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Legalizzare le droghe leggere. Perché? Perché no?

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Legalizzare le droghe leggere. Perché? Perché no?

A cominciare dagli anni '60 e '70 l'uso di droghe leggere, e non, si espanse rapidamente nell'Europa occidentale e nell'America meridionale. Si temette che la situazione diventasse più drammatica. Si cercò allora di soffocare il "problema droghe" sviluppando le strutture politiche nazionali senza l'esito previsto. Infatti in alcuni stati l'utilizzo delle droghe aumentò, mentre in altri, come nei Paesi Bassi, il livello di consumo si è stabilito secondo il livello rilevato negli anni '80. L'Olanda, infatti, è l'unico paese al mondo in cui lo stato permette la vendita al dettaglio di hashish e marijuana che possono essere acquistati in negozi specializzati, chiamati coffee shop, dei piccoli Pub risalenti già dagli anni '70, dove è possibile scegliere fra diverse qualità e modalità di assunzione, visto che si possono acquistare anche fette di torta (all' hashish naturalmente), o del tè, cioccolatini e chi più ne ha, più ne metta. Ma ciò che più importa è che essi hanno contribuito a tener separati il mercato delle droghe leggere da quello delle droghe pesanti.

La canapa è una delle poche pochissime piante ad essere coltivata da millenni. A quanto io ne sappia, è la pianta più diffusa sul nostro pianeta e grazie alla sua adattabilità al clima si è diffusa anche nell'emisfero settentrionale. Fino a pochi decenni fa era utilizzata come materia prima per fabbricare fibre tessili. Sono in molti a sapere che nella regione indiana e nel vicino oriente veniva usata come medicinale e nelle cerimonie religiose già alcuni secoli prima di Cristo, mentre non tutti sanno che per vari secoli è stata una delle fonti di sostentamento delle classi sociali più povere. Tuttora, in Polonia è presente la tradizione di mangiare la zuppa di semi di canapa a Natale. Oltretutto fino agli anni '20 o '30, la canapa era utilizzata come ingrediente per medicinali negli Stati Uniti e in Europa. Ancora oggi negli USA si utilizza la marijuana in campo terapeutico con buoni risultati e soddisfazione da parte dei pazienti.



Ancora una volta dimostra la sua incapacità a trovare soluzioni valide e, soprattutto, civili. Per contrastare veramente l'uso delle droghe c'è una sola strada: quella dell'informazione e della 'riduzione del danno'. La logica del proibizionismo, la criminalizzazione, l'incapacità di distinguere una droga dall'altra, invece, vanno solo a vantaggio dei trafficanti. E' necessaria, al contrario, un'opera di prevenzione ed educazione rivolta ai consumatori, affinché sappiano i rischi che corrono.

E poi, perché un governo che ha legalizzato il fatto che il Presidente del consiglio possa essere proprietario di 3 reti televisive nazionali, che ha legalizzato il falso in bilancio e che vuole legalizzare la libertà di licenziamento, perché opporsi alla legalizzazione delle droghe leggere?

E ancora: se qualcuno si fa una canna diventerà in futuro un tossico, cosa dire di chi si beve un bicchiere di vino? Che diventerà un alcolista?





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