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L’impiegato nella letteratura contemporanea

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L’impiegato nella letteratura contemporanea


L’idea di impiegato, nella letteratura contemporanea, ha subito un forte cambiamento. Infatti, nell’800, l’impiegato era visto come una persona dedita solamente al lavoro, dimenticandosi del valore della vita.

Era vista come una persona inferiore, sottomessa, non degna di rispetto, tanto da non ricevere alcuna attenzione né stima, come si può leggere nel testo di Gogol. Fondamentale a questo argomento, è anche il testo di Italo Svevo, dove parla di un impiegato che <<per quanto grande fosse stata la sua stanchezza, riprendeva di gran lena il suo lavoro>>.

Questo probabilmente perché l’impiegato dell’800 aveva una forte necessita di denaro, e quindi era disposto a tutto per portare a casa qualche banconota per poter almeno sopravvivere. Quindi, questo ruolo dell’impiegato era dovuto probabilmente alle precarie condizioni di vita dell’epoca, che costringevano le persone povere a ritmi folli di lavoro in cambio di una minima a e di un’altrettanto minima rispettosità.

Nei testi del ‘900, invece, l’impiegato assume un altro aspetto. Infatti non è più sfruttato né deriso, ma ha assunto un certo potere. Non è più un ruolo non degno di rispetto, ma è diventato un lavoratore comune. Infatti, l’impiegato ha molti più diritti e poteri, e non ha più paura di manifestarli. Questo è probabilmente dovuto al miglioramento delle condizioni di vita, che ha reso meno indispensabile il guadagno di denaro. Anzi, l’impiegato moderno ha molte pretese, tra le quali quella di fare subito carriera e guadagnare molto, lavorando poco e senza fare la cosiddetta “gavetta”. Come dice Paolo Villaggio, << non c’è più nessuno che abbia voglia di lavorare>>.

Quindi, sono cresciute le pretese dell’impiegato, ma sono diminuite le prestazioni. Perciò, l’impiegato moderno non ha come unico scopo quello di lavorare e portare a casa i soldi, ma vuole anche vivere dignitosamente, senza farsi mancare nulla e vivendosi la vita. Quindi il lavoro è un aspetto secondario della vita.



Scaletta:

  • L’impiegato nei testi ottocenteschi
  • L’importanza del denaro
  • L’impiegato nei testi del ‘900
  • L’impiegato acquista potere e diritti
  • L’importanza del lavoro diminuisce e aumenta quella di godersi la vita



























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