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Riflessioni riguardo l’assassino di Cogne

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Tema: Riflessioni riguardo l’assassino di Cogne



Ormai tutti i giorni sentiamo ai telegiornali o leggiamo sui giornali qualche sviluppo nel giallo di Cogne. Il processo per l’uccisione del piccolo Samuele, già avvenuto nel mese di Luglio, ha condannato Anna Maria Franzoni ha trent’anni di reclusione in carcere. Dopo tale sentenza, però, la donna non è stata arrestata e vive tuttora insieme al marito e al lio in una delle proprietà della famiglia.

Gli inquirenti, in tre anni di indagini approfonditi nell’abitazione di Cogne, non hanno trovato alcuna prova che possa scagionare la donna accusando così un’altra persona. Allora sorge spontanea la domanda: “come mai, per una condanna in primo grado a trent’anni, l’assassino è ancora libero di svolgere la sua normale vita?”

Le risposte a questa domanda potrebbero essere molteplici; molti affermano che la donna non andrà mai in carcere poiché nipote di Romano Prodi e quindi in grado di “controllare” in parte il corso della giustizia italiana. La procura, invece, motiva l’accaduto affermando che la donna non è pericolosa né per lei né per gli altri, quindi si attendono nuovi elementi per arrestarla. Intanto la difesa, rappresentata da l’avvocato Carlo Taormina, ha presentato in procura un fascicolo contenente il nome del presunto assassino, un uomo di Cogne sui trent’anni innamorato di Anna Maria, il quale avrebbe ucciso il bambino poiché la donna continuava a rifiutare le avance. Purtroppo però nella casa non sono state trovate impronte di persone estranee alla famiglia quindi questo fascicolo, probabilmente è fittizio e non è mai stato presentato agli occhi del magistrato. E’ stato un tentativo della difesa di allungare di qualche settimana i tempi della condanna.



L’ipotesi più probabile è, invece, quella che la donna abbia ucciso il piccolo Samuele perché non lo accettava; infatti, il bambino era leggermente ritardato, non frequentava le scuole e veniva tenuto “nascosto” dalla madre, la quale si incolpava spesso per lo stato del bambino e, in preda ad un raptus, lo deve aver ucciso. Nemmeno la perizia psichiatrica sulla donna ha dato notizie degne di interesse poiché non ha evidenziato il minimo stato di infermità mentale, quindi, se effettivamente ha ucciso Samuele, era cosciente di ciò che faceva.

Eppure, qualcuno ancora crede nell’innocenza di Anna Maria; il marito, ex consigliere comunale a Cogne, è fermamente convinto dell’esistenza di un assassino esterno alla famiglia, di qualcuno che vive a Cogne, che poteva avere qualche ragione per odiare i Lorenzi. Sono stati addirittura sospettati i vicini di casa delle famiglia, i quali, dopo la condanna, hanno dichiarato di essere indignati per il trattamento ricevuto e sono stati felici per la decisione del tribunale. Anche in paese a Cogne l’atmosfera non è delle migliori: gli abitanti si sentono chiamati in causa e presi di mira dalle indagini della difesa che sta cercando un cavillo per poter accusare qualcun altro. Proprio la difesa, ha annunciato che farà ricorso al tribunale per cercare di eliminare la condanna ma, da come si è comportato l’avvocato Taormina in questi mesi, non sembra essere convinto di poter vincere la causa.



Ormai tutta Italia certamente si sarà fatta un’idea su come effettivamente siano andate le cose e sarà difficile, comunque vada, per Anna Maria, tornare alla vita di sempre cancellando le idee della gente che non può non ascoltare e vedere ciò che i mass media continuamente affermano. E’ certo che questo caso andrà acanti ancora per parecchi anni e, probabilmente, anche se ritenuta nuovamente colpevole, Anna Maria Franzoni non andrà mai in carcere anche perché ora è nuovamente incinta.

E’ strano però come in Italia, ormai vengono puniti più severamente i reati minori piuttosto di cose gravissime quali omicidi, rapine, ecc.

La giustizia italiana non è certo delle migliori, ma speriamo che questa volta faccia il suo corso, se non altro per rispetto di un bambino morto senza colpa.  






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