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POESIE DI CORRADO GOVONI

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POESIE DI CORRADO GOVONI



PAESAGGIO:



Il poeta descrive una piccola casa, rappresentata sulla seta di un ventaglio giapponese, che si specchia in un lago circondato da iris all’interno di un  giardino che profuma di mughetto. Il cielo che si riflette sull’acqua del laghetto assume l’aspetto delle piastrelle di ceramica color lampone, mentre l’alba spunta dal suo letto incoronata di rose. Seduta vicino al lago c’è una giovane ragazza giapponese decorando il paravento con disegni di insetti e con la calcedonio, una varietà di quarzo; lì vicino tra gli oggetti laccati con la vernice e le sculture in avorio, sul pavimento in un vaso giallo, si trova una coloratissima peonia rossa.

La poesia è composta da quattro strofe ognuna di quattro versi con rime ABBA.  Il paesaggio descritto non è reale, ma è quello rappresentato sulla seta stropicciata di un ventaglio giapponese; interessante è l’immagina del “quadro nel quadro”, infatti il poeta descrive una ragazza giapponese rappresentata nel ventaglio che ricama degli insetti su un paravento.

L’iris e il mughetto nominati dall’autore sono fiori tipici dello stile liberty; invece l’immagine dell’alba che si alza dal letto è un’immagine barocca.



CREPUSCOLO FERRARESE:



Questa poesia si apre con l’immagine di un gatto che sul davanzale di una casa si stira sbadigliando mentre delle lacrime di pioggia gli arrivano addosso; in una pentola di argilla cosparsa un po’ di muschio si trova un geranio che rinfresca dei fiori color lilla. La tenda della camera ha delle tende con delle rose di mussola ricamate sopra, mentre sui muri i ritratti antichi degli avi, poiché il poeta scrive che sanno tante storie, sono disposti sui muri come per ricordare il passato.

Nel lago calmo rappresentato nello specchio rotondo circondato dalla cornice di un quadro, la luce sembra quasi essere una nave affondata; intanto sul tetto di una chiesa lì vicino sopra una pertica c’è la bandiera metallica che segna la direzione dei venti che agita le sue ali quasi come se fosse un piccolo uccello legato alle zampe con un laccio. Nel cielo altissimi volano degli aquiloni definiti dall’autore fantastici, le rondini nel loro nido bisbigliano e cinguettano e un grillo nell’orto fa sentire la sua presenza stridendo.  Il cielo nella sua rete d’oro chiude la terra come se fosse un insetto canoro; dentro lo specchio, rappresentato come se fosse una superficie marina, tra le spume di colore giallastro torna a galla il lume. La poesia si conclude con una strofa che denota molta tristezza e malinconia in cui il poeta dice che mentre le chiese cullano la sera con le loro campane, la tristezza si appoggia ad una spalliera.


Questa poesia è caratterizzata da dodici strofe ognuna di due versi, ognuna delle quali presenta una certa immagine. Le rime hanno schema AA, BB, CC . ..

Il poeta descrive un salotto come è tipico dei crepuscolari, ma sentendosi stretto in esso, passa alla descrizione dell’esterno che circonda la casa, cioè le finestre, il gatto, i fiori; inoltre elemento caratteristico delle poesie di Govoni è il colore, l’attenzione per i fiori e i loro colori, che nonostante la malinconia finale riescono a rallegrare un poco il suo animo.






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