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L’amicizia: un sentimento indistruttibile

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L’amicizia: un sentimento indistruttibile



Tutti sanno che la vita non è vita senza amicizia, se, almeno in parte, si vuole vivere da uomini liberi”. Questa è una frase scritta da Cicerone che, seppur d’antica datazione, esprime un messaggio ancora moderno. L’amicizia è innanzitutto una comunicazione tra due persone che condividono passioni, situazioni comuni, che nel bene e nel male si sopportano a vicenda durante il lungo percorso della vita.

Dico sopportarsi perché tra persone vi sono sempre delle divergenze che possono far riflettere e crescere allo stesso tempo, ma anche provocare l’allontanamento. Purtroppo ci si rende conto dell’importanza di un amico solamente quando questi ci ignora, si allontana; magari vorrebbe fare pace, mettere una pietra sopra, ma l’orgoglio di non chinare il capo è talmente opprimente che impedisce a ciascuno di fare il primo passo. Tutto questo per dire che l’amicizia è un bene prezioso che va alimentato giorno dopo giorno, è in continua evoluzione tanto che grazie ad esso non ci rendiamo conto dello scorrere inesorabile del tempo .Plauto diceva, “dove sono gli amici, là sono le ricchezze”e l’amicizia per essere tale, deve essere vissuta, costruita e non contemplata come una sorta di meraviglia naturale; si può rimanere estasiati alla visione di un’aurorea boreale, ma non di certo indifferenti all’immagine di due cuccioli di cane e gatto che reciprocamente si coccolano, giocano inconsapevoli del loro futuro “avverso/avversario”. A volte per consuetudine, chiamiamo al telefono, invitiamo al cinema persone perché sappiamo che con loro la giornata sembra essere più serena ed ogni evento più lieto . Non ci rendiamo conto che essi sono dei potenziali amici, così, d’improvviso lo sono e basta, senza nessun tornaconto. Per la legge “economica” a donare corrisponde ricevere, mentre nell’amicizia è un continuo donare, “la maniera di dare val più di ciò che si dà”. Verga ne “Rosso Malpelo” mostra chiaramente questo concetto in favore di Ranocchio, ragazzetto malato che nonostante le attenzioni prestate da Malpelo non guarirà, ma l’apprensione del protagonista ci fa capire che il giudizio della gente fortunatamente non è in grado di intaccare la purezza di un sentimento così naturale ed innocente.

Nella vita tutto può succedere, si cambia indirizzo, lavoro, ci si sposa e gli amici di vecchia data, tra un impegno e l’altro, vanno pian piano nel pozzo del dimenticatoio. Poi, senza preavviso, magari quando si è di fretta, ecco che si avvicina un gruppo di ragazzi che prima ti scruta, poi, titubanti si avvicinano chiamandoti con il tuo nome. Ma chi sono? E’ la domanda che ci frulla in testa. Dopo alcuni secondi, la risposta dapprima sfuocata diventa nitida. Erano gli amici di college in Inghilterra, incontrati per caso un giorno d’estate in un luogo non preciso. La casualità, fato, destino, chiamatelo come diavolo volete, ha voluto farci ricongiungere un’altra volta. Come allora, siamo diventati amici, anzi, lo eravamo ancor più di prima.

Avventure, divertimento, gioia e pentimento, come andare a rubare le castagne in una proprietà privata ed essere inseguiti dai cani, le uracce che sul momento volevi sprofondare per poi riderci sopra in un secondo tempo; ma anche i dolori condivisi, i pianti e l’inconfondibile alone delle lacrime sul maglione . Gli amici in ogni momento ci hanno dato una mano a colorare la nostra vita, sia nei bei che nei brutti momenti. Gli amici sono quelle rare persone che ti chiedono come stai e poi ascoltano persino la risposta; sanno tutto di te e nonostante questo gli piaci.

Come faremmo a vivere senza amici?

Spero sia un quesito a cui nessuno sappia dare una risposta precisa.






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