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Recensione Il resto di niente, Enzo Striano

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Recensione



Titolo del libro: Il resto di niente

Nome dell’autore: Enzo Striano  

Casa editrice: Avagliano             

Prima pubblicazione: 1986




Enzo Striano (Napoli 1927 - 1987) è stato giornalista e insegnante, nonché collaboratore di diversi quotidiani e programmi televisivi. Quella della scrittura è una passione che ha coltivato fin da gli anni Settanta quando ha scritto I giochi degli eroi (1974), Il delizioso giardino (1975), Indecenze di Sorcier (1978) e che gli ha fatto vincere numerosi premi letterari.

Ma è soltanto con Il resto di niente, pubblicato nel 1986 da Loffredo e ripubblicato da Avagliano nel 1997, che ottiene una certa notorietà, a livello nazionale ed, addirittura, internazionale.

Questo romanzo, definito dall’autore stesso storico, ci racconta di Eleonora Pimentel de Fonseca, che emerge tra tanti personaggi, in una Napoli di fine 700.

Striano racconta, spesso molto minuziosamente, tutti gli aspetti, dalla fisionomia al rapporto che aveva con gli altri, del protagonista della rivoluzione napoletana del 1799, durante quasi tutta la sua vita da quand’era bambina fino alla sua eroica morte.

E’ una donna che, sfidando quelle che erano cose vietate al “sesso debole”, ama la cultura, che la guida durante la sua vita, infatti, legge libri, scrive poesie e diviene una delle prime giornaliste d’Europa, dirigendo il “Monitore napoletano”, con il quale cerca di avvicinare il popolo alle sue idee repubblicane, e la politica, di cui ama discutere con i suoi amici.

Ha una personalità molto complessa: forte e risoluta in alcuni momenti, debole in altri, attaccata al ricordo della sua famiglia e ai racconti paterni, ma distaccata dal marito cui non vuole assoggettarsi come le altre donne di quell’epoca.

Oltre alla protagonista ci sono molti altri personaggi secondari, come Vincenzo Sangez, la sua guida durante il periodo iniziale a Napoli, tutti descritti molto approfonditamente. Inoltre nel romanzo fanno la sa numerosissimi personaggi famosi come il re Ferdinando e la regina Maria Carolina, Cimarosa, Nelson, Vico, Metastasio, Filangieri e tanti altri ancora.

Infine ci sono numerosissimi personaggi di sfondo, che sono ure caratterizzanti del popolo napoletano, come i lazzari.

La storia si sviluppa durante l’ultima metà del XVIII secolo nella capitale del Regno delle Due Sicilie, una delle più grandi città europee, divisa tra palazzi lussuosi, parchi alberati e ville e i bassi, privi di luce e di aria. Tutto viene descritto dall’autore nei minimi particolari dalle vesti delle ricche signore ai personaggi più poveri e semplici, ai meravigliosi paesaggi napoletani.

Il narratore è esterno, come la focalizzazione, ed è onnisciente, anche se non lo fa capire durante il romanzo; l’intreccio non segue la fabula, poiché vi sono spesso flash-back.

Infine i registri linguistici cambiano a seconda dei personaggi, da quello alto dei letterati a quello basso dei bottegai, mentre la sintassi è molto varia, infatti, potremmo dire che viene usata la paratassi allo stesso modo dell’ipotassi.







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