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La coscienza di Zeno - Italo Svevo, Oscar mondatori

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La coscienza di Zeno

Italo Svevo   Oscar mondatori


La coscienza di Zeno è la storia di Zeno Cosini, un uomo che si reca dal Dottor S per cercare di smettere di fumare. La storia inizia con il racconto di come, Zeno, abbia cominciato a fumare, rubando i sigari abbandonati per casa dal padre, e di come, a circa vent'anni, diventi per lui una vera e propria malattia che lo spinge a recarsi in una clinica. Qui, però, Zeno passa solo una notte, poiché spinto dalla gelosia per la moglie, corrompe un'infermiera per farlo uscire.

Dopo il racconto della morte del padre Zeno racconta di aver cominciato a frequentare Giovanni Malfenti e di essere diventato assiduo frequentatore della sua casa. Così Zeno conosce le sue quattro lie e si innamora di Ada la più bella, la quale però non ricambia il suo sentimento e così finisce per sposare Augusta, la più brutta fra le sorelle con cui conduce un felice matrimonio. Dopo il viaggio di nozze Zeno rincontra un suo vecchio amico che gli presenta Carla, la quale diviene l'amante di Zeno. La loro relazione va avanti fino a quando la ragazza vede Ada con uno sguardo malinconico, e credendola moglie di Zeno, decide di lasciarlo.



Ada sposa Guido e convince Zeno a lavorare per lui nella sua casa commerciale. Qui esce fuori tutta l'incompetenza di Guido infatti l'ormai imminente fallimento della sua azienda, lo porta  a inscenare un suicidio per ottenere soldi dalla moglie. Questi soldi vengono, però, buttati in sbagliati investimenti in borsa, Guido simula un nuovo suicidio ma sbaglia le dosi del sonnifero e muore davvero. A questo punto Zeno recupera parte dei soldi persi, giocando a sua volta in borsa ma, distratto dai problemi economici arriva in ritardo al funerale di Guido, accorgendosi in seguito di aver seguito il matrimonio sbagliato.

Nell'ultima parte del libro Zeno capisce che la terapia psicoanalitica è fallimentare e la vuole abbandonare poiché non è riuscita a restituirgli la salute


I personaggi principali del romanzo sono: Zeno, Giovanni Malfenti, Ada, Guido, Augusta, Carla.

Zeno Cosini è il protagonista e narratore del libro, per tutta la vicenda narra della sua malattia. Zeno è un inetto, un uomo incapace di vive nella società e di attivarsi ai propri desideri. Non è capace di mettere in pratica i suoi ragionamenti e le sue azioni risultano involontarie e finte, in questo modo non riesce mai ad ottenere quello che vuole. Un esempio è il suo matrimonio, lui voleva Ada ma sposa Augusta, che apprezza solo in seguito.

Giovanni Malfenti, padre di Ada e di Augusta, è un abile uomo di affari che diviene per Zeno come un secondo padre

Ada è la sorella di Augusta, corteggiata a lungo da Zeno perché molto bella e raffinata, non ricambiando il sentimento di Zeno, sposa Guido. Alla fine del libro vediamo sfiorire la sua bellezza ed assume un aria malinconica quando capisce che il suo matrimonio è un disastro.

Guido è l'antagonista di Zeno per la conquista dell'amore di Ada, che poi sposerà. Inizialmente è descritto come un personaggio positivo che possiede tutte caratteristiche che mancano a Zeno è responsabile, elegante e invidiato ma in seguito risulta un fallimento ed arriva anche a tradire la moglie

Augusta è la moglie di Zeno, fra le quattro lie di Giovanni Malfenti ed è molto gelosa di Ada; è la salute personificata, che tanto cerca Zeno la più brutta Viene presentata come una persona un po' ingenua ma molto affettuosa e premurosa con suo marito, infatti tutta la sua vita si svolge interamente nell'ombra di Zeno. Augusta dà molta importanza alla famiglia, intesa in senso tradizionale, per questo vede suo marito come il capofamiglia.

Carla, è l'amante del protagonista, una giovane donna del popolo, orfana del padre, molto carina e buona, con una passione per la musica. Per quanto riguarda l'aspetto fisico, Carla viene descritta come una bellissima donna, bellezza, messa in risalto dal misero e modesto appartamento della madre. Quando Carla lascia Zeno, è cambiata è più sicura di se stessa e piena di dignità.


La vicenda è ambientata nella seconda metà dell'ottocento e inizio novecento nell'ultima parte, dove si fa riferimento alla Prima Guerra Mondiale. La storia si svolge a Trieste, città natale di Zeno; prevalgono i luoghi chiusi, sono ambienti borghesi come l'ufficio, il salotto di casa Malfenti, la casa di famiglia, l'appartamento di Carla.


Il lessico, abbandonato al caso, non risulta ricercato; la fabula e l'intreccio non coincidono: infatti i fatti della vicenda si affidano ai ricordi di Zeno, senza seguire un ordine cronologico.

In questo libro appare il flusso di coscienza di Zeno, il suo monologo interiore dove la narrazione si sposta da un avvenimento all'altro e gli eventi non sono presentati in base ad una successione logica. In questo modo il passato e il presente di Zeno si intrecciano tutte le volte che riemergono i suoi ricordi.


Una delle finalità dell'autore è sicuramente quella di far riflettere sul tema dell'inettitudine Zeno è la personificazione dell'inetto, un uomo senza identità, privo di stimoli e di opinioni, basti ricordare l'intera vicenda del suo matrimonio. Zeno si libera dalla sua malattia solo quando si rende conto del fatto che il suo male si può riscontrare in tutto il mondo e che è possibile eliminarla solo con una totale autodistruzione.

A mio parere, sicuramente il flusso di coscienza e il monologo di Zeno rendono l'opera singolare.  Risulta interessante per la visione della psiche umana che viene descritta in maniera originale e dona continuamente spunti di riflessione. È un libro capace di donare emozioni che variano dall'amarezza nell'episodio della morte del padre ai momenti in cui la narrazione è accomnata da un sottile velo di ironia.




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