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L’avventura di Walter Schnaff di Guy de Maupassant

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L’avventura di Walter Schnaff di Guy de Maupassant

Walter Schnaff entra in Francia come soldato prussiano nel 1870 per l’inerente guerra. Walter Schnaff era una persona fondamentalmente pacifica: egli infatti era contro qualsiasi tipo di armi e, quando non era ancora arruolato, gli piaceva alzarsi tardi, mangiare molto e ricevere le attenzioni della moglie.

Spesso si ritrovava quindi a pensare al suo futuro, a cosa sarebbe successo se fosse morto per disgrazia in battaglia.

Un giorno, mentre il suo corpo d’armata si dirigeva verso la Normandia fu inviato in ricognizione in un piccolo paesino di camna. Apparentemente tutto tranquillo Walter Schnaff però insieme al suo plotone vennero improvvisamente attaccati da un gruppo di soldati nemici che riuscirono ad uccidere 20 uomini comni del protagonista. Paralizzato dal terrore, l’inesperto soldato prussiano decide che la miglior cosa è quella di buttarsi, tuffarsi in un fossato li vicino pieno di rovi e foglie secche che gli tagliano il viso, che può però offrirgli un sicuro riparo fino alla fine dell’accesa battaglia tra i due plotoni.

Walter Schnaff attende così ore e ore nella sua tana-nascondiglio in attesa di qualche cambiamento, che però non si presenta mai dopo la fine dei rumori di battaglia. Così il soldato si mise a pensare, pensare a cosa avrebbe potuto fare per uscire da quella situazione difficile. Ad un certo punto l’illuminazione: si sarebbe costituito ai nemici diventando un prigioniero di guerra: non avrebbe così dovuto più combattere.

Insieme a questa idea però, nacquero spontaneamente altre cento angosce dovute alla sua ambigua posizione e mentre nel frattempo i morsi della fame cominciavano a farsi sentire, ogni piccolo rumore lo faceva tremare. Attese poi il passaggio di qualche contadino facendo passare un altro giorno finché il soldato prussiano decise che fosse il caso di incamminarsi verso il paese. Arrivato, notò subito un enorme castello cui, avvicinandosi, notò che la tavola al piano terra fosse apparecchiata d’ogni sorta di cibaria pronta per essere mangiata; Schnaff così senza riflettere un secondo di più fece la sua apparizione alla finestra terrorizzando i domestici che l’avevano imbandita. Dopo qualche istante di esitazione così, il soldato prussiano si ritrovò a mangiare tutto quello che aveva sottomano e, poco dopo, intontito dall’enorme quantità di cibo ingurgitato, si ritrovò accerchiato da una sessantina di soldati nemici che gli intimavano di arrendersi e gli dicevano che era diventato loro prigioniero, mettendolo poi, dopo averlo fatto “sfilare” tra la gente del luogo, in una fredda cella, la quale era comunque per Walter Schnaff il posto più accogliente del mondo!






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