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L’alcolismo giovanile: da considerarsi un problema?



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L’alcolismo giovanile: da considerarsi un problema?

I ragazzi fanno sempre più spesso consumo di bevande alcoliche, a volte senza sapere quanto sia grave l’alcolismo.


Il sabato sera un adulto può trovarsi per caso dinnanzi un gruppo di giovani ragazzi; l’impressione che egli ne può ricavare non è certo delle più positive: infatti non è difficile che tra alcuni di essi vi siano ragazzi o ragazze ubriachi.

Il fenomeno dell’alcolismo tra i giovani si è di fatto sviluppato negli ultimi decenni; i dati riguardanti un’indagine svolta da studenti del Liceo Scientifico A. Avogadro di Vercelli evidenziano che, su 20 ragazzi di 15-l6 anni di età, tutti devono alcolici, anche se quasi la totalità di essi beve raramente o senza molta regolarità. Un dato piuttosto allarmante è quello riguardante il genere di bevanda alcolica preferita dai giovani: il 45% beve superalcolici, il 30% birra e il 25% vino. Se da un lato questo può preoccupare, si deve considerare che la spesa media del 65% dei ragazzi in esame non supera i 2.5 euro, e che l’ 80% beve meno di tre bicchieri al giorno. Il consumo di superalcolici si può quindi considerare controllato, sia per l’elevato costo che hanno, sia perché i giovani sanno quanto tasso alcolico contengano e gli effetti che hanno sull’organismo se bevuti in grande quantità.

Se fino ad alcuni anni fa vi era consumo di alcolici soprattutto da parte dei ragazzi di sesso maschile, oggi questa diversità in questo campo tra i due sessi non è più così marcata: infatti può capitare di vedere sia ragazze che ragazzi ubriachi, nonostante per le femmine abbiano minore difficoltà a raggiungere questa stato, a causa della poca sopportazione delle bevande alcoliche. Dall’indagine svolta emerge che 10 ragazzi su 20 si siano già ubriacati, ma che di essi il 70% si ubriaca raramente, riuscendo quasi sempre a non superare i propri limiti.




Sicuramente i motivi che portano i ragazzi a bere sono dei più svariati: per alcuni il bere alcolici è una forma di stare in comnia con i propri amici, altri invece devono semplicemente perché si ritengono buongustai o perché provano piacere nel trovarsi in un leggero stato di ebbrezza o, ancora peggio, di ubriachezza. Se per alcuni può essere così, per altri le ragioni sono ben diverse: un ragazzo può vedere come arma per scongere la noia di alcune serate, per apparire  forte davanti ai coetanei o per un semplice senso di ribellione dalle imposizioni

e costrizioni degli adulti, soprattutto dei genitori, i quali non sempre sono al  corrente del fatto che il proprio lio beva alcolici con regolarità, e se ne sono informati, pochi sono d’accordo. E per questa continua motivazione a trasgredire e cercare di tornare a casa senza che i genitori si accorgano di nulla, molte persone comuni possono essere coinvolte in incidenti provocati da ragazzi che si mettono alla guida di un motorino o di una macchina in stato di ubriachezza, mettendo a rischio non solo la propria vita, ma anche quella degli altri. I dati dimostrano che al 20% dei ragazzi è già capitato di guidare da ubriaco, e che di essi la metà lo fa con regolarità quasi ogni volta che beve troppo.

Uno dei dati più rincuoranti della ricerca riguardano il fatto che i giovani siano al corrente di quanto possa essere dannoso per la salute un consumo continuo ed eccessivo di alcol, tanto che alle domande “ Secondo te l’alcolsmo è una patologia? “ e “ Secondo te l’alcolismo è una droga? “, circa l’80% dei ragazzi ha risposto in modo affermativo, nonostante non si sappia cosa pensino dell’alcol i giovani che hanno risposto negativamente.


Destinatario: giornale quotidiano








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