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La Storia - Elsa Morante

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La Storia

Elsa Morante



Breve sintesi



In un giorno qualunque dell’anno 1941,la vedova Ida Ramundo,madre di Nino e segretamente di origine ebrea da parte di madre,viene violentata da un soldato dell’esercito tedesco. Oltre al dolore e allo sgomento,Ida scopre di essere incinta e,nove mesi dopo,partorisce in segreto,un maschietto di nome Useppe .Allo scoppiare della guerra Nino, il lio più grande, decide di partire per il fronte lasciando la madre,il piccolo Useppe e un cane randagio in un piccolo appartamento nel quartiere romano di San Lorenzo nella quale la famiglia vive spaventata all’idea di essere scoperta e deportata.

Purtroppo anche la città di Roma viene attaccata e durante un'incursione aerea,la casa dei protagonisti viene fatalmente distrutta costringendo Ida e Useppe a trasferirsi temporaneamente in uno stanzone a Pietralata,dove vivono già i 'Mille',una famiglia napoletana e molto numerosa,il Signor Giuseppe e il giovane Davide Segre sotto il falso nome di Carlo Vivaldi. Nino,che nel frattempo è diventato partigiano,ritorna dal fronte e ritrova i suoi cari ma ben presto è costretto a ripartire insieme accomnato da Giuseppe e Davide, anche loro decisi a consacrarsi alla vita del partigiano. L’esistenza di Ida prosegue stentatamente e con la paura di essere scoperta finché trova ospitalità presso la famiglia Marocco mantenendo però un contatto tramite l'oste Remo ,con Nino che ormai vede sempre più raramente .La guerra finalmente finisce e Ida riesce ad affittare un piccolo appartamento con i pochi risparmi che ha; ben presto torna anche Nino, portando con se un pastore maremmano di nome Bella.

Purtroppo l’anno dopo,a causa di un incidente stradale,Nino muore e Bella diventa amica inseparabile di Useppe. I due fanno lunghe passeggiate e spesso fanno visita a Davide che morirà qualche tempo dopo, disperato per la morte del comno Nino, per overdose. Nel frattempo Ida continua il suo lavoro di insegnante elementare sempre con il timore di essere licenziata ma l'aspetta una prova ancor più dura: Useppe inizia ad avere i sintomi del 'grande male', probabilmente epilessia, che lo porterà fatalmente alla morte nel maggio del 1947.

La povera Ida non regge all'ultimo dei suoi grandi dolori ed entra nel tunnel della follia,morendo rinchiusa i un manicomio 9 anni dopo.


Genere narrativo

Romanzo storico


Fabula e intreccio

All’interno del romanzo il piano della fabula coincide perfettamente con quello dell’intreccio e,quindi, i fatti sono narrati secondo un ordine cronologico. Un’unica eccezione è fatta all’inizio quando l’autrice accantona temporaneamente lo svolgersi delle vicende per introdurre una breve digressione sulla vita di Ida Mancuso prima del 1941.e


Il tempo

La storia di Elsa Morante è ambientata negli anni della Seconda guerra mondiale, in particolare la vicende sono scandite anno per anno dal 1941 fino al 1947.

Lo spazio e l’ambiente

La storia è ambientata in vari quartieri di Roma, in particolare in san Lorenzo,dove la famiglia inizialmente vive, a Pietralata dove Ida e Useppe sono costretti a trasferirsi dopo il bombardamento della città ed infine in una casa nella borgata del Testaccio dove si conclude tragicamente la vicenda con la morte del bambino.

Un altro luogo che all’interno del romanzo riveste un ruolo importante è sicuramente il ghetto ebreo della città all’interno del quale il dramma della deportazione raggiunge il suo culmine.


I personaggi



Ida Mancuso: maestra elementare, è una persona molto riservata e timorosa ma nonostante ciò molto premurosa nei confronti dei suoi li ai quali cerca di non far mai mancare niente;

Nino: primogenito di Ida è u ragazzo autonomo forte e deciso, pronto a sacrificare la sua vita per i suoi ideali come un vero partigiano anche se con la fine della guerra decide di dedicarsi al contrabbando;

Useppe: Secondo lio di Ida nato in seguito ad uno stupro subito da un tedesco, è un ragazzino vivace, pieno di vita anche se questa gioia sarà presto spenta nel corso della sua vita dal “grande male” che lo condurrà fatalmente a morte all’età di soli sei anni;

Davide Segre: ebreo,anarchico,fuggito da un campo di concentramento, disperato per la morte del comno partigiano Nino, morirà a guerra conclusa per overdose;

I 'Mille': numerosa famiglia napoletana;

I Marocco:famiglia romana;

Gunther giovane soldato tedesco.


Tecniche narrative e stilistiche

Dal punto di vista sintattico le vicende sono trattate con uno stile semplice,essenziale prevalentemente paratattico Il linguaggio è essenziale e molto semplice ricco di forme e parole appartenenti ad un linguaggio popolare ma allo stesso tempo forte e realistico. Inoltre all’interno del romanzo l’autrice ha preferito l’utilizzo di parti narrative ma soprattutto riflessive limitando le parti dialogate a poche battute coincise.

Il narratore è onnisciente e narra le vicende in terza persona.


Temi e simboli

Attraverso le vicende della vedova Ida Ramundo, e dei suoi due li, Nino e Useppe la Morante intende condannare la storia così com’è scritta suoi libri,con i suoi toni distaccati e indifferenti,per rivendicare il valore della storia delle vittime, “di tutte le cavie che non sanno il perché della loro morte”,così come cita all’inizio del suo libro e, servendosi di parole del Vangelo di Luca, oppone ai protagonisti, ai dotti e ai savi, i piccoli, l’umanità più umile e indifesa.


Riflessioni e valutazioni personali

Nonostante il romanzo sia molto lungo e, in alcune sue parti lento noioso,è interessante poiché introduce un nuovo concetto di storia che permette al lettore di affiancare a quelle che sono le sue conoscenze aquisite scolasticamente la visione di una Seconda Guerra Mondiale non come la interpretano gli storici ma come in realtà l’ha vissuta la gente comune, ovvere le cosiddette “vittime”.






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