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L'adolescenza è un momento particolarmente critico. Spiega in che modo la famiglia può essere d'aiuto a superare le difficoltà



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L'adolescenza è un momento particolarmente critico. Spiega in che modo la famiglia può essere d'aiuto a superare le difficoltà


Ho 16 anni e, a quanto si dice, questo periodo della giovinezza è particolarmente critico e carico di problemi.

Da parte mia credo di essere abbastanza d'accordo con questa affermazione anche se devo dire che i momenti difficili si alternano ad altri tranquilli e gioiosi.

A questo proposito, parlando con i miei amici mi sono accorta che tutti più o meno proviamo gli stessi dubbi, gli stessi timori e gli ,tessi desideri e questo fatto, di sapere cioè che per tutti è così, può essere di grande aiuto.

A questa conclusione sono arrivata anche grazie ai miei genitori i Quali mi hanno aiutata a confidarmi con loro e mi hanno spiegato che il cercare di esprimere a qualcuno quello che si prova è già un ‑nodo per migliorare la situazione. A me infatti capita spesso di essere particolarmente triste o depressa senza che sia accaduto nulla di negativo e allora, la maggior parte delle volte, mi basta parlarne ‑on qualcuno per stare meglio. A volte però non è così semplice Poiché spesso la causa del disagio deriva proprio dai genitori i quali cercano di imporre il loro modo di vedere le cose senza tenere con‑ di quello che l'adolescente pensa.




Questo a me non succede molto spesso, ma quando capita, comune ho la fortuna di avere l'appoggio di mia sorella maggiore la quale, avendo già attraversato la stessa fase critica, riesce a convincere i genitori e mi aiuta a sostenere il mio punto di vista.

Forse io sono più fortunata di tanti altri miei coetanei i quali non conoscono neanche a trovare il modo di discutere dei loro problemi famiglia, perché i genitori o sono quasi sempre fuori per lavoro oppure non si dimostrano molto disponibili nei loro confronti. tutto sommato posso dire, grazie alla comprensione delle pressoché mi circondano, di essere sempre riuscita a superare i momenti di crisi.


La scienza attuale, nonostante i continui progressi, non è ancora riuscita a trovare le cause e i rimedi per scongere certe malattie. Quali sono secondo te le cause di tale situazione?'


Nella storia della scienza, e della medicina in particolare, la lotta dell'uomo contro le malattie che lo affliggono nel corso della sua esistenza risale a tempi antichissimi. Lungo questo cammino grandi sono stati i progressi compiuti: basti pensare alla scoperta dei vaccini, alla ssa di malattie ritenute incurabili per secoli, all'effettuazione di trapianti di organi. Eppure sussistono ancora certe malattie che è difficile prevenire e molto difficile curare. Nel caso. per esempio, delle affezioni tumorali, si sa che ancora oggi i medici sono in molti casi impotenti di fronte alla malattia.

Una delle cause di questo fenomeno è certamente la mancanza di una adeguata conoscenza, da parte degli scienziati, dei procedimenti vitali che regolano il nostro corpo: il funzionamento del cervello. per esempio, è ancora in gran parte misterioso. Quindi differenti malattie poter curare una malattia senza conoscerne bene la causa.

Un altro motivo per il quale non si sono ancora raggiunti risultati positivi in certi campi è il fatto che la ricerca scientifica è molto dispendiosa e necessita di un grande stanziamento, oltre che di denaro. anche di uomini e tecnologie. Perciò sono pochi i paesi che possono dedicare grandi somme a un lavoro che non è immediatamente remunerativo, e che può durare anche anni senza portare ad alcun risultato.

Mancando poi questo sforzo collettivo, tutto il peso del lavoro ricarico di quei pochi paesi che hanno le capacità economiche per farlo, e quindi viene meno quel lavoro parallelo, esercitato a parte di più nazioni, che potrebbe portare più rapidamente alla delle cause di molte malattie.




'Gli sbagli dell'uomo si ripercuotono sul delicato equilibrio della Natura e finiscono per ricadere, con conseguenze a volte drammatiche, sull'uomo stesso'


Fino a pochi anni or sono, il problema della conservazione del nostro pianeta e dei danni provocati all'ambiente non era molto sentito. In piena fase di espansione economica, il mondo industriale pensava soltanto a produrre, senza badare troppo alle conseguenze che gli interventi umani avrebbero avuto sull'equilibrio naturale.

Lo stato proprio a causa di tale disinteresse, e per la scarsa preoccupazione verso il mondo circostante, che non ci si è curati dei possibili danni e soprattutto delle inevitabili conseguenze che ne sono derivate. La prima conseguenza è il degrado di certi ambienti: i mari, ritenuti per decenni comode e gratuite discariche di rifiuti, hanno finito per mutare aspetto e oggi le loro acque sono in certi punti così inquinate da impedire la balneazione, causando in ultima analisi anche un danno economico all'uomo.

Lo stesso si può dire dell'atmosfera: per anni e anni essa ha dovuto sopportare l'emissione di ogni genere di gas nocivo, fino a che è diventata satura di veleni, come in alcune città, o addirittura si è 'strappata', come si è dovuto tristemente constatare nel caso del cosiddetto 'buco dell'ozono', la cui notizia è giunta recentemente alla ribalta.

Un'altra conseguenza disastrosa è stata il mutamento, sempre per opera dell'uomo, di certi ambienti, che ha causato effetti a volte tragici: il caso della Valtellina, dove i disboscamenti hanno indebolito notevolmente la resistenza dei terreni, causando poi le disastrose alluvioni degli scorsi anni, è solo uno dei possibili esempi.


Vi è poi un ulteriore motivo di preoccupazione, dovuto al fatto che nel suo impeto distruttivo l'uomo ha sterminato alcune specie dì animali, e di altre ha fortemente ridotto gli esemplari. Queste modificazioni finiscono anch'esse per ricadere su di noi, perché la sparizione di certi animali determina rapidamente l'aumento di altre specie, come per esempio i topi, nocive per l'uomo.












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