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Letteratura Italiana - Tasso



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Letteratura Italiana - Tasso


Introduzione

La prima fase dell'età della Controriforma (questa fase da 1545 al 1610) è chiamata anche manierismo, anche se le tendenze di questa fase si notano già dal 1527. Quest'epoca come tutte le età di transizione è un'epoca di crisi.

Il termine manierismo ben usato dai vasari per indicare lo stile di un'artista, ma poco a poco il termine assunse un significato negativo, cioè uno stile troppo irregolare e artificioso. In letteratura si ricordano “Serbantes”, Shakespeare e Torquato Tasso.




La crisi di certezze è accentuata dalle scoperte geografiche grazie alle quali ci si trova davanti alla nuova cultura.


Torquato Tasso

Mentre Ariosto aveva un rapporto contraddittorio con la corte, Tasso ne é completamente affascinato; non mette in discussione il fatto che l'unica esistenza degna di essere vissuta sia nella corte dove è oggetto di enorme attrazione. Proprio per questa eccessiva idealizzazione della corte negli anni successivi lo porterà a enormi delusioni.

A partire dal 1575 si spezza quell'equilibrio che aveva reso idillica la vita di tasso. Infatti comincia ad avere manie e di ossessioni religiose, è molto influenzato dalla controriforma, comincia a pensare che la sua opera non sia in linea con le direttive morali della Chiesa.

Egli stesso pensa di avere tendenze eretiche, perciò fa esaminare il suo poema ha degli intellettuali molto legati all'inquisizione, i quali lo criticano molto e in particolare gli propongono di eliminare dal poema tutti gli episodi d'amore.

In effetti tasso comincia ad essere guardato con sospetto nella corte di Ferrara, era nel mirino dell'inquisizione per simpatie verso il protestantesimo.

Il pubblico si divise tra Ariosteschi e Tarcheschi. I primi sostenevano superiorità dell'Orlando furioso che era criticato dagli altri per il suo 'disordine'.

L’Aminta

Tutta l'opera di tasso è caratterizzata da quello che i critici hanno definito 'bifrontismo', cioè un atteggiamento ambiguo e irrisolto nei confronti della corte.

Da un lato la esalta, ma le sue parole spesso nascondono una segreta opposizione. Tasso sentendosi costretto dalle due regole di corte, idealizza un'epoca felice che chiama 'età dell'oro' che per il poeta è felice perché è assolutamente libera, soprattutto nei rapporti d'amore.


Lo stile e i temi di Tasso

Scelta del verisimile come argomento trattato. In questo tasso si oppone al poema cavalleresco basato sul fantastico. Il verisimile deve essere ricavato dalla storia. L'argomento storico non deve essere né troppo remoto né troppo contemporaneo.

Per quanto riguarda lo scopo, tasso accetta il principio controriformistico del valore educativo dell'opera, ma afferma che non va trascurato neanche il piacere estetico. In questo tasso riprende il concetto oraziano del 'Miscere utile dulci”.

Poiché il poema epico prevede comunque l'inserimento di parti fantastiche, tasso non propone inoltre un fantastico ano, ma un fantastico cristiano.

Lo stile, in contrapposizione a quello medio di Ariosto, tende al sublime attraverso un uso molto forte di ure retoriche.

Se in Ariosto non c'era interesse per l'aspetto militare invece il tasso descrive con ossessiva precisione i dubbi e le tattiche militari. Nel seicento il poema verrà considerato e detto come manuali di tecnica militare (durante il pranzo di Don Rodrigo nasce un'accesa discussione su un passo della Gerusalemme liberata dove si pone un problema di cavalleria).

Tasso ha bisogno di evadere dal mondo della corte e lo fa fantasticando su un mondo alternativo fatto di pace, serenità che identifica in un 'locus amoenuspastorale, che riproduce le caratteristiche dell'età dell'oro nel coro della Aminta.



àBrano “S’ei piace ei lice

l'età dell'oro è felice perché non si è ancora diffuso il senso dell'onore, cioè l'umanità dell'età dell'oro, secondo le leggi di natura obbedendo alla Regola.

Il tema fondamentale è rimpianto d'età dell'oro, considerata felice perché libera e non ancora dominata dalle regole morali che limitano soprattutto l'istinto amoroso.

Infatti l'amore è responsabile della repressione che caratterizza soprattutto le corti. Non a caso il coro termina con la ripresa del tema del “carpe diem” collegato all'amore che era tipico della fase più serena attività del Rinascimento. Emerge inoltre il bifrontismo del poeta nei confronti della corte.


La Gerusalemme liberata

ci sono due tipi di amore nella Gerusalemme: l'amore infelice, spesso associato alla morte all'inganno. Tasso introduce in letteratura il binomio amore-morte, che avrà un enorme successo nel romanticismo. Il tema dell'inganno è presente in Tancredi che ama Clorinda che però è una saracena e senza riconoscerla da uccide.



L'amore è visto anche in un altro modo, cioè come passione sensuale che distoglie i guerrieri dal loro dovere. L'amore in questo senso è peccaminoso. Non a caso Rinaldo per espiare l'amore sensuale per Armida dovrà purificarsi sul Monte oliveto.

Tasso per giustificare la presenza di episodi d'amore sensuale nel poema introduce la magia, cioè i guerrieri sono attirati in questo amore dalle arti magiche collegate le forze demoniache. Infatti Rinaldo è attirato nel meraviglioso giardino dalla maga Armida.

In tasso sembra esserci simpatia per gli eroi perdenti che per coloro incarnano gli ideali della controriforma. Ad esempio Goffredo di Guglione è un personaggio scialbo mentre i personaggi più tormentati (Rinaldo, Tancredi, Clorinda) sono quelli meglio riusciti.

Significativa è anche la presenza di Satana che pur nella sua negatività è presentato con segni di grandezza. Infine rispetto alla religiosità scenografica tipica della controriforma (e più avanti nel barocco) tasso contrappone una religiosità più intima e sofferta.

Corretti (critico) vede nel poema di tasso non lo scontro tra cristiani e musulmani ma lo scontro tra due sistemi di valori presenti nella stessa cultura cristiana in questo periodo storico, cioè la fine del cinquecento.

Il primo sistema si collega all'umanesimo-Rinascimento, cioè sostiene i valori dell'edonismo, della laicità, dell'apertura verso ciò che è nuovo e diverso, della fiducia nell’intelligenza dell'uomo.

invece il codice culturale che si oppone è quello della controriforma cioè intolleranza, moralismo, rispetto delle regole, rilievo dato alla religione, oscurantismo nel campo della conoscenza.

I cristiani del poema sono portatori del secondo codice (riformista), gli eroi trasgressivi e i ani e rappresenta il primo codice. La conseguenza di questo fatto è che tasso dimostra più simpatia per i ani e i trasgressivi che per i cristiani.

Proemio

o       nel penultimo verso tasso indica colui che dovrebbe essere il protagonista, ma che in realtà è uno dei personaggi meno usciti, anche perché è modellato sul pius Aeneas.

o       L’incipit riprende l'Eneide, viene messo in primo piano il tema delle armi pietose (guerra santa). Viene sottolineato il capitano che incarna il perfetto cristiano ma che non è il protagonista dell'opera.

o       Apertamente tasso si rifà alla tradizione del poema omerico invocando la musa ma la sua musa non è ana, ma cristiana cioè l'ispirazione celeste.

o       Tasso per giustificare l'uso della fantasia nella sua opera usa la similitudine dei medici che cospargono l'orlo del bicchiere che contiene l'amara medicina con un liquido dolce perché i bambini lo bevano senza protestare.




La ura di Satana

La descrizione di questo personaggio dovrebbe suscitare paura e disgusto, in realtà Satana, pur nella sua negatività, ha una propria grandezza.

Satana invita i fedeli a contrastare i cristiani che credono di avere il diritto di abbattere ogni altra religione per diffondere la propria.

In pratica Satana accusa cristiani di intolleranza religiosa. Queste affermazioni molto rischiose, non a caso sono pronunciate da Satana, perché tasso, o un personaggio cristiano non avrebbe mai potuto dirle.

Evidentemente però quest'affermazione rispecchia il problema del poeta, e quindi, ancora una volta emerge i bifrontismo tipico di tutto il poema.

(vv.15) in questa strofa Satana per entusiasmare i diavoli ricorda la lotta intrapresa in passato contro Dio. In questa lotta furono vinti, ma combatterono valorosamente.

Satana pur nella sconfitta rivendica il valore positivo della sua azione. La ura di Satana diventerà il simbolo dell'eroe romantico in lotta contro la società e le sue regole opprimenti.

si afferma il concetto di titanismo, cioè la ribellione contro l'autorità destinata alla sconfitta,.

Il termine nasce giganti della mitologia greca che tentavano di ribellarsi a Zeus. Un atto tipico del titanismo è il suicidio.





àBrano  La morte di Clorinda

(vv.52) anche in questa strofa emerge il rispetto di tasso per le regole militari, infatti le parole di Clorinda e Tancredi sono tipiche della sfida.

(vv.57) quest'immagine è ambigua perché le parole hanno un'ambivalenza militare-amorosa, cioè gli attacchi Tancredi sarebbero abbracci d'amore se Tancredi potesse riconoscere Clorinda.

(vv.64) ritorna il bifrontismo, cioè la presenza di violenza e di sensualità, infatti la spada colpisce Clorinda nella sua femminilità, cioè il seno, la cui bellezza è sottolineata dal vestito ricamato d'oro.

(vv.65) questa strofa è la prova del conflitto interiore di tasso, che pur simpatizzando per il codice ano, deve però giustificare l'amore impossibile tra Tancredi e Clorinda. Perciò immagina che in fin di vita al Clorinda per ispirazione di Dio si converta al cristianesimo.

(vv.69) in quest'ultima strofa ritorna in senso religioso unito all'ammirazione per la bellezza terrena di Clorinda.

àBrano “Il giardino di Armida

in questo episodio si scontrano in modo evidente i due codici cristiani e ani. Infatti in Rinaldo si ha lo scontro tra senso del dovere e impulso edonistico.

Rinaldo lasciandosi sedurre si trasforma anche fisicamente, infatti i due amici lo trovano in atteggiamento sensuale, ornato in maniera orientale mentre giace in grembo alla maga.

I due amanti si trovano in un giardino di chiaro tipo orientale. Inoltre il giardino si presenta con un labirinto che simboleggia lo smarrimento della ragione.

Al suo interno va sottolineata la presenza di un animale curioso: il papallo. La bellezza del giardino sta nell'artificio che sembra naturale, cioè in questo giardino tutto è vissuto cioè prodotto dalla magia di Armida, ma che sembra essere naturale.

La magia di Armida fa in modo che sugli alberi coesistano frutti e fiori. Oltre alla recitazione, nel giardino si sente una melodia formata dal canto degli uccelli alternato alla bellezza che muove le foglie suscitando rumori diversi.

Il papallo esprime tòpos rinascimentale della rosa con chiaro riferimento al canto I dell'Orlando furioso, proprio alla fine del Rinascimento venne ripreso il messaggio edonistico della cultura rinascimentale. La rosa è la metafora della giovinezza e dell'amore e l’invito a cogliere la rosa che propone il tema del carpe diem.

Il messaggio edonistico di proposito viene fatto pronunciare dal papallo perché ha un carattere trasgressivo nei confronti di rigidi principi morali della controriforma.

Come nel caso di Satana, tasso esprime in modo indiretto la sua adesione ai valori ani.


Il latino maccheronico

nel medioevo pochissimi erano in grado di capire il latino classico, molti intellettuali minori si esprimevano in un latino ormai contaminato da forme volgari che veniva chiamato “Latinus Grossus”.

In particolare i clerici vagantes, si vantavano di usare questo latino volendo esprimere una visione del mondo anticonformista.

La camna di Ruzante è in antitesi rispetto al modello convenzionale del locus amoenus.


àBrano “Il mondo dei vinti: il contadino torna dalla guerra

Gnua mette in dubbio che Ruzante sia stato veramente in guerra perché tornato di prima e perché non ha segni di ferite.

Ruzante e Gnua sono destinati a non capirsi perché parlano linguaggi diversi. Al linguaggio dei sentimenti e dei valori di Ruzante, si oppone la logica dell'utile e del guadagno di Gnua.

L'amore è un lusso che solo i ricchi si possono permettere. a il tema della rosa che condizione rapporti fra gli uomini: al di là del valore stilistico, le commedie documentano una realtà ignorata dalla letteratura di vita, la realtà dei contadini che si devono lavorare per sopravvivere.

Non c'è nessun eroismo della guerra, nessun ideale, ma soltanto l'istinto di sopravvivenza.







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