destino implacabile che non dà mai tregua alla sofferenza


CONCLUSIONE


Mazzarò è il protagonista assoluto

Essendo la novella nel filone del verismo ha come caratteristica del pessimismo , cioè che l’uomo è sempre vittima del destino e non può cambiarlo continuando a soffrire .

L’autore (come in tutte le novelle veriste) rappresenta la realtà in modo oggettivo , senza commentarla o interpretarla ; nell’opera deve emergere solo il fatto , così come lo vive il protagonista .







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