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RECENSIONE: Il bambino con il pigiama a righe

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RECENSIONE: Il bambino con il pigiama a righe


L’autore del romanzo:”Il bambino con il pigiama a righe è John Boyne. John Boyne è nato in Irlanda nel 1971, ha studiato al Trinity College di Dublino e all’università dell’East Anglia.

Questo romanzo viene ambientato nel 1940 ad Auscwitz. Bruno, il protagonista, viene costretto trasloco da Berlino ad “Auscit”(come lo chiama lui) a causa del lavoro del padre. Qui la vita è molto diversa rispetto a Berlino, non ha più amici e non ci sono altri bambini per giocare, inoltre la sua nuova casa è molto piccola rispetto alla precedente, ad Auschwitz inoltre Bruno non può esercitare la sua grande passione:l’esplorazione.

Spinto dalla noia Bruno, va ad esplorare la grande rete che vede ogni giorno dalla sua finestra e, al di la della rete trova un bambino:Shmuel. Nel corso dell’anno Bruno e Shmuel diventano grandi amici anche se non possono giocare insieme perché divisi da una rete. Bruno decide di tenere segreta l’amicizia con Shmuel a tutta la famiglia. Dopo un anno da quando Bruno è arrivato ad Auschwitz la madre decide di riportarlo nella vecchia casa di Berlino, così Bruno passa per un’ultima volta del tempo con Shmuel e i due giocano a fare un’ultima esplorazione.

Bruno, il protagonista del romanzo, è un bambino di nove anni che vuole fare l’ esploratore. L’autore ci fa vivere la vicenda attraverso gli occhi innocenti e incoerenti di questo bambino, tanto da vedere il modo di vestire di Shmuel e delle persone al di la della rete come uno strano pigiama a righe, da qui il titolo del romanza: Il bambino con il pigiama a righe.

Il padre di Bruno,è molto severo e distaccato anche con i li. È un comandante dell’ esercito nazista ed è l’idolo di Bruno.

La sorella e la madre di Bruno, al contrario dello stesso Bruno, sono a conoscenza degli orrori che si verificano all’ interno del campo, ma sono comunque dei personaggi relativamente passivi.

Shmuel e Bruno vivono due situazioni diverse ma parallele. Opposte perché il papà di Bruno è un nazista, mentre Shmuel è polacco, e quindi perseguitato dai nazisti; ma allo stesso tempo parallele perché sono entrambi soli e si rendono conto solo parzialmente di quello che sta succedendo.

Lo stile del libro è aperto sia ai ragazzi che agli adulti, è molto semplice e scorrevole.






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